Guardia di Finanza - Controllo Saldi
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Cronaca

Finanza: in Puglia nel 2011 scoperti 500 evasori

In corso approfondimenti su 4.500 casi sospetti di finti poveri. Sottratti a tassazione 1,578 miliardi di euro

L’attività di contrasto all’evasione fiscale assicurata nel 2011 dalla Guardia di Finanza pugliese, indispensabile per il conseguimento e l’affermazione dei principi di equità fiscale, ha nuovamente confermato un’attenta presenza ispettiva dell’Istituzione nei confronti di un’ampia platea di contribuenti, che ha consentito di attestare i risultati su livelli di assoluta rilevanza che, comunque, evidenziano una tendenza all’evasione, in Puglia, sostanzialmente in linea con il dato nazionale.

I 59 reparti del Corpo dislocati sul territorio, fra cui quello di Trani, regionale hanno svolto una intensa attività di intelligence, di analisi di rischio e di controllo economico del territorio, che si è connotata per la sua proiezione bivalente, in quanto mirata alla ricerca delle ricchezze nascoste originate non solo da condotte di evasione fiscale, ma anche da attività criminali e da fenomeni di riciclaggio o reimpiego di proventi illeciti.

L’attività condotta dalle Fiamme Gialle nel 2011 ha consentito di pervenire all’esecuzione di 1.600 verifiche e circa 12.900 controlli fiscali, di scoprire maggiori redditi sottratti a tassazione per circa 1,578 miliardi di euro (con un incremento dell’11% rispetto al 2010), di constatare violazioni all’Iva per 491 milioni (con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente), di scoprire ritenute non operate o non versate per quasi 17 milioni, di denunciare all’autorità giudiziaria di 613 soggetti per reati di natura fiscale.

Con particolare riguardo al contrasto all’economia sommersa - costituita da tutte quelle attività economiche non rilevate dalle statistiche ufficiali - sono stati individuati in Puglia circa 500 evasori totali e paratotali (intendendo per i primi, quei soggetti completamente sconosciuti al fisco e per i secondi, quelli che hanno occultato oltre il 50% del proprio reddito) con conseguente recupero a tassazione, nei loro confronti, di oltre 800 milioni di euro di basi imponibili e pervenendo a segnalazioni di violazioni all’Iva per quasi 180 milioni. Il dato sugli evasori totali e paratotali è indice di una situazione altamente significativa, se si considera che il dato medio rileva una evasione di base imponibile per singolo evasore totale e paratotale di ben 1,6 milioni, a testimonianza che l’attività condotta ha consentito di individuare in Puglia grandi evasori e non evasori minimali o non solvibili, a conferma della efficacia dell’azione di individuazione dei soggetti da perseguire e della qualità degli interventi. Efficacia e qualità testimoniate pure dal fatto che, con specifico riferimento alle sole 1.600 verifiche fiscali effettuate nel 2011, si sono registrate di 163 adesioni spontanee integrali a verbali di constatazione pari al 10% del totale - dato peraltro in linea con la tendenza nazionale – da parte dei contribuenti interessati che hanno inteso definire la loro posizione pagando subito quanto dovuto. A questi dati occorre aggiungere anche gli oltre 244 milioni di euro che sono stati proposti per il sequestro ovvero già sequestrati ai responsabili di reati tributari, in prospettiva della successiva confisca dei valori corrispondenti alle imposte evase.

Tutto ciò evidenzia come l’attività di verifica della Finanza è stata e sarà indirizzata sui soggetti e sulle categorie economiche a più alto indice di evasione, mediante l’impiego di criteri che tengano conto, ad esempio e come citato in precedenza, anche della efficienza dell’azione operativa circa le emergenti possibilità di recuperi di basi imponibili rilevanti; per comprendere questo concetto, basti pensare che esiste la cosiddetta evasione diffusa, o di massa, realizzata da un’ampia platea di piccole imprese e lavoratori autonomi, nell’ambito della quale è possibile rinvenire contribuenti che non ottemperano agli obblighi tributari anche in ragione di evidenti contingenti difficoltà economiche e finanziarie. Si tratta della cosiddetta evasione di sopravvivenza, che può avere diverse motivazioni. Accanto a imprese economicamente inefficienti o che versano in momenti di crisi ci sono imprenditori capaci e onesti, spinti fuori dal mercato da forme di concorrenza sleale, poste in essere da soggetti coinvolti in frodi fiscali, e proprio per questo la Guardia di Finanza, nelle sue analisi, mette in conto la solvibilità del contribuente come un parametro di cui tener conto per la selezione dei soggetti da verificare.

Di sicuro rilievo anche i dati afferenti il contrasto al sommerso da lavoro, fenomeno frenante la crescita dell’economia legale e che favorisce la proliferazione di forme criminali pericolose, non ultime l’immigrazione clandestina; nel dettaglio, sono stati individuati 3.102 lavoratori irregolari o in nero, taluni anche minori.

L’attività di contrasto all’evasione è stata inoltre implementata mediante il rilevamento dei cosiddetti indici di capacità contributiva, ovvero quei beni mobili ed immobili (auto, imbarcazioni da diporto e abitazioni ad alto valore commerciale) espressivi di elevata capacità contributiva, che dovrà trovare adeguato riscontro nella posizione fiscale dei relativi proprietari o possessori; al riguardo sono in corso approfondimenti sulle circa 4.500 rilevazioni effettuate, essendo già emerse in taluni casi situazioni di macroscopica incoerenza, come nel caso del proprietario di uno yacht del valore di un milione di euro a fronte di redditi dichiarati mai oltre i 10.000 euro.

Quanto infine alla verifica degli obblighi strumentali relativi all’emissione di scontrini e ricevute fiscali, in capo a specifiche categorie di contribuenti, sono stati effettuati circa 37.500 controlli, riscontrando oltre 10.000 violazioni (pari a circa il 26%, ovvero 1 caso su 4). Si tratta di controlli importantissimi e non fini a se stessi, in quanto, oltre ad assolvere alla funzione sanzionatoria in caso di omissioni, hanno un’importante valenza sotto il profilo della deterrenza alla reiterazione dell’illecito, ovvero di convincimento del contribuente ad assumere un atteggiamento maggiormente virtuoso in relazione all’obbligo di emissione del documento fiscale.
  • Guardia di Finanza
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