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Conclusa la seconda giornata de "I Dialoghi". Ecco come è andata.

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La seconda giornata de I Dialoghi di Trani (21/23 settembre – Castello Svevo) si apre con il primo dei laboratori dedicati ai più giovani. Curato da Lucia Ivona, il laboratorio etica-mente corretti ripropone in chiave scolastica il tema della sesta edizione della manifestazione. Gli studenti delle scuole elementari e medie sono guidati in un percorso di scoperta e conoscenza dell'etica.
Da sinistra R. Cammilleri, A. Perissinotto, G. Zucconi, M. Marcotullio. Foto di Luca Bezzato
La mattinata ai Dialoghi prosegue con la sezione di approfondimento dal titolo Etica in giallo: un simposio tra scrittori giallisti del panorama letterario italiano, Rino Cammilleri, Massimo Marcotullio e Alessandro Perissinotto, coordinati dalla giornalista Giovanna Zucconi. Alla scoperta dell'etica che domina il genere giallo, i "dialoganti" hanno disegnato l'excursus storico del genere giallo, dalla nascita in Inghilterra, con relativa ambientazione in tranquille e sperdute cittadine, puntualmente sconvolte da omicidi efferati, alla svolta "hard" negli Stati Uniti. Cambiano gli scenari ma non la struttura del racconto, sempre uguale a sè stessa, che rende paradossalmente il giallo un genere tranquillizzante e conservatore. "In un mondo pieno di inquietudini e di dubbi – spiega Marcotullio - il giallo non presenta ambiguità, celebra il trionfo della verità, fornisce certezze". "Anche i gialli più fantasiosi, quelli dai trucchi macchinosi ed esotici – aggiunge Perissinotto – sembrano rassicuranti e codificati anche nelle caratteristiche dei personaggi". Chiude Cammilleri, riassumendo che l'etica del giallo è proprio in questa codificazione, che svela sempre la soluzione ed assicura il malvivente alla giustizia. Questa è la funzione didattica del giallo, la sua morale".


Giancarla Codrignani. Foto di Luca Bezzato
A seguire il dialogo dal titolo Etica e diritti umani con Pietro Barcellona, professore di filosofia del diritto a Catania, Antonio Cassese, professore di diritto internazionale a Firenze e Giancarla Codrignani, scrittrice e giornalista, presidente della "Lega obiettori di coscienza", coordinati da Giorgio Zanchini, giornalisti GR1. La platea ascolta rapita tre grandi esponenti e protagonisti di battaglie per la tutela dei diritti. Spunti di riflessione e applausi convinti hanno caratterizzato il dibattito, incentrato in particolar modo sull'uguaglianza dell'uomo nell'ambito della comunità internazionale. Particolarmente toccante il momento in cui Giancarla Codrignani, facendosi portavoce dalla volontà comune dei relatori, ha letto l'articolo 3 della Costituzione italiana che sancisce pari dignità sociale nei confronti di ogni soggetto, eliminando disuguaglianze di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.

Il pomeriggio della seconda giornata de I Dialoghi di Trani prosegue con i suoi protagonisti chiamati a discutere sul tema di questa sesta edizione: quale etica nella società globale?, questa volta declinata nei campi della scienza e della letteratura.

Foto di Luca Bezzato

Alle 17.30 Edoardo Boncinelli (professore di biologia e genetica nell'Università Vita-Salute di Milano) e Francesco D'Agostino (professore di filosofia del diritto all'Università Tor-Vergata di Roma) coordinati da Giorgio Zanchini (giornalista GR1 Rai) dialogano sul tema Etica e scienza. Le questioni centrali sono: dalla vita alla morte, quando la scienza può dirsi veramente libera, non solo di conoscere, ma anche di intervenire? Può l'etica inserirsi nel campo scientifico delimitando il suo campo d'azione? Su che basi si costruisce il rapporto tra l'etica e la scienza?


Michele Serra. Foto di Luca Bezzato.
A seguire l'incontro Etica e letteratura con Michele Serra (editorialista de "La Repubblica") e Piero Dorfles (responsabile dei servizi culturali del GR Rai) coordinati da Maria Ida Gaeta (direttrice della Casa delle Letterature di Roma). Si deve parlare, secondo, Dorfles, dell'atto dello scrivere come gesto anche morale e non solo creativo. Dall'utilizzo di questo gesto e dalla sua correttezza dipende la valenza etica che la letteratura acquista. Dalla sua esperienza trentennale nel ruolo di giornalista, Michele Serra, porta testimonianza del declino etico nel campo della comunicazione scritta: "L'etica non è così difficile: basta chiedersi se ciò che si sta facendo è giusto o sbagliato. Al giorno d'oggi questa domanda non è più richiesta e talvolta è deliberatamente evitata".
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