Eventi e cultura

Il tesoro ritrovato. Riapre la sala Giovanni Beltrani della biblioteca comunale

Il 30 novembre l'inaugurazione. In contemporanea mostra e dibattito.

Venerdì 30 novembre, con la manifestazione "il tesoro ritrovato", l'amministrazione comunale e l'associazione culturale Traninostra riapriranno la sala "Giovanni Beltrani" della biblioteca comunale con un'innaugurazione pubblica. Alle ore 17.00 è previsto un incontro-dibattito sul tema "Dalla biblioteca di conservazione alla biblioteca di valorizzazione", al quale parteciperanno il sindaco di Trani dott Giuseppe Tarantini, l'assessore alla cultura prof. Andrea Lovato e il presidente dell'associazione culturale Traninostra Avv. Vittorio Tolomeo.
Al termine si procederà alla inaugurazione della riapertura della Sala "Giovanni Beltrani". In contemporanea, dalle 16.00 alle 19.00, sarà apera al pubblico la mostra "I Tesori della biblioteca Giovanni Bovio". Giovanni Beltrani (1848 – 1932) Nato a Trani il 18 novembre 1848, da famiglia patrizia di origine spagnola, e quivi morto il 2 dicembre 1932. Consegui la licenza liceale a Bari, quando aveva solo 17 anni, e quattro anni dopo, la laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Napoli. Naturalmente attratto verso gli studi di archeologia e di storia, non si cimento mai nell'attività forense, ma si dedicò con grande ardore e con l'amore mai spento del neofita, ad incessanti ricerche erudite su vecchie carte e documenti inediti, dimenticati negli Archivi di Stato, dei Monasteri e delle Cattedrali, per fare vera luce su eventi e su interi periodi storici riguardanti la nostra Città e l'Italia Meridionale. S'impose subito all' attenzione del mondo culturale italiano della seconda metà del sec. XIX, e conquistò degnamente il ruolo di storico meridionale dell'epoca, come Bartolomeo Capasso, a cui successe nel seggio dell'Accademia Pontaniana. Ebbe naturale il dono dell'indagine analitica, condotta sempre con acume e sapienza, porgendo al mondo degli studiosi, con le sue molteplici pubblicazioni, il frutto delle sue profonde meditazioni e delle sue accurate ricerche con una prosa piacevole e chiara, qualche volta polemica, ma sempre sicura. Fu fecondo collaboratore di vari giornali meridionali e di periodici di interesse storico e letterario dell'intera Nazione, quali l'Archivio Storico Romano, il Napoletano, il Siciliano, il Veneto, la Rivista Europea, la Nuova Antologia, la Revue critique d'histoire et de litterature, la Rassegna Pugliese (la maggiore gloria culturale di Trani), della quale, alla morte di Valdemaro Vecchi, assunse la direzione. Ricopri molte cariche onorifiche, con il più assoluto disinteresse economico e con la consueta passione. Fu Ispettore dei monumenti per tutta la terra di Bari, componente e successivamente Segretario della Commissione di Storia Patria di Bari, Ispettore degli scavi della necropoli etrusca di Coere (Cerveteri). Membro dell'ufficio tecnico del Palatino (dove lavorò tre anni per gli scavi del Monte della Giustizia e dell'Aggere Serviano). Ricercò, per incarico del Ministero della Pubblica Istruzione, documenti importanti per la topografia romana nell'Archivio di Stato di Roma e, in quello di Napoli, gli inventari dei Musei della Casa Farnese pubblicati, in seguito, a cura dello stesso Ministero. Anche nella vita pubblica, svoltasi attraverso le cariche di Presidente della Congregazione di Carità di Trani, di Consigliere Comunale di Trani, di Consigliere e di Vice Presidente della Amministrazione Provinciate di Bari, di Sub Commissario al Comune di Napoli e di Deputato al Parlamento Nazionale, Giovanni Beltrani seppe offrire, con grande generosità ed aperta intelligenza, il suo nobile, operoso contributo, al servizio dei più alti valori morali. Si battè sempre con entusiasmo giovanile per la soluzione dei grandi problemi riguardanti la nostra Regione, Quello che seppe studiare, scrivere e propugnare per l'Acquedotto Pugliese costituisce l'attestazione più sicura del suo amore e del suo attaccamento alla nostra Terra, per la quale auspicava le più grandi riforme sociali e civili. II suo profondo amore per gli studi, per le ricerche erudite e per i libri, gli consentì la formazione di quel prezioso complesso bibliografico che, con il nome di "Raccolta Beltrani", oggi costituisce la parte più importante ed interessante della nostra Biblioteca Comunale. La cospicua raccolta libraria, assicurata dal 1949 al patrimonio cittadino, perchè secondo il desiderio espresso dal Beltrani, "... vi avesse posto proficuo per Trani", conta oltre 8.000 volumi ed opuscoli di riconosciuto valore e, per il fatto che contiene un rilevante numero (circa un terzo) di opere di esclusivo interesse storico, ha una originalità di biblioteca specializzata. Giovanni Beltrani si spense a Trani la notte del 2 dicembre 1932, mentre, malgrado le insidie del male che da tempo lo angustiava, si appassionava ancora nei prediletti lavori di ricerca. Trani ne onorò subito la memoria intitolandogli la via sulla quale si affaccia ancor oggi il palazzo di famiglia, ma forse un tale genio avrebbe meritato ben altro.
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