Dr Hauze

Amet? Amen!

Dottor Hauze 59

Strano destino quello di Amet elettricità. Da una parte, il socio di riferimento che non ha ancora assunto una posizione chiara sul destino del ramo clienti (fino all'ultima macchietta: l'inserimento all'ordine del giorno del Consiglio comunale del 23 novembre scorso dell'argomento, poi, prontamente ritirato senza nemmeno aprire la discussione), dall'altra, l'assedio nei confronti dei tranesi da parte delle società energetiche in cerca di nuovi clienti, che non mancano di usare ogni possibilità offerta dal marketing: promotori porta a porta, telefonate agli utenti, siti web con i quali vengono proposte tariffe personalizzate più o meno convenienti, persino cataloghi con premi e carte sconti. In questo baillamme propagandistico Amet, invece, brilla, ad esempio, per la totale carenza di idonee informazioni sul proprio sito web, limitandosi alla statica difesa della sua traballante posizione di ex monopolista. Non vi è infatti traccia dei prezzi praticati alle varie categorie di utenze, né dettagli sui prezzi per la tariffa bioraria. Pare addirittura, come segnalatoci da uno dei nostri affezionati 23 lettori, che, nonostante numerosi tentativi, questi, pur avendo provato sia il numero verde, sia il centralino, sia i numeri aziendali, non sia riuscito a parlare con qualcuno da cui ottenere informazioni sulle tariffe. Per la verità, sul sito di Amet, alcune importanti informazioni sono reperibili: sono infatti accessibili le notizie dall'Italia e dal mondo, il meteo, ma soprattutto l'oroscopo, molto utile per decidere se sottoscrivere o meno un contratto elettrico con Amet. Ma sciatavinn!

Non meno desolante è la situazione di Amet parcheggi: sebbene lo schema di contratto di servizio sia stato approvato dal Consiglio comunale già dal gennaio 2009 e sebbene, solo un mese dopo, la giunta comunale abbia approvato le linee guida per il disciplinare tecnico economico, a tutt'oggi il servizio non è ancora iniziato, nonostante lo stesso dovesse essere attivato in sei mesi. Al colpevole ritardo nella pubblicazione del bando per i parcometri (pubblicato a marzo 2010) si sono aggiunti i problemi penali relativi alla (ir)regolarità della gara (da me segnalati per tempo all'azienda), tanto che la stessa si è bloccata, e con essa, anche la selezione del personale da adibirsi al controllo dei parcheggi stessi. Ma non è finita qui: con deliberazione di giunta comunale numero 158 del 29 novembre 2010, su richiesta di Amet Spa, è stato deciso di integrare il disciplinare tecnico-economico in modo da consentire ad Amet, in via transitoria e temporanea, e comunque non oltre la data del 30 dicembre 2011 (chissà poi perché 30 e non 31) di utilizzare, quali metodi di pagamento della sosta, unitamente ai parcometri, gli antichi grattini. Insomma: hanno fatto ammuina, hanno incasinato ed alla fine non hanno fatto niente! Complimenti ai pasticcioni.

La delibera, invero, si presta a tutta una serie di contestazioni nel merito. In primis, come già evidenziato in precedenti occasioni, non ritengo che la giunta comunale possa modificare le modalità del sinallagma contrattuale in modo così radicale, atteso che il business plan alla base dello schema di contratto approvato dal Consiglio comunale teneva conto, nel fissare la durata del servizio e la ripartizione degli incassi, della necessità di ammortizzare il costo dei parcometri. Il fatto, poi, che l'atto di Consiglio comunale prevedesse la delega alla giunta ed agli uffici competenti all'adozione degli atti necessari, non autorizza questi ultimi a discostarsi dallo schema di contratto approvato dal Consiglio comunale. Almeno in Italia. Non so nel Ruanda.

Su questo modus operandi ad capocchiam stortam non posso che, sommessamente ma fermamente, dissentire dal tautologico parere espresso dal segretario comunale e richiamato nella delibera di giunta comunale. Inoltre, se veramente si trattasse di una disposizione transitoria e temporanea, questa avrebbe avuto una sua logica nell'immediatezza della necessità di provvedere a rifare la gara dei parcometri, in modo da garantire l'avvio del servizio, e non già ora a mesi di distanza. Ancora: un periodo transitorio di ben tredici mesi appare eccessivamente lungo, atteso che in origine per approntare tutto il servizio, ad Amet erano stati dati sei mesi. Ma tant'è!

