Eventi e cultura

Anche una donna protagonista di quel 18 settembre 1943

Già proposta l’intitolazione di una via della città.

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Quel 18 settembre 1943 vide protagonista anche una madre e sposa tranese: ISABELLA TERRAFINO in Quatera (1910-1972), che lo storico prof. Raffaello Piracci non esitò sul suo periodico "Il Tranesiere" ad annoverare a buon diritto "nella schiera di quelle tranesi come Giustina Rocca, Maria Festa, Felicia Negretti, il cui ricordo è entrato nelle più palpitanti pagine della storia tranese".
Negli appunti autografi del compianto Giuseppe PAPPOLLA, Podestà di Trani, si legge quanto segue: " Si moltiplicarono in quel momento scene strazianti provocate dalle mogli e dai figli di alcuni catturati. Ebbi allora l'idea di far avvertire S.E. l'Arcivescovo Monsignor Francesco Petronelli, perché intervenisse e confermasse con la sua autorevole parola quanto io avevo sostenuto presso il comandante tedesco. Perciò, rivolgendomi alla signora Terrafino, moglie del catturato Quaterna Giovanni, le dissi:" Signora, anzicchè perdervi in lacrime presso vostro marito, correte dall'Arcivescovo e invocate il suo intervento!".

Isabella Terrafino – come scrisse Piracci- " non esitò un attimo nella scelta tra l'affettuoso ma inutile conforto della sua assistenza allo sposo morituro ed il suo allontanamento, non privo di ansie e incertezze, ma non meno privo di concrete speranze,per cui corse per quel lungo tratto di strada che s'interpone fra Piazza Vittorio Emanuele e l'Arcivescovado in via Beltrani.

"Le ansie, le speranze e gli abbattimenti accavallatisi nel suo animo in quell'interminabile tragitto si possono solo immaginare….." E di nuovo è la Terrafino la coraggiosa interprete dei sentimenti delle altre infelici donne tranesi al cospetto della veneranda figura di mons. Petronelli, come lasciò scritto mons. Altobello in una sua testimonianza. " Una di quelle giovani donne suggeriva tra i singhiozzi al Vicario mons. Perrone che si fosse recato lui a parlare col Comandante, implorando la grazia per tutti.
Non appena mons. Perrone avvertì l'Arcivescovo, questi senza indugio accettò la proposta ed entrambi uscirono dall'arcivescovado per recarsi in piazza". Quanto riuscisse determinante per la felice conclusione della drammatica vicenda l'operato della Terrafino è a tutti noto. Forse non tutti sanno – scrissero i suoi figli Giacomo e Domenico in una lettera indirizzata al Sindaco di Trani- che in conseguenza di quell'evento e di quei traumi, giovanissima, si ammalò di cuore e visse sino all'età di 62 anni molto gravemente sofferente, in pieno silenzio.
Perciò concludevano la loro missiva chiedendo che fosse intitolata una via cittadina alla loro mamma defunta. Soltanto lo scorso anno, la Commissione Comunale per la Toponomastica (di cui lo scrivente faceva parte) fece propria quella proposta deliberando l'intitolazione di una via di Trani a questa coraggiosa donna protagonista degli eventi di quella drammatica giornata. Manca però ancora l'ultimo tassello che è quello della apposizione della targa stradale con delibera della Giunta Comunale e confidiamo che questo sia il prossimo impegno della giunta Tarantini. Isabella Trerrafino, vissuta nel silenzio e nel nascondimento, rimane, secondo Piracci, una " esemplare figura femminile che noi Tranesi dovremo ricordare anche in futuro come erede delle più belle doti spirituali della nostra gente".(da "Il Tranesiere" n.16 del 1972). Franco di Pinto
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