Roberta Gemma
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Vita di città

Roberta Gemma in tour a Trani: «Adoro questa città»

La diva del porno: «La gelosia non mi stupisce, ma sono una persona genuina»

Genuina. Quando incontri Floriana Panella, romana, in arte Roberta Gemma (nome scelto dopo aver usato per anni quello di Roberta Missoni), non hai dubbi sulla sua genuinità. Uno status che non contrasta affatto con il suo lavoro di pornostar. Non solo perché le sue curve sono assolutamente naturali, ma anche perché non è artefatto ciò di cui parla. La incontriamo a Trani, il 23 dicembre, prima che inizi il suo spettacolo all'Invidia Club. Accetta di buon grado di rispondere alle nostre domande e farsi scattare qualche foto. La posa è, anche quella, genuinamente provocante.

Una domanda scontata: perché ha scelto di farts conoscere con il nome d'arte di Roberta Gemma?
«Sappiamo che tutti i personaggi famosi usano nomi d'arte. C'era stato qualche problema con il precedente cognome Missoni. Gemma non l'ho scelto esattamente io, ma mi è stato attribuito. Alla terza fiera di Berlino, dopo la partecipazione a quella di Las Vegas, le testate giornalistiche dell'eros parlavano di me come di una "pietra preziosa", della "gemma italiana" e così mi sono detta "quasi quasi, visto che lo stanno dicendo". Insomma me l'hanno attribuito».
Cosa l'ha spinta ad iniziare questa attività? Ti sei mai pentita della carriera che hai intrapreso?
«Assolutamente no, perché ho sempre avuto la possibilità di scegliere e non mi sono mai pentita di tutto quello che ho fatto finora. E ringrazio tutti i miei fan che mi tengono su».
I suoi progetti futuri?
«Allora, tra i progetti futuri c'è il club Gemma, che si occupa di tutto ciò che è arte, canzone e mondo. Non mi sbilancio oltre, vedremo cosa ci riserva il futuro».
La vita sentimentale di Roberta?
«Sono sposata da tre anni».
Il suo lavoro la porta inevitabilmente a creare emozioni "forti" nelle persone che la circondano, anche invidia e adorazione. Che rapporto ha con le donne e con gli uomini nella vita normale?
«Sono una persona 'normale'. Ho amiche e non vado in competizione con le donne. L'invidia c'è sempre per tanti motivi, ma ci sono donne, anzi coppie che vengono a vedermi quando mi esibisco e magari sono proprio le donne che insistono per assistere allo spettacolo. Insomma ci sta che io sia amata e odiata».
Questa è la sua seconda volta a Trani?
«Sinceramente questa è la terza volta che mi esibisco a Trani. La prima fu nel 2012, questa è la terza».
Nel 2012, in occasione del suo precedente spettacolo sono apparsi dei manifesti giganti per le strade delle città della zona che non sono passati inosservati. Ad Andria il sindaco dovette oscurarli dopo le proteste di un'associazione di commercianti, in base a un regolamento comunale che impedisce espressioni lesive della dignità delle donne. Che pensa di questa storia?
«Mah, diciamo che ne ero al corrente, è arrivata anche Striscia la notizia per questa specie di polemica. Alla fine, a mio avviso, non era un manifesto assolutamente volgare, anzi. Ero comunque in abbigliamento intimo, come possiamo vedere in tantissimi manifesti pubblicitari di intimo».
C'è rimasta male?
«Beh diciamo un po' sì, perché cerco sempre di comunicare la mia immagine nel migliore dei modi. Anche quando affiggo dei manifesti per strada per reclamizzare gli spettacoli, cerco sempre di fare in modo che siano 'tranquilli'. Il problema è stato principalmente 'Roberta Gemma', perché se fosse stata la pubblicità di una delle case di intimo, non avrebbe detto niente nessuno».
Ma le sue curve sono un po' più accentuate, non passano inosservate probabilmente.
(ci ride)... «Sono forme naturali, che devo fare?».
Come vede il suo futuro?
«Non so neppure io. Quest'anno a marzo ho dichiarato che mi sarei riposata un po', mi prendevo un periodo di relax, invece non me l'hanno fatto fare. Quindi non dico nulla, quello che succede, succede».
La mamma, no?
«La mamma mi piacerebbe, sicuramente. Se succede, succede. Quando, non si sa».
Tornerà a trani?
«Beh sì, dai. Comunque oggi ho girato un po', ho avuto modo di vederla. E' molto bella. Mi sono rilassata un po', sono sempre a 2000. Abbiamo passeggiato tra la cattedrale, il porto, abbiamo mangiato benissimo. Del resto in Italia dovunque vai ti rimane un pezzo nel cuore».
Da un punto di vista maschile quello di pornostar è un lavoro da favola. Ma è davvero come si immagina?
«Il successo si raggiunge con il duro lavoro e si affronta più facilmente se guidati dalla passione».
Non ha mai temuto che possa degenerare in routine con le conseguenze del caso?
«No, perché è una cosa che ti piace e la fai sempre nel migliore dei modi, come i calciatori. Loro lo fanno perché principalmente gli piace giocare a calcio. Nel nostro mondo è come dovrebbe essere in tutti gli altri lavori. Più hai la passione di fare la cosa e più ti piace».
Nel 2004 l'Italia è stato il Paese al mondo con il maggior numero di accessi su Youporn. In un'era dove il porno su internet è facilmente fruibile e in buona parte gratis, ha ancora senso fare film?
«Io parlo per me. Io metto tutto ciò che produce sul mio sito, è tutto online. Quindi parlando per me, il porno ancora va. Poi c'è sempre scarica film e video gratis perché vuole, come si dice a Roma, la 'sveltina'. Ma c'è anche quello che vuole la scena perfetta, con una certa fotografia, con una certa situazione. La pirateria c'è sempre stata, dalla videocassetta all'online passando per il dvd».
Quindi pubblica tutto sul suo sito, perché i film tirano meno?
«No, non è che tirano meno. C'è gente che vuole il film di nicchia, vuole la scena 'pulita', con una piccola storia. Ci sono due tipologie di spettatori: quello che vuole la sveltina, sia guarda la scena e via perché ha pochi secondi; e c'è quello 'acculturato', più ricercato. Lo stesso per gli spettacoli: c'è quello che guarda il vestito, sente la musica, il movimento. Non sembra ma c'è quello appassionato. A volte devo segnarmi i particolari degli spettacoli in ogni locale perché capita di tornarci e che qualcuno si accorga che la volta precedente ho fatto lo stesso spettacolo».
Per la preparazione ho visto che ci sono anche i pali. Quindi la preparazione prevede che lei faccia anche ginnastica, danza?
«Ho fatto 13 anni di danza moderna, la musica è nelle vene. La pole dance si sta diffondendo da poco in Italia e io inizio a muovermi. Ma ci sono ragazze davvero brave, si arrampicano in un modo molto elegante. Insomma gli spettacoli sono curati e ringrazio anche chi mi è a fianco, che mi segue durante lo spettacolo, indicandomi come migliorare».
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