Non vorrei, invece, che di periodo transitorio in periodo transitorio (atteso che al Comune di Trani, l'istituto della proroga reiterata, come nel caso Italcogim, in barba a tutte le norme di legge, sembra essere una prassi consolidata), si finisse sine die per operare con gli atavici grattini, anziché con i deliberati parcometri. Peraltro la locuzione «unitamente ai parcometri» fa sorgere un ulteriore dubbio sul suo significato: si avranno solo grattini, oppure grattini e parcometri? Oppure trattasi della solita delibera comunale malamente abborracciata pur essendoci dirigenti e segretario generale ben pagati che non vedono le caxxate scritte? Come, ad esempio, è capitato per il contratto a caxxo sottoscritto per la redazione del piano generale degli impianti pubblicitari? Con contorno di assessori e consiglieri che non controllano un caxxo? Inoltre, per dirla tutta sull'argomento, a chi toccherà il compito di vendere i grattini? Chi si occuperà di controllare l'avvenuto pagamento di quanto dovuto? Quanto costeranno tali nuove modalità? Possibile che tra i SS.RR.CC. non ce ne sia uno che faccia funzionare la materia grigia? Deve per forza essere interessata la Corte dei conti per salvaguardare le finanze comunali dalla perdurante incapacità gestionale?

Infine una questione a margine, ma non troppo: nella premessa alla succitata delibera di giunta del 29 novembre scorso si fa riferimento ad una deliberazione di giunta del 2001, con la quale venivano individuate nuove aree di parcheggio dei veicoli con custodia a pagamento. Ma quando mai? Bevete di meno! Oppure non vivete a Trani? Non mi risulta che i parcheggi a pagamento siano mai stati custoditi (atteso che ciò implicherebbe una responsabilità del gestore del parcheggio in caso di furto o danneggiamento del veicolo). In ogni caso, più opportunamente, si dovrebbe far riferimento alle aree per parcheggio a pagamento (senza custodia) previste non da atti giuntali del 2001 ma dal piano generale della sosta approvato in Consiglio comunale pochi mesi fa. Oppure i soldi, ribadisco irregolarmente, spesi per il piano della sosta sono stati un gustoso cadeau ai perugini? Mah! Al Comune di Trani questi particolari evidentemente non interessano a nessuno. Tanto, a torto o a ragione, paga sempre Pantalone (cioè il cittadino tranese).

Piano degli impianti pubblicitari ed impianti abusivi. E' trascorsa un'altra settimana ed il piano in questione non è ancora stato consegnato dal tecnico incaricato, mentre gli impianti pubblicitari abusivi fanno ancora bella mostra di sé. Complimenti. Atteso altresì che uomini e mezzi sono stati individuati, i SS.RR.CC. intendono procedere con le opportune operazioni, oppure dovranno intervenire organi esterni, che però stavolta potrebbero rilevare profili penalmente rilevanti a carico di qualche poco solerte funzionario comunale? Io vi consiglio-intimo di muovervi: la pazienza sta finendo e non vorrei interessare altri. Rimango, comunque, sempre nel dubbio: ci fate o ci siete?

Lavori a villa Turrisana. Non posso che unirmi a Legambiente nel rilevare lo scempio compiuto. Purtroppo tale immobile non è soggetto a tutela da parte della Soprintendenza, ma, più semplicemente, è tutelato dal piano urbanistico generale. Buonanotte! Per tale bene, comunque, a norma dell'articolo 4.09.8a delle norme tecniche d'attuazione, sono ammessi solamente interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, come definiti dall'articolo 3.3 del regolamento edilizio. A sommesso parere dello scrivente, l'intervento effettuato, almeno così come rilevabile dalla fotografie pubblicate sul web, va oltre la tipologia del restauro e risanamento conservativo, ricadendo nella tipologia ristrutturazione edilizia, se non addirittura da considerarsi nuova costruzione, atteso che a norma dell'ultimo capoverso dell'articolo 3.3.d del regolamento edilizio non rientrano negli interventi di ristrutturazione edilizia quelli di demolizione e ricostruzione dell'intero o di parti consistenti dell'edificio, e, pertanto, parrebbe irregolare. Questo, almeno, stando alle norme vigenti da me conosciute e alle immagini pubblicate e da me viste. Se poi qualche scienziato comunale volesse illuminarci, lo ringrazieremmo anticipatamente. Presumendo poi che i lavori in questione non siano totalmente privi di titolo abilitativo, mi chiedo perché non venga verificata in corso d'opera la corrispondenza fra quanto assentito e quanto in corso di realizzazione, a maggior ragione quando si tratta di beni oggetti a tutela. Eppure non è difficile! Oppure i SS.RR.CC. continueranno a far finta di niente come nel caso delle segnalazioni fatte per villa Monetti? Probabilmente confidano che, nel mentre inibiscono ai cittadini l'accesso agli atti relativi, i consiglieri comunali, che pure ne avrebbero diritto e dovere, non vadano a vedere le carte oppure non le capiscano. E poi i poverini sono tanto impegnati nelle frequenti e laboriose commissioni consiliari che tengono in numero massimo per i tanti problemi che devono sviscerare! E così, nel Comune, i SS.RR.CC. possono continuare a fare i caxxi propri in un totale e generale silenzio di… tombino!

