
Politica
Mancata adesione a Rifiuti Zero: è polemica
Il coordinamento censura il Consiglio comunale: «Atto irresponsabile». Sabato a San Luigi un nuovo incontro per conoscere la proposta di legge
Trani - giovedì 16 maggio 2013
0.15
Polemiche per la mancata approvazione in Consiglio comunale dell'adesione del Comune di Trani alla proposta di legge Rifiuti Zero. In aula è finita con un nulla di fatto e con il rinvio del provvedimento a prossime sedute. Il coordinamento cittadino di Rifiuti Zero non ci sta ed attraverso Anna Rossi, la portavoce, esprime critiche per la decisione della politica di soprassedere sul punto.
«Speravamo, anzi eravamo quasi certi che la coscienza dei consiglieri, chiamati a pronunciarsi su un problema grave e sentito come quello ambientale e della salute, avrebbe condotto ad una adesione unanime ed entusiasta alla proposta. Si trattava di dare il consenso ad una legge che prevede una gestione dei rifiuti, che permetterebbe di trasformare questi ultimi in risorse per l'intera collettività, con benefici ambientali, sanitari, occupazionali ed economici. Duole constatare che mai speranza sia stata tanto mal riposta e che lo spettacolo andato in onda in Consiglio comunale sia stato degno di una politica avvezza a trucchetti e sotterfugi, cui la maggior parte di noi è davvero stanca di assistere».
Anna Rossi spiega: «Il primo stratagemma messo in atto è stato quello di posticipare la trattazione del punto in questione in nome di presunte e - riteniamo - pretestuose maggiori urgenze, in relazione ad altre questioni da trattare. E non semplicemente facendo slittare la proposta di delibera sui rifiuti zero dal terzo al quarto posto, come sarebbe stato tutt'al più legittimo aspettarsi, bensì facendola passare,con un vero coup de théȃtre, dal terzo al settimo punto. Se fossimo maliziosi penseremmo che si sia trattato di un tentativo malcelato di arrivare, al termine di una lunga giornata in cui era in ballo un'approvazione del bilancio controversa e travagliata, a non dover trattare il punto in questione per il venir meno del numero legale. Ma noi, che maliziosi non siamo, abbiamo pazientemente aspettato che si arrivasse, dopo circa dieci ore di seduta, alla trattazione a noi tanto a cuore, sempre fiduciosi. Ma lì abbiamo ricevuto il colpo di grazia: sempre il solerte consigliere capogruppo del Pdl Maurizio Musci, che già aveva proposto lo slittamento dell'ordine del giorno, ha sfoderato un'altra arma dal sicuro effetto, proponendo al presidente del Consiglio Fabrizio Ferrante, il rinvio della delibera da lui presentata, motivando la mozione con una presunta contraddizione con le iniziative e attività che saranno intraprese dall'Amiu. Nonostante la replica di puntuale smentita di queste supposizioni da parte di alcuni consiglieri di minoranza, come Mimmo De Laurentis, cui ci dispiace non si sia aggiunto un intervento anche del presidente del Consiglio, a sostegno di una causa da lui stesso portata in Consiglio, la richiesta di rinvio è stata accolta con il voto compatto di una maggioranza numericamente schiacciante rispetto all'opposizione».
«Dismessi a questo punto i panni degli ingenui creduloni – prosegue la portavoce del gruppo - vogliamo con forza denunciare quello che ci sembra un atto irresponsabile. Perché non ci sfugge che tutte queste basse manovre hanno avuto il chiaro scopo di evitare una assunzione di responsabilità politica, che il dover esprimere un voto chiaro e palese comporterebbe. Ed è per questo che chiediamo pubblicamente ai signori rappresentanti della nostra amministrazione di fornirci motivazioni chiare e serie rispetto alla vicenda e, senza nascondersi dietro fragili e fittizi paraventi, di farci conoscere la loro posizione reale sul merito del contenuto della proposta di legge, onde poter smentire ogni nostro malizioso sospetto. Cogliamo anzi l'occasione per comunicare ed invitare il Sindaco, i consiglieri, gli assessori, la stampa locale, e tutta la cittadinanza a partecipare alla conferenza pubblica che si terrà sabato 18 maggio alle 18.30 presso l'auditorium San Luigi per conoscere i contenuti e i benefici della proposta di legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero».
