
Religioni
Ci ha lasciati Enzo Bianchi: fu ospite di due edizioni dei Dialoghi di Trani
Il teologo, fondatore della Comunità di Bose, si confrontò con i giornalisti Gad Lerner e Piero Dorfles sul rapporto fra religione, accoglienza e cura
Trani - martedì 1 settembre 2026
18.31
La notizia della morte di Enzo Bianchi lascia un vuoto nel panorama culturale e religioso contemporaneo. Bianchi fondò la comunità monastica di Bose nel 1965 e ci ha lasciati oggi all'età di 83 anni. Il teologo è stato ospite di ben due edizioni dei dialoghi di Trani, nel 2023 e nel 2024, durante i quali si confrontò sui temi della cura e dell'accoglienza insieme ai due giornalisti Gad Lerner e Piero Dorfles.
Nel 2024, Bianchi fu ospite del dialogo dal titolo: "Religiosità e Religioni: prospettive di convivenza pacifica in una società complessa". Il teologo partì da un interrogativo fondamentale: se le religioni si fondano sul senso del sacro e sulla vita umana, perché così spesso le guerre e i conflitti si generano a causa di esse? La sua risposta fu tanto semplice quanto disarmante: bisogna scindere la fede dalla religione; secondo Enzo Bianchi, infatti, l'uomo è naturalmente portato a ricercare la spiritualità e il sacro, come strumenti per comprendere il trascendente, l'assoluto e la propria interiorità. Diversamente, la religione è una costruzione storica e istituzionale che supporta la fede ma che deve essere giudicata dalla quest'ultima. Citando il filosofo Marcel Gauchet, Bianchi ha ricordato che proprio "il Cristianesimo è la religione che richiede l'uscita dalla religione."
La sua riflessione è oggi più che mai attuale: Bianchi ammonì sulla pericolosità di una commistione fra religione e politica come causa del fondamentalismo e come legittimazione della violenza più becera. Il fondatore della Comunità di Bose ricordò la guerra in Ucraina, una guerra fratricida tra cristiani cattolici e ortodossi, descrivendola come vergognosa. Ricordò anche il conflitto tra Palestina e Israele, o meglio, tra i fondamentalisti islamici palestinesi e i fondamentalisti ebrei. La fede, infatti, non può mai giustificare l'odio verso l'altro e, dunque, legittimare la guerra. Questo è il messaggio più importante che Enzo Bianchi ha lasciato sulla Terra a chi verrà dopo di lui: convivere, pur nella diversità è possibile, ricercando l'assoluto dentro di sé e nel prossimo, senza che l'odio possa prendere il sopravvento, offuscando la luce che la fede ci offre.

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