Amianto a gogò. Le campagne, secondo la mappa pubblicata da Legambiente, sono libere discariche in cui impunemente si può scaricare l'amianto. Chiedo ai numerosi stipendiati del Comune: e allora la convenzione (con pagamento di mille euro al mese) con i Ranger a che è servita? Sarà il caso di valutare se per tale compito di vigilanza rurale non siano meglio le tradizionali Guardie campestri? Non hanno sponsor politici? Chiedo scusa per questa mia ingenua proposta! Ma c'è dell'altro. Come Traniweb ha più volte evidenziato con foto, attorno al Castello vi sono coperture in amianto (http://www.traniweb.it/trani/informa/7583.html). Possibile che in due anni e mezzo i competenti (?) uffici comunali, non si siano doverosamente attivati per la coattiva rimozione di tale pericolo per la salute di coloro che non hanno la fortuna di vivere in una villa a Capirro? Deve arrivare la magistratura per far muovere le mollicce chiappe di qualche SS.RR.CC.?
Avevo letto (oltre un mese fa) che erano in atto lavori per la messa in sicurezza della strada che porta al Monastero di Colonna ma ad oggi non ho avuto modo di rilevare alcuna attività, se non quella delle chiacchiere. Già in passato ho segnalato all'opinione pubblica tranese immagini dell'erosione in atto, per la quale cosa ringrazio i media che le hanno pubblicate. Oggi è possibile verificare con nuove foto che il pericolo ed il danno stanno aumentando. Colpa certamente della cementificazione della circostante costa ma anche dell'incuria amministrativa comunale. Ai cittadini il giudizio.

Nel Dr. Hauze numero 56 dello scorso 15 novembre avevo chiesto, in qualità di contribuente tranese, notizie sullo sperpero di circa 11.000 euro relativi alla revoca gara per affidamento dei servizi domiciliari per l'aiuto alla persona (secondo determinazione dirigenziale della quinta ripartizione numero 364 del 27 ottobre 2010) per la qual cosa era stata addotta la motivazione, sic et simpliciter, del «prioritario perseguimento dell'interesse pubblico». In proposito avevo scritto che «La revoca appare carente sotto il profilo istruttorio, attesa la manifesta genericità della motivazione addotta, che invece sarebbe stato opportuno e doveroso esplicitare in modo più articolato». Ovviamente nessuno dei tanti stipendiati comunali ha ritenuto di approfondire la vicenda o di fornire spiegazioni. Ma io, caratterialmente e notoriamente, non mi arrendo facilmente. E poi, come disse il mugnaio al grande Federico di Prussia, ci sarà pure un giudice a Berlino. Per cui ribadisco ai SS.RR.CC. (in primis al sindaco ed al segretario generale) che la giurisprudenza si è data carico di precisare, per quanto concerne le pubbliche selezioni per l'affidamento a privati di lavori o servizi, gli ambiti di legittima esercitabilità del potere di autotutela. Conseguentemente va affermata, in generale , la sussistenza di uno jus poenitendi da parte dell'amministrazione, inteso come facoltà di revocare o annullare la gara, ma solo laddove vi siano preminenti esigenze pubbliche che lo impongano, fatta salva (anche in considerazione della fase procedimentale più o meno avanzata, in cui le dette esigenze vengano rilevate) l'eventuale responsabilità pre-contrattuale ex articolo 1337 del codice civile (Tar Toscana, sezione I, 30 maggio 1991 numero 313). In altri termini occorre che sopravvengano circostanze che rivelino il mutamento dell'interesse pubblico alla prosecuzione del rapporto e di tale sopraggiunto mutamento l'amministrazione deve nondimeno dare puntuale ed accurata motivazione nell'ambito del provvedimento di revoca (Consiglio di Stato, sezione VI, 5 gennaio 1990 numero 28; Consiglio di Stato, sezione V, 24 ottobre 1996 numero 1263 e sezione VI, 29 marzo 1996 numero 518, 30 aprile 1994 numero 652 e 16 novembre 1987 numero 890; nonché Tar Campania, Napoli, 20 ottobre 1998 numero 3261). Nel caso di specie, l'amministrazione ha esercitato questa facoltà adducendo argomentazioni niente affatto persuasive poicè generiche, disattendendo la particolare cautela che legittima l'esercizio da parte della pubblica amministrazione di siffatto ius poenitendi. SS.RR.CC., è tutto chiaro o volete che vi faccia un disegnino?

Durante la conferenza stampa sulle recite della prossima stagione teatrale è stata nuovamente recitata la farsa degli installandi uffici provinciali nell'asilo nido di Colonna. Mi limito a dire: «Uagnun, fnitl! Ca jei truvd».
  • Roberto Visibelli
  • Italcogim - Gdf Suez
Dr Hauze

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La rubrica a firma di Roberto Visibelli

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