Nel frattempo la campagna Rifiuti Zero continua a raccogliere adesioni. A livello nazionale si sono già raggiunte circa 100.000 firme, a fronte delle 50.000 necessarie per poter presentare la proposta in Parlamento, e sono sempre di più i Comuni che hanno approvato l'ordine del giorno di adesione alla legge.
«Speravamo, anzi eravamo quasi certi che la coscienza dei consiglieri, chiamati a pronunciarsi su un problema grave e sentito come quello ambientale e della salute, avrebbe condotto ad una adesione unanime ed entusiasta alla proposta. Si trattava di dare il consenso ad una legge che prevede una gestione dei rifiuti, che permetterebbe di trasformare questi ultimi in risorse per l'intera collettività, con benefici ambientali, sanitari, occupazionali ed economici. Duole constatare che mai speranza sia stata tanto mal riposta e che lo spettacolo andato in onda in Consiglio comunale sia stato degno di una politica avvezza a trucchetti e sotterfugi, cui la maggior parte di noi è davvero stanca di assistere».
Anna Rossi spiega: «Il primo stratagemma messo in atto è stato quello di posticipare la trattazione del punto in questione in nome di presunte e - riteniamo - pretestuose maggiori urgenze, in relazione ad altre questioni da trattare. E non semplicemente facendo slittare la proposta di delibera sui rifiuti zero dal terzo al quarto posto, come sarebbe stato tutt'al più legittimo aspettarsi, bensì facendola passare,con un vero coup de théȃtre, dal terzo al settimo punto. Se fossimo maliziosi penseremmo che si sia trattato di un tentativo malcelato di arrivare, al termine di una lunga giornata in cui era in ballo un'approvazione del bilancio controversa e travagliata, a non dover trattare il punto in questione per il venir meno del numero legale. Ma noi, che maliziosi non siamo, abbiamo pazientemente aspettato che si arrivasse, dopo circa dieci ore di seduta, alla trattazione a noi tanto a cuore, sempre fiduciosi. Ma lì abbiamo ricevuto il colpo di grazia: sempre il solerte consigliere capogruppo del Pdl Maurizio Musci, che già aveva proposto lo slittamento dell'ordine del giorno, ha sfoderato un'altra arma dal sicuro effetto, proponendo al presidente del Consiglio Fabrizio Ferrante, il rinvio della delibera da lui presentata, motivando la mozione con una presunta contraddizione con le iniziative e attività che saranno intraprese dall'Amiu. Nonostante la replica di puntuale smentita di queste supposizioni da parte di alcuni consiglieri di minoranza, come Mimmo De Laurentis, cui ci dispiace non si sia aggiunto un intervento anche del presidente del Consiglio, a sostegno di una causa da lui stesso portata in Consiglio, la richiesta di rinvio è stata accolta con il voto compatto di una maggioranza numericamente schiacciante rispetto all'opposizione».
«Dismessi a questo punto i panni degli ingenui creduloni – prosegue la portavoce del gruppo - vogliamo con forza denunciare quello che ci sembra un atto irresponsabile. Perché non ci sfugge che tutte queste basse manovre hanno avuto il chiaro scopo di evitare una assunzione di responsabilità politica, che il dover esprimere un voto chiaro e palese comporterebbe. Ed è per questo che chiediamo pubblicamente ai signori rappresentanti della nostra amministrazione di fornirci motivazioni chiare e serie rispetto alla vicenda e, senza nascondersi dietro fragili e fittizi paraventi, di farci conoscere la loro posizione reale sul merito del contenuto della proposta di legge, onde poter smentire ogni nostro malizioso sospetto. Cogliamo anzi l'occasione per comunicare ed invitare il Sindaco, i consiglieri, gli assessori, la stampa locale, e tutta la cittadinanza a partecipare alla conferenza pubblica che si terrà sabato 18 maggio alle 18.30 presso l'auditorium San Luigi per conoscere i contenuti e i benefici della proposta di legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero».
Nel frattempo la campagna Rifiuti Zero continua a raccogliere adesioni. A livello nazionale si sono già raggiunte circa 100.000 firme, a fronte delle 50.000 necessarie per poter presentare la proposta in Parlamento, e sono sempre di più i Comuni che hanno approvato l'ordine del giorno di adesione alla legge.
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