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Nuova pagina grigia nella storia di Amet

Le performances politiche di Riserbato come le serate raccontate da Califano

Anni fa ebbi modo di rielaborare in una pubblicazione a fascicoli la storia dell'Amet. Conobbi tutti i dirigenti, compreso l'indimenticabile signor Armentano, Franco per gli amici, e sottolineo "signor", in quanto galantuomo d'altri tempi. Ancora per poco, allora, l'Amet sarebbe stata una "signora" azienda, anche se già coi primi segnali di malesseri, poi divenuti malanni cronici. I dirigenti e gran parte del personale che conobbi erano fieri di lavorare per quell'azienda: tutti ci tenevano a raccontare il proprio piccolo grande contributo, i loro aneddoti e si vedeva che erano orgogliosi di quel "gioiello".

Oggi, anno 2014, aprile, l'ennesima pagina grigia viene scritta riguardo a questa realtà tranese. Prima il coinvolgimento nelle Estati Tranesi, poi i contenitori vuoti ad essa associati, tipo Amet Servizi Speciali, poi i debiti, poi le rivolte sindacali, poi le sbandate, l'infiltrazione dell'untuosa pasta politica, che ingloba l'azienda come un blob, per poi parcellizzarla e spezzettarla nell'ignobile logica della spartizione politica delle poltrone; infine oggi, questo disfacimento finale di un consiglio d'amministrazione, in seno al governo Riserbato, con l'Amet associabile a quelle carrette malandate delle comiche di Ridolini o Stanlio e Olio, che prima perdevano le portelle, poi il parafango, poi il volante, ed infine le gomme, con scoppio finale del motore. E coi protagonisti della comica a guardarsi in faccia, tra il fumo nero, senza poterci fare nulla.

Due settimane fa Di Pantaleo nell'intervista al Cordialmente ipotizzava rilanci dell'azienda e ricerca di risorse. Ora quelle parole stridono con una realtà cruda e svuotata. Delegittimazione e fuggi fuggi, pezzi mancanti e slot politica inceppata. Ora si ripartirà con l'ennesimo giro di poltrone, nella rivisitazione del banchetto ormai alle ultime portate: "Signori, il rinfresco è finito!"

Omaggio a Franco Califano – La performance politica di queste ultime settimane del governo Riserbato assomiglia a quelle serate raccontate dal grande Califfo, in una delle sue canzoni più celebri. Quelle serate in cui tra la coppia, in questo caso Riserbato e Trani è subentrata la noia ed il silenzio. Nella celebre "Tutto il resto è noia" la coppia, per far finta di nulla ed illudersi di superare la crisi, invita amici a casa ogni sera, per dimenticare il danno ed il dolore che la propria storia d'amore sta portando ad entrambi. Qui la coppia cerca di dimenticare raccontandosi le boiate riguardanti l'azzeramento fantasma, gli assessori promessi ogni lunedì (come nella coppia lui dice a lei: "Vedrai cara da lunedì sarà diverso, ci pensiamo lunedì" così il sindaco rinvia tutti sempre "al prossimo lunedì"), le chiacchiere degli amici di lui che gli dicono che la crisi se l'è cercata con le sue mani, le leggende sul Di Marzio da far fuori, il TIF 2, il Trani a go go 2, i tavoli di consultazione guidati oltre che dal sindaco anche da Antonello ("Gigi, svegliati è primavera!", parafrasando l'altro Antonello, Venditti). Tutto il resto è noia. E rotolai in salita… Dipinsi l'anima, su tele anonime … Ci manchi Califfo.
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