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Non si ammazzano così anche i Peppini?

Una tenaglia sempre più visibile sta cercando di compiere l’omicidio (duplice). Nuovi nomi in vista.

La sera andavamo al cinema muto - Nel valzer da cinema muto cui stiamo assistendo in questi giorni, ci sono nuovi passi, nuove figure pallide, nuove larve che si mostrano al rassegnato pubblico. L'assessore dimissionario alla cultura che sbotta: "Ma dove stanno gli investimenti al turismo culturale in questa città?". Finalmente se n'è accorto anche lui: meglio tardi che mai. Vedi alla voce TIF, comunque, forse qualcosa troverai … La assessora ai servizi sociali, quasi uscente, tenta di aggrapparsi ai Piani sociali e di zona e famiglia, per non finire al piano terra del Palazzo dove sta cercando di farla arrivare il "Fuoco amico" dei suoi stessi colleghi di maggioranza. Piano terra da intendersi, scusate la crudità, come uscita. La considerazione del sindaco sulla necessità che l'inamovibilità di un assessore sia legata anche ai rapporti col proprio gruppo consiliare ci ha fatto pensare. Rosa U., come le eroine del cinema muto, stringe un fazzoletto in bocca, in segno di sofferenza. Ma con l'altra mano cerca le spalle di Gargiuolo "Tuttoapposto e Nienteinordine" o di Di Modugno "Corini" (imbarazzante la somiglianza con l'allenatore del Chievo).

All'improvviso un Cozzoli - Un'indiscrezione delle ultime ore vorrebbe in forte ascesa le quotazioni del consigliere Cozzoli come possibile famoso terzo assessore di FI, ammesso che restino tre (potrebbero restarne solo due) addirittura come probabile vice – sindaco o nuovo assessore alle Finanze al posto di D'Amore. A quel punto ci sarebbero due ingressi in consiglio: Forni e Lapi, quest'ultimo visto ieri a Palazzo, guarda caso. La prossima non eletta sarebbe la Pina Chiarello. Chi di scorrimento ferisce, di scorrimento perisce: anche gli equilibri nella nuova Forza Italia andrebbero verso un'alterazione rispetto al recente e remoto passato: continuano i segnali d'insofferenza, ad esempio, verso Peppino Di Marzio, da parte della stessa FI.

La tenaglia - Nell'ultima riunione di giunta uno dei presenti ci conferma di un emblematico battibecco tra Di Marzio e De Simone: casus belli l'intenzione di portare in consiglio la questione vigili, capitolo assunzioni: rinvio sì, rinvio no, passaggio politico o meno, il battibecco fa capire come la posizione di P. D. M., favorevole all'ingresso in consiglio del provvedimento, appaia molto indebolita e non più granitica. L'escamotage del "pallino" in mano al sindaco, circa la sorte di Di Marzio, fa pensare pure ad una certa idea di "scrollamento". Certo che scaricare ora Di Marzio è molto più facile, che non ad esempio, due anni fa e la tenaglia che tenderebbe ormai chiaramente a "strangolare", politicamente, la coppia Uva – Di Marzio, sembra sempre più visibile.

Pisellini e paura - Chiudono il quadro le voci di altri nuovi assessori in ingresso: ipotesi o bozze che siano, si fa capire come anche diverse anime della maggioranza, spingano sempre più il sindaco ad una revisione, più o meno parziale o totale (atto per il quale sembra non avere né voglia, né, secondo i malpensanti, il coraggio) soprattutto in un quadro politico che potrebbe essere ancora più alterato o stravolto, a seconda di quello che succederà, dalle inchieste in corso della magistratura: non più "chiacchiericcio", secondo un'infelice e forse non del tutto apprezzata, dai giudici, scelta lessicale, ma fatto reale, notizia, a forte rischio di effetto macchia d'olio. E motivo di mutandine bagnate (sia detto nel senso di fifa, per carità) per vari "pisellini" comunali (ricordate il simpatico personaggio di Braccio di ferro?) o anime ed elementi di varia schiatta di questa amministrazione. Mai vista infatti, una tale concentrazione di dimissioni … A proposito di nuovi nomi: oltre al già citato Annacondia, in quota Lima allo sport, comunque sempre non ben accetto da alcune membra del corpo di maggioranza, è spuntato in queste ore il nome di Vincenzo Todisco della Puglia prima di Tutto, che potrebbe prendere una delle deleghe vacanti, oltre al rimpiazzo di Nardò e dell'eterna delega vacante: quella della pubblica istruzione. E poi c'è il nuovo presidente Amet da cercare ed un nuovo equilibrio generale da dare ad un assetto politico sempre più frastagliato.

Ammazzare il padre democristiano? - Insomma questa politica non ha ancora deciso se ammazzare definitivamente il "padre democristiano" che si porta dentro da oltre quarant'anni o conviverci a vita temendo di non saper mai camminare da sola. Intanto Corrados Tevez si gode la scena alla finestra, mangiando pop corn.
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