Dr Hauze

In nome della Rosa. Blu

Dottor Hauze 28

Dopo il malloppone sul Contratto di Quartiere II (su cui ad oggi non vi è stato alcun riscontro né dal Comune né dalla politica tranese), questa settimana, per i 23 lettori di questa rubrica, ho preparato una sveltina spinosa. Nei mesi scorsi, infatti, avevo più volte manifestato talune perplessità circa le modalità seguite dall'Amiu di Trani nell'affidare ad una sconosciuta cooperativa di Bitonto il servizio di raccolta differenziata del cartone. Tali perplessità, in seguito, erano state formalizzate in una nota (del 30 marzo) a firma del movimento civico Forza Trani, indirizzata ad Amiu Spa, con la quale, evidenziati alcuni gravi aspetti connessi a tale affidamento, venivano chiesti chiarimenti.

Ovviamente su questa scabrosa vicenda (come su altre) né la maggioranza (che litiga pubblicamente sulla spartizione degli scrutatori) e né la (cosiddetta) opposizione, hanno dato segno di esistenza in vita. Comunque, nei giorni scorsi, Amiu Spa, con una nota a firma del presidente, ha riscontrato tale richiesta di Forza Trani, fornendo tuttavia una risposta che è, a tutti gli effetti, una... non risposta.

Eppure, le argomentazioni addotte erano (e sono) precise e dettagliate e, pertanto, meritevoli di altrettanto puntuali precisazioni. Invece, il nulla più totale. Nessun dato numerico a supporto delle decisioni dell'Amiu, nessuna valutazione sulle denunciate anomalie in capo al soggetto affidatario del servizio. Complimenti. Onestamente ritengo che il tenore della risposta sia offensivo nei confronti dell'intelligenza degli iscritti e simpatizzanti del movimento Forza Trani. Evidentemente all'Amiu si ritiene che a Forza Trani ci siano quelli come a loro! Talune delle risposte fornite, infatti, anziché dissipare i dubbi, ne hanno aggiunti di nuovi. E' stato infatti affermato che «dalla verifica presso la Camera di Commercio è risultato che solo una cooperativa era presente nel territorio di Trani con una propria sede secondaria». Orbene, è stata fatta qualche verifica e sono emerse alcune (altre) anomalie.

La cooperativa sociale la Rosa Blu di Bitonto ha aperto, a Trani, una unità locale di tipo sede operativa il 25 settembre del 2009 (quindi, strategicamente, poco prima dell'istruttoria dell'Amiu) nella quale (ovviamente a chiacchiere) svolgere l'attività di raccolta di rifiuti solidi non pericolosi.

Curiosamente, nella stessa data la stessa cooperativa ha aperto una unità locale di tipo deposito a Barletta, in cui svolgere la medesima attività. Ancor più stranamente, tra le attività svolte nella sede legale, non compare l'attività di raccolta di rifiuti solidi non pericolosi, pur risultando la cooperativa iscritta all'albo dei gestori dei rifiuti dal 2