
Politica
Paletti a Marechiaro, ztl, vigili a termine: le domande inevase di Riva Destra
Antonio Loconte denuncia le mancate risposte dell'assessore alla Polizia locale
Trani - martedì 2 agosto 2016
7.48 Comunicato Stampa
L'accusa è chiara: «L'assessore alla Polizia Locale, nonostante le nostre ripetute richieste di chiarimenti, continua a non degnarci di risposta alcuna. Delle due l'una: o vale il più classico dei "chi tace acconsente" (non avendo validi argomenti da contrapporre a confutazione delle nostre tesi, l'assessore preferisce optare per il silenzio) oppure Giuseppe De Michele non ritiene opportuno rispondere alle domande, lasciando che i dubbi continuino ad offuscare le menti di una parte dei cittadini tranesi. Il nostro assessore "part-time", difatti, si è mostrato da sempre disinteressato rispetto ai quesiti sollevati». Lo dice Antonio Loconte, coordinatore del movimento Riva Destra».
«In principio, avevamo richiesto - spiega Loconte - lumi sui paletti acquistati con soldi pubblici e istallati lo scorso anno presso il "Marechiaro", paletti scomparsi nel nulla dopo essere stati rimossi a fine estate 2015 senza alcuna spiegazione logica. Successivamente abbiamo chiesto delucidazioni in merito a quella che l'amministrazione definisce "ztl" (sull'area portuale) mentre per noi ha i requisiti di un'isola pedonale. Ancora, prive di qualsivoglia risposta sono rimaste le domande sulla mancata assunzione dei "vigili stagionali" : puntualmente, la via seguita dall'assessore è stata quella del silenzio, come se si trattasse di un problema non riguardante il suo settore di competenza».
Loconte spiega di aver chiesto anche chiarimenti sull'installazione dei famosi velobox «rilevando una serie di eccezioni alle quali nessuna risposta è pervenuta. Dopo aver ricordato all'esperto Assessore De Michele che i velobox, come previsto da Codice della Strada, possono essere installati solo su strade "a scorrimento veloce" che presentino le caratteristiche richieste dalla legge (art. 2 lettera d CdS) e che quando attivi devono essere "presidiati" da una pattuglia della polizia locale, in assenza della quale tutte le multe sono contestabili, abbiamo scoperto un'altra anomalia: da quanto risulta dalla determinazione dirigenziale, quei velobox furono "pensati" e poi "acquistati" per essere installati su via Malcangi e sulla S.S. 16 Adriatica (per meglio intenderci nei pressi della "Seconda Spiaggia" e del lido "Matinelle"). Per quale motivo, quindi, sono stati poi istallati su via Falcone? Quella determinazione non doveva forse essere ritirata e annullata prima di procedere al "trasloco" dei velobox?».
A dire del coordinatore di Riva Destra «l'idea originaria (apprezzabile) di tutelare i pedoni che, nel periodo estivo, affollano quel tratto di strada è magicamente tramontata senza alcuna spiegazione spostando i velobox su Via Falcone. Quelle "scatole arancioni con telecamera" sono un vero e proprio mistero! Non sappiamo perché sono state piazzate in quel punto, non sappiamo se sono "omologate" e se realmente sanzionano i veicoli che procedono a velocità elevata. L'unica convinzione è che, anche questa volta, non riceveremo alcuna risposta né dall'assessore "part-time" né, tantomeno, dall'amministrazione "silente"».
«In principio, avevamo richiesto - spiega Loconte - lumi sui paletti acquistati con soldi pubblici e istallati lo scorso anno presso il "Marechiaro", paletti scomparsi nel nulla dopo essere stati rimossi a fine estate 2015 senza alcuna spiegazione logica. Successivamente abbiamo chiesto delucidazioni in merito a quella che l'amministrazione definisce "ztl" (sull'area portuale) mentre per noi ha i requisiti di un'isola pedonale. Ancora, prive di qualsivoglia risposta sono rimaste le domande sulla mancata assunzione dei "vigili stagionali" : puntualmente, la via seguita dall'assessore è stata quella del silenzio, come se si trattasse di un problema non riguardante il suo settore di competenza».
Loconte spiega di aver chiesto anche chiarimenti sull'installazione dei famosi velobox «rilevando una serie di eccezioni alle quali nessuna risposta è pervenuta. Dopo aver ricordato all'esperto Assessore De Michele che i velobox, come previsto da Codice della Strada, possono essere installati solo su strade "a scorrimento veloce" che presentino le caratteristiche richieste dalla legge (art. 2 lettera d CdS) e che quando attivi devono essere "presidiati" da una pattuglia della polizia locale, in assenza della quale tutte le multe sono contestabili, abbiamo scoperto un'altra anomalia: da quanto risulta dalla determinazione dirigenziale, quei velobox furono "pensati" e poi "acquistati" per essere installati su via Malcangi e sulla S.S. 16 Adriatica (per meglio intenderci nei pressi della "Seconda Spiaggia" e del lido "Matinelle"). Per quale motivo, quindi, sono stati poi istallati su via Falcone? Quella determinazione non doveva forse essere ritirata e annullata prima di procedere al "trasloco" dei velobox?».
A dire del coordinatore di Riva Destra «l'idea originaria (apprezzabile) di tutelare i pedoni che, nel periodo estivo, affollano quel tratto di strada è magicamente tramontata senza alcuna spiegazione spostando i velobox su Via Falcone. Quelle "scatole arancioni con telecamera" sono un vero e proprio mistero! Non sappiamo perché sono state piazzate in quel punto, non sappiamo se sono "omologate" e se realmente sanzionano i veicoli che procedono a velocità elevata. L'unica convinzione è che, anche questa volta, non riceveremo alcuna risposta né dall'assessore "part-time" né, tantomeno, dall'amministrazione "silente"».
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