Chiaro e Tondo

Lisciazzi, segugi e roba da RIS

Chiaro e Tondo 100

In occasione del "Chiaro e Tondo" numero 100, voglio regalarvi una "pennellata" speciale multicolore, spaziando attraverso diversi scampoli di vita socio – politica degli ultimi giorni. Dopo tanto tempo sono tornato a seguire, come ad inizio carriera, il Consiglio comunale dal vivo, seppure soltanto per un paio di orette scarse. Nemmeno la possibilità di accomodarci in poltrona e subito avviene uno di quegli avvenimenti che ti ricordano una specie di "lisciazzo", nel senso di palla mancata clamorosamente da un giocatore, poiché ancora "freddo" o perché proprio "fuori partita"; una svirgolata degna del miglior Zavarov (qui può seguirmi solo chi s'interessa al calcio da anni) o del miglior Vampeta o Renato o Blisset. Ma non divaghiamo troppo. Il "lisciazzo" è la dichiarazione del consigliere dei Verdi Laurora che definisce "lavoratori" retribuiti i soldati morti a Kabul. Va bene che non bisogna fare troppa retorica su certi avvenimenti, ma il pensiero del consigliere (fuori luogo a nostro avviso) si presta ad un'interpretazione negativa, nel senso che se la sono cercata, perché lì per loro scelta, per lavorare, per guadagnare (mi corregga, Sir Laurora, se l'ipotesi suona come errata, ma molta opinione pubblica, alle radioline, ha inteso così); e pensare che alla diretta radiofonica aveva contribuito finanziariamente proprio l'opposizione (il principio era buono, ma se si devono far sentire certe frasi al pubblico, è meglio evitare certi spot suicidi).

Un provvedimento molto importante, quello del debito fuori bilancio riguardante il costo relativo alla riparazione del depuratore viene ritirato "perché deve essere sottoposto al parere dei Revisori dei Conti". Tutti a casa tranquilli? Macchè. Non passano 24 ore che un consigliere, gola profonda, della maggioranza ci raggiunge telefonicamente affermando: "Posso smentire quella decisione! Quel parere- dei Revisori dei Conti,- c'era già! Il provvedimento è stato ritirato per salvare qualcuno…" Insomma un giallo, degno dell'ispettore Derrick. Insomma questo consigliere è stato un vero segugio della questione, che stava curando già dal mattino, quando aveva anticipato ad un collega della stampa che quel provvedimento sarebbe stato ritirato. Un bel giallo non c'è che dire. Al prossimo Consiglio forse l'arcano verrà svelato…

Altro che roba da ispettore Derrick… l'ultimo momento di cui ci occupiamo: questo è un caso da Ris di Parma… : ad un certo punto il consigliere De Simone chiede di continuare la seduta "a porte chiuse", perché avrebbe dovuto fornire delicate comunicazioni niente popodi meno che sull'assessore Ninni De Toma. Boom! Bomba, tricchetracche buttato nel bel mezzo del Consiglio (a parte che in quel momento avrebbero dovuto lasciare l'aula il sottoscritto, la bella vigilessa, il vigile, il signor Petrignani alla consolle e un paio di colleghi della stampa, per cui l'aula era già praticamente quasi vuota). Che cosa avrebbe dovuto dire di tanto scottante sull'assessore da chiedere di procedere a porte chiuse? La mia fantasia ha cominciato a galoppare (Gossip in vista? Gite a Palazzo Grazioli? Peccati incoffessabili? Nulla di tutto questo.) Altro giallo. Non lo sapremo mai. Il Consiglio respinge la richiesta e De Simone se ne va sprezzante, con qualcuno dell'opposizione (scena patetica) che cerca di trattenerlo, forse perché sperava di sfruttare pro domo suo l'eventuale bomba. Niente da fare. Le inconfessabili "colpe" del De Toma non si conosceranno. Per ora. A meno che non si chiamino i RIS. Non c'è che dire. Il Consiglio Comunale di Trani resta sempre insuperabile. Beato chi ha del tempo libero per gustarlo piano, come un'ammazza caffè. Di questo passo può attendere anche il nuovo teatro per il quale Pinuccio si appresta ad aprire la gara d'appalto. Più teatro di questo, con sfumature noir…

PS: Ringrazio Pinuccio Tarantini per la bella risposta che mi ha inviato relativa al Chiaro e Tondo su Fini e Berlusca. È normale che dovesse stare con i tranesi, ma la mia domanda era da leggere in prospettiva futura: se la legge elettorale resterà immutata, quando non sarà più Sindaco, il suo futuro politico verrà deciso non dai tranesi, ma dallo stesso Sventrapapere di Arcore (già autore del "capolavoro" Carlucci …ci siamo capiti) o dal "compagno" Fini… Io lo dicevo per te. Se costruisci il Teatro Chiarelli e sblocchi i concorsi al Comune o pratichi una strategia efficace per stimolare la creazione di posti di lavoro a Trani avrai lasciato una traccia indelebile. Ma dopo? La politica, tu m'insegni, esula dalla realtà razionale, d'accordo, ma in tutta Italia stanno già preparando il dopo – Berlusca. Pure quelli stessi del PDL e credo che agli stessi tranesi interessasse sapere come ti poni all'interno di questo grande partito che deciderà il tuo futuro, che probabilmente "coinciderà" anche col nostro… Ergo col territorio cui dici di essere tanto legato.
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