Avviso di chiamata

Autoscontri, pesca a strascico e pisellini

Avviso di chiamata per Fabrizio Ferrante

Come un bambino inebriato dalle tasche piene di gettoni degli autoscontri, Fabrizio Ferrante continua a fare giri in pista scontrandosi o affiancando la portella a questo e a quel nemico - amico del luna park politico. Prima il lodato non allineamento ad Operamolla, prima ancora le primarie da luna park, con un paio di amici suoi, poi la benedizione sulla capocchia con ciuffo sempre più spelacchiato da parte di Fitto, nei giorni scorsi, per un'auspicata nomina a presidente del Consiglio, ma per la quale sembra manchino i numeri, per via della ringhiosa e famelica rabbia di quelli del PDL. Poi il folle frontale con quel sornione di nonno Ugo, un potere forte vivente, (e il Comune gli deve pure un miliardo e mezzo del vecchio conio, per prestazioni professionali), cui chiede che sia tolta la fascia di capogruppo di Operamò. (In verità ci sarebbe un precedente storico fin dagli anni 80, quando Emanuele Jurassic Tommasicchio, era capogruppo di se stesso per il Partito Liberale, ma allora non c'era l'autoscontro e tutti vivevano felici e pacifici).

Ora la conseguenza dell'isolamento di Fabri Sfibra da parte dei suoi (non lo convocano per la firma - denuncia contro supposte gravi irregolarità dell'amministrazione cittadina - e pure Julio Iglesias Santorsola lo sfotte pubblicamente) è il tipico risultato di tutti quelli che in politica decidono di andare sugli autoscontri. La memoria di notista è piena di nomi recenti e remoti di autostoppisti e/o guidatori di autoscontri, che hanno fatto tanti giri e frontali, si sono pure divertiti e, diciamolo, ci hanno divertito, ma alla fine, causa appunto isolamento, sono pian piano spariti dalla scena o sono stati inghiottiti dall'oblio. Quegli autostoppisti che hanno cambiato una decina di macchine ora sono al parcheggio, giustamente. Naturalmente non è questo che auguriamo al nostro Fabri Sfibra, anche perché è uno di quelli che ci fornisce spunti a go go per scrivere e quindi non auspichiamo assolutamente una sua uscita di scena. Ma ora si ritrova sia inviso ai suoi "compagni" di coalizione, che nemmeno lo chiamano più, sia ad avere un bel po' di nemici anche dall'altra parte, dove potrebbe/vorrebbe provare a togliere il pane dalla bocca a quel manipolo di dobermann sdentati del centro-destra, (pare che il numero sia arrivato a quattro) che già pregustano il raggiungimento dell'agognata e sudata pagnotta (la poltrona da cinquemila euro al mese o giù di lì di presidente del consiglio). Dagli autoscontri ai "calci in culo" (intesi come sediolini) il passo potrebbe essere breve.

In attesa di sapere in bocca a chi finirà la suddetta agognata pagnotta (propongo di chiamarla così anche in sedi istituzionali, con un linguaggio in codice ad hoc per militanti dell'antipolitica), mentre l'opposizione ha buttato nella scodella la polpetta avvelenata di cui vi demmo velata anticipazione nello scorso numero, ed il PD sorseggia il suo brodino Knorr De Palma, chi come al solito sta imbandendo una probabile lauta tavola è l'UDC, il primo partito ad avere un segretario cittadino col nome e la faccia degna da uno di Centovetrine, Nicolas Modugno. L'arrivo a Trani di Pierferdi Casini nella città in cui potrebbe scoprire una gustosa omonimia sui contenuti politici (sottigliezza per buongustai) potrebbe prefigurare un bel giro di pesca a strascico tra elementi scontenti dell'attuale maggioranza. Ve li immaginate alcuni pisellini locali che dinanzi a Pieferdi non sanno resistere ad una sana e verace erezione, catturati dal fascino del volpino dai capelli bianchi che potrebbe far loro immaginare splendide carriere politiche, dopo un passaggio nel suo partito? Altro che agognata pagnotta (leggi sempre poltrona del presidente) a quel punto, visti i grandi rimescolamenti di carte che si stanno profilando a livello politico local e nazionale, e le grandi manovre che si stanno già attuando da parte del Piercasini. E' un'ipotesi, certo. Ma perché non aspettarsi che si avveri? Già me lo vedo, qualche pisellino che fa lo stupendo pensierino. E a Don Giggino (è da un po' che non me ne occupo, dovrò provvedere prossimamente), cola un rivolo di sudore freddo sulla stola.
  • Fabrizio Ferrante
  • UDC
  • Ugo Operamolla
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