Avviso di chiamata

Notaio sfiorato, sindaco avvisato

Ma poi le smentite sono fioccate … tenendo famiglia

Sembra che il golpe in stile Bisceglie o Barletta sia stato tentato anche a Trani. Una notizia che è trapelata nel giro ristrettissimo degli oppositori alla linea governativa Riserbato – Di Marzio, tanto che non sarebbero stati interpellati nemmeno alcuni consiglieri PDL, ritenuti ondivaghi; ad una verifica di chi scrive, con rapido giro di voci, tutti si sarebbero affrettati a smentire. Il tentativo di raccogliere firme davanti al tavolo di un notaio per far cadere l'amministrazione tranese, si sarebbe fermata a due punti dal traguardo (mancando due firme necessarie per la spallata). Ma visto il chiodo fisso di alcuni consiglieri, c'è da scommettere, come avvenuto a Barletta, che in un futuro nemmeno troppo lontano, ci si riprovi. O meglio, si rimettano in giro voci del genere, per vedere l'effetto che fa, cioè per sondare il terreno rispetto ad un eventuale "colpo di spugna": questa è un'interpretazione plausibile, nel controverso quadro politico tranese.

La mancanza di risposte, da parte del sindaco, alle istanze presentate dai consiglieri Pdl, insoddisfatti della linea seguita finora, costituisce un'aggravante nei rapporti sempre più tesi e a rischio rovesciamento del tavolo, da parte di quei politici chiamati sbrigativamente dalla stampa "dissidenti". Anche se molti si dichiarano ammorbiditi (effetto nomine Amet?) c'è un'altra chiave di lettura nell'interpretazione della cesura netta e insanabile che ormai s'è creata tra il governo centrale Riserbato e gli scontenti. In una recente intervista a Teletrani Beppe Corrado ha sottolineato il verbo "era", imperfetto di essere, parlando della pulizia di Trani: "Trani era pulita". Per la serie "le parole sono pietre", Corrado con quella semplice frase ha riversato sull'attuale amministrazione una dura ed ulteriore condanna d'inadeguatezza a gestire anche la più banale ma necessaria capacità, in una città d'arte e turismo: quella di garantire un minimo di pulizia. D'altro canto, sempre nella corrispondenza tra parole e pietre, Riserbato non è stato mai tenero nel giudicare chi c'era prima di lui, nel quale alveo Corrado era uno dei prìncipi: lo ha fatto quando ha parlato d'incrostazioni. Sempre l'ambito della pulizia entra in ballo, con l'aggravante che Gigi forse faceva riferimento anche ad un ambito morale. Non intendiamo qui certo seminare zizzania tra le due parti, più di quanta già non ce ne fosse, ma è senza dubbio doveroso offrire alla gente delle chiavi d'interpretazione circa quanto avviene a Palazzo di Città, perché un domani, dinanzi a repentini e improvvisi capovolgimenti di fronte, nessuno debba dirsi meravigliato o impreparato a capire quanto è avvenuto. Perché i contrasti d'una maggioranza di governo, i rancori, i malumori e gli sgambetti più o meno espliciti, costituiscono il perfetto humus del malgoverno e dell'immobilismo, indipendentemente dalle prossime nomine all'improduttiva Amet, che per qualcuno potrebbero significare una tregua nelle guerre di Palazzo. Pie illusioni. Sullo sfondo di questo scenario resta un interrogativo al quale nessuna delle parti politiche ha ancora risposto in maniera chiara ai cittadini, in quanto la questione è cosa loro, ossia dei loro portafogli: non si è ancora capito quanti debiti abbia effettivamente il Comune di Trani. È un nodo nevralgico che se non chiarito, farà navigare ogni governo nelle nebbie più spesse.

PS: La tv cambia le persone, forza d'una telecamera: dopo le gazzarre passate, con la differita televisiva del consiglio comunale tutti si sono trasformati in Lord inglesi: ma ve lo sareste mai immaginato il fumino Ferrante, che ad ogni intervento che rispettava i tempi, si sperticava in complimenti per il consigliere di turno. Più che la salita sullo scranno, potè la tv …
  • Gigi Riserbato
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