Una vita fa

I nostri Statuti marittimi hanno fatto anche la storia del Titanic

Una vita fa, in trent'anni di Tranesieri

Non è sempre indelicato chiedere l'età o almeno questo non è il caso. Spegne ben quarantesei candeline sulla torta il monumento dedicato al più anziano codice marittimo della storia. La mattina del 19 gennaio del 1964 venne innalzato in piazza Quercia il monumento commemorativo degli Statuti marittimi a conclusione di un lungo periodo di celebrazioni, iniziate il 22 dicembre del 1963, giorno del nono centenario. Il monumento non potè essere inaugurato in quella data per un mero errore tecnico nella fusione del rilievo in bronzo.

Bisognò attendere quasi un mese dopo. «Dopo brevi e significative parole – racconta il Tranesiere dell'epoca - il sindaco Grilli ha rimosso il telo di copertura del monumento, mentre la fanfara del Comando militare di Bari suonava l'inno nazionale ed un mezzo corazzato del sessantunesimo battaglione eseguiva colpi a salve. Subito dopo il suono festoso delle campane della città suggellava il desiderio finalmente esaudito di tutti i tranesi di veder degnamente ricordato il più glorioso avvenimento della storia civile di Trani. Al termine dell'applaudito discorso, i presenti alla cerimonia si soffermarono ad ammirare il monumento, accompagnati dagli autori Antonio Bibbò e Vito Stifano, dell'Istituto statale d'arte di Bari. La nuova opera d'arte si eleva in piazza Quercia ed ha per scenario naturale il porto con la sagoma della Cattedrale. Su di un enorme plinto in pietra di Trani è applicato un bassorilievo in bronzo che rappresenta simbolicamente l'atto di consegna degli Ordinamenti da parte dei tre consoli ai marinai ed al popolo di Trani».

Sebbene continuino persistentemente le discussioni degli studiosi di diritto marittimo relative alla sua data d'origine, gli Statuti marittimi sono depositari di temi di grossa e importante attualità. Non è un caso che, ai suoi contenuti, si sia ispirata una celebre sentenza della Corte d'appello americana. L'aneddoto è ricordato da Mario Schiralli. Nella sentenza del 24 marzo del 1999 riguardante la causa del celeberrimo transatlantico Titanic, la Corte ha ripreso il tema di cui si fa chiaramente menzione nel codice, concernente la questione del carico di merci perso in mare in forza del quale chi vi si imbatteva ne diveniva legittimo proprietario. Un codice all'avanguardia, insomma, nonostante la sua cera centenaria.

Desta dubbi non di poco conto l'età effettiva del nostro codice. Secondo la tradizione le tavole sarebbero state emanate nel 1063 ed in tale prospettiva risulterebbero il più antico codice marittimo della storia. Furono scoperti nell'ottocento dallo studioso francese Pardessus durante una ricerca per un'opera enciclopedica. Nel volume "Statuta Firmanorum" del sedicesimo secolo si faceva espresso riferimento agli Ordinamenta tranesi. Il dubbio sulla nascita resta. In occasione di un congresso di diritto marittimo tenuto a Trani nel 1980, gli studiosi rilevarono che il linguaggio utilizzato fosse di un'età successiva equivalente a trecento anni dopo.

«Gli Ordinamenta maris – spiega Schiralli - sono precorritori di molti principi giuridici accolti nella moderna legislazione e si distinguono per essere stati anche il primo modello della storia di contratto sindacale in quanto prendono in considerazione per la prima volta la figura del marinaio riconoscendogli obblighi e doveri».

Tra le nostre mani spunta una lettera (dedicata ai più giovani) che l'avvocato Domenico Tolomeo inviò al Tranesiere del 1964. «Perché la fiaccola sia mantenuta accesa - riporta il giornale - riprenda la città di Trani l'iniziativa di organizzare nella nostra città, nel prossimo futuro, un convegno se non internazionale, almeno, nazionale, in un primo tempo di studiosi del diritto marittimo in nome di un primato di cui noi tranesi dobbiamo essere fieri per avere dato al mondo il primo codice del mare». Nel 1980 si celebrò il primo appuntamento. Anzi: l'ultimo.
3 fotoStatuti marittimi, Rosa Barca incontra Mario Schiralli
Rosa Barca incontra Mario SchiralliRosa Barca incontra Mario SchiralliRosa Barca incontra Mario Schiralli
Gli Statuti Marittimi di Trani sono da considerarsi come il più antico codice marittimo del Mediterraneo nel Medioevo e costituiscono la testimonianza più elequente della prosperità economica raggiunta da Trani nel secolo XI e dal grado di maturità civile della sua gente. Gli "Ordinamenta Maris" sono stati pubblicati nel 1063, risultano essere, quindi, anteriori alle Tabulae Amalphitanae. In essi sono descritte le regole della contribuzione, delle cose trovate in mare, dei diritti e degli obblighi del padrone, dei marinai, del nocchiero, dello scrivano e del contratto di noleggio. La loro importanza stà nel fatto di aver offerto le basi per la formazione del Diritto Italiano alla Navigazione.

Negli Ordinamenta per la prima volta nella storia della navigazione, viene considerata la figura del marinaio fino a quel momento ritenuto un semplice schiavo al servizio del padrone. Con l'avvento ed il riconoscimento del codice tranese, il marinaio acquista una propria dignità, diventa il lavoratore che ha bisogno di essere tutelato. In termini moderni potremmo parlare di un contratto sindacale tra marinai e datori di lavoro. Una forte presenza degli Ordinamenta Maris, si trova in piazza Quercia, cuore del centro storico e ingresso storico verso il porto, qui si trova collocato un bassorilievo bronzeo, opera di Antonio Bibbò e Vito Stifano, eretto tra il 1963 e il 1964, in occasione del nono centenario.
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