
Attualità
"Fate della vostra vita un capolavoro di felicità": il messaggio dell'Arcivescovo ai maturandi
Mons. Leonardo D'Ascenzo scrive agli studenti alla vigilia dell'Esame di Stato: «Non mollate davanti alle prime salite, il vostro futuro è una missione da costruire ogni giorno»
Trani - mercoledì 17 giugno 2026
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Un messaggio di incoraggiamento, speranza e fiducia rivolto ai giovani che si preparano ad affrontare uno dei passaggi più importanti del loro percorso di crescita. Alla vigilia dell'Esame di Stato 2026, l'Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, mons. Leonardo D'Ascenzo, ha voluto indirizzare una lettera ai maturandi del territorio, accompagnandoli con parole di vicinanza e riflessione in un momento carico di emozioni e aspettative. Nel messaggio, datato 16 giugno 2026, l'Arcivescovo invita ragazze e ragazzi a vivere l'esame non soltanto come una prova scolastica, ma come un'occasione per guardare con fiducia al proprio futuro.
«Si chiude un percorso durato cinque anni, fatto di passi avanti, crescita, gioie e inevitabili difficoltà», scrive mons. D'Ascenzo, sottolineando come la maturità rappresenti al tempo stesso un punto di arrivo e l'inizio di un nuovo cammino. L'invito rivolto agli studenti è quello di affrontare il futuro con coraggio, senza lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli che inevitabilmente incontreranno lungo la strada. «Non mollate davanti alle prime salite, siate capaci non solo di arrivare, ma di arrivare e ricominciare, di inseguire nuove mete», esorta il presule.
Al centro della riflessione proposta dall'Arcivescovo vi è il concetto della vita come missione personale, richiamando le parole di Papa Francesco contenute nell'Esortazione apostolica Evangelii Gaudium: «Io sono una missione su questa terra e per questo mi trovo in questo mondo».
Un passaggio che assume un significato particolarmente forte per i giovani che si affacciano all'età adulta. Secondo mons. D'Ascenzo, ogni persona è chiamata a riconoscere il valore della propria esistenza e a mettere i propri talenti al servizio degli altri, contribuendo alla costruzione di una società migliore.
«Non mi trovo nel mondo per caso», ricorda l'Arcivescovo interpretando il pensiero del Pontefice. «La mia esistenza è preziosa, ho un obiettivo da raggiungere per il bene di ogni fratello e sorella».
La lettera si trasforma così in un invito a non limitarsi a rincorrere risultati o traguardi personali, ma a vivere la propria vita come un'opportunità di crescita, responsabilità e condivisione. Una prospettiva che guarda oltre l'esame e oltre il percorso scolastico, per abbracciare il significato più profondo della realizzazione personale.
«La vita ci domanda coinvolgimento e responsabilità nel donare il nostro personale, e per questo unico, contributo», scrive ancora mons. D'Ascenzo. «Diventa meravigliosa quando accettiamo di metterci in gioco».
Parole che arrivano nelle ore in cui migliaia di studenti sono alle prese con le ultime ripetizioni, le inevitabili ansie della vigilia e le emozioni della tradizionale "Notte prima degli esami". Un momento che segna simbolicamente il passaggio dall'adolescenza alla vita adulta. Nel concludere il suo messaggio, l'Arcivescovo affida i maturandi alla sua preghiera e rivolge loro un augurio che va ben oltre il successo scolastico: «Vi auguro di custodire e realizzare i vostri sogni facendo della vostra vita un capolavoro di vera felicità».
Un messaggio che invita a guardare all'esame non come a un traguardo definitivo, ma come all'inizio di un viaggio nuovo, da affrontare con passione, responsabilità e fiducia nelle proprie capacità. Ai maturandi del territorio, dunque, arriva non solo un augurio per le prove che li attendono, ma un incoraggiamento a costruire il proprio futuro con consapevolezza, coraggio e speranza.
«Si chiude un percorso durato cinque anni, fatto di passi avanti, crescita, gioie e inevitabili difficoltà», scrive mons. D'Ascenzo, sottolineando come la maturità rappresenti al tempo stesso un punto di arrivo e l'inizio di un nuovo cammino. L'invito rivolto agli studenti è quello di affrontare il futuro con coraggio, senza lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli che inevitabilmente incontreranno lungo la strada. «Non mollate davanti alle prime salite, siate capaci non solo di arrivare, ma di arrivare e ricominciare, di inseguire nuove mete», esorta il presule.
Al centro della riflessione proposta dall'Arcivescovo vi è il concetto della vita come missione personale, richiamando le parole di Papa Francesco contenute nell'Esortazione apostolica Evangelii Gaudium: «Io sono una missione su questa terra e per questo mi trovo in questo mondo».
Un passaggio che assume un significato particolarmente forte per i giovani che si affacciano all'età adulta. Secondo mons. D'Ascenzo, ogni persona è chiamata a riconoscere il valore della propria esistenza e a mettere i propri talenti al servizio degli altri, contribuendo alla costruzione di una società migliore.
«Non mi trovo nel mondo per caso», ricorda l'Arcivescovo interpretando il pensiero del Pontefice. «La mia esistenza è preziosa, ho un obiettivo da raggiungere per il bene di ogni fratello e sorella».
La lettera si trasforma così in un invito a non limitarsi a rincorrere risultati o traguardi personali, ma a vivere la propria vita come un'opportunità di crescita, responsabilità e condivisione. Una prospettiva che guarda oltre l'esame e oltre il percorso scolastico, per abbracciare il significato più profondo della realizzazione personale.
«La vita ci domanda coinvolgimento e responsabilità nel donare il nostro personale, e per questo unico, contributo», scrive ancora mons. D'Ascenzo. «Diventa meravigliosa quando accettiamo di metterci in gioco».
Parole che arrivano nelle ore in cui migliaia di studenti sono alle prese con le ultime ripetizioni, le inevitabili ansie della vigilia e le emozioni della tradizionale "Notte prima degli esami". Un momento che segna simbolicamente il passaggio dall'adolescenza alla vita adulta. Nel concludere il suo messaggio, l'Arcivescovo affida i maturandi alla sua preghiera e rivolge loro un augurio che va ben oltre il successo scolastico: «Vi auguro di custodire e realizzare i vostri sogni facendo della vostra vita un capolavoro di vera felicità».
Un messaggio che invita a guardare all'esame non come a un traguardo definitivo, ma come all'inizio di un viaggio nuovo, da affrontare con passione, responsabilità e fiducia nelle proprie capacità. Ai maturandi del territorio, dunque, arriva non solo un augurio per le prove che li attendono, ma un incoraggiamento a costruire il proprio futuro con consapevolezza, coraggio e speranza.

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