Comizio Antonella Papagni
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Politica

Amet, il Movimento 5 Stelle: «Qual è il futuro dell'azienda?»

Le consigliere Di Lernia e Papagni preoccupate dal futuro dei servizi di trasporto, parcheggi e darsena

Il destino dell'Amet preoccupa le consigliere comunali del Movimento 5 Stelle, Antonella Papagni e Luisa Di Lernia, che questo pomeriggio hanno inviato una lunga nota in cui chiedono maggiore chiarezza sul destino della partecipata: «Avevamo già lanciato l'allarme il 21 dicembre sul fatto che questa Amministrazione avesse spento le luci su Amet e che stesse procedendo con insufficienti elementi di trasparenza al rilancio della nostra azienda e ora, a distanza di più di un mese, siamo costretti a tornare sul tema e a dover rincarare la dose. È arrivata nel frattempo la nomina del nuovo Amministratore Delegato che Bottaro si è affrettato a catalogare come di nomina tecnica e non suggerita dalla politica. Ma purtroppo né lui, né tanto meno il nuovo arrivato, si sono preoccupati di rendere noti ai tranesi le strategie a medio e a lungo termine».

«Per di più lo stesso organo di informazione ai cui microfoni il Sindaco ha dichiarato che è idiota chi afferma che si vuole svendere Amet, il 1° gennaio aveva riportato la notizia secondo la quale le intenzioni del Primo Cittadino fossero di uno "sfrondamento dei rami secchi", ovvero la cessione ad altri soggetti di trasporti, parcheggi e darsena. Non vi fu alcuna smentita da parte dell'Amministrazione, anche perché tali indiscrezioni erano riferite al "Piano di razionalizzazione delle partecipate". E allora sono necessarie numerose puntualizzazioni, alcune di carattere formale, altre davvero sostanziale».

«Sulla forma: continua ad esserci una grave mancanza di trasparenza in merito al Piano di razionalizzazione, visto che se ne parla da mesi e molti consiglieri (alcuni anche di minoranza) l'hanno visionato. Perché, pur approvato dalla Giunta, non è stato ancora pubblicato? E soprattutto: perché se ne potranno conoscere i contenuti solo quando definitivamente approvato? Perché non c'è stato un confronto aperto sulle strategie che investiranno il futuro delle due aziende? E ancora: perché non si è proceduto alla selezione pubblica del manager di Amet, previa individuazione delle caratteristiche curriculari necessarie? Perché dal giorno della sua nomina non ha pubblicamente dichiarato quali saranno i suoi intenti gestionali?».

«Vogliamo vedere nero su bianco un chiaro e preciso piano per il mantenimento in capo ad Amet di quei tre importanti settori e di conseguenza le azioni concrete per un loro rilancio. In termini propositivi ci siamo già espressi e siamo pronti a confrontarci anche con maggiore dettaglio. Il servizio trasporti non ha mai avviato un vero rilancio indirizzato al maggiore utilizzo dei mezzi pubblici a discapito di quelli privati. È mai stato predisposto un piano per il graduale ammodernamento dei mezzi, basandolo sull'attuale parco in dotazione, le mutate esigenze cittadine e la necessità di rivolgersi al mercato dei mezzi elettrici, di ridotte dimensioni ma con una penetrazione più capillare delle linee, in modo da dare finalmente attuazione alla crescente richiesta di mobilità sostenibile? Ed inoltre troviamo insensata la mancata monetizzazione degli spazi pubblicitari sui mezzi di trasporto pubblico, spazi da sempre molto appetibili per le agenzie di comunicazione».

«Mancata monetizzazione anche per la sosta a pagamento: vanno introdotti al più presto i parcometri. Ovunque l'inserimento dello strumento elettronico, in sostituzione di quello cartaceo, ha recato un notevole incremento delle entrate ed una maggiore soddisfazione degli utenti. Vanno dunque valorizzate le attuali 9 unità a disposizione con una formazione tecnica specifica, affinché tale servizio sia gestito in maniera diretta (finanche nella manutenzione ordinaria) da parte di Amet Spa e non dato in concessione pluriennale a terzi. Riguardo all'acquisto va inoltre predisposto un bando di gara che permetta un'ampia partecipazione di aziende e, considerando il crescente numero di apparecchiature presenti sul mercato, vi è anche l'opzione dell'usato garantito dai produttori».

«In merito alla Darsena è prioritario modificare l'attuale contratto di servizio in base al quale gravano su Amet tutti i costi relativi ad impiantistica e personale ma si riconoscono alla stessa quote irrisorie delle entrate. Solo dopo aver rimodulato tale accordo Amet avrà autonomia gestionale idonea a pianificare in maniera rigorosa gli investimenti necessari a migliorare tale servizio, riqualificando anche lì le risorse umane già presenti. Il porto di Trani, sembrano dimenticarsene le varie amministrazioni succedutesi nel tempo, gode di caratteristiche uniche che lo rendono prezioso agli occhi dei diportisti, ma se si privano questi ultimi di servizi essenziali, continueranno a preferire qualsiasi altro porto al nostro».

«Se queste indispensabili misure non verranno immediatamente adottate sarà evidente che il Primo Cittadino racconta una cosa ai cittadini e poi ne fa un altra. Ai cittadini va sempre detto ciò che si ha intenzione di fare, sia o meno una strategia condivisa dall'opposizione. I cittadini vanno sempre difesi. Ed invece l'incapacità di Bottaro di difendere i tranesi sta diventando oltremodo irritante. Si è passati dalla dichiarazione, resa davanti a tutti i sindaci della Bat, di disponibilità a riaprire la discarica quanto prima, all'ammissione di rapporti così confidenziali con Emiliano che il Presidente della Regione si permette impunemente di dire "i tranesi si sono bevuti il cervello". Indossare una fascia tricolore non è sufficiente a farsi riconoscere come Sindaco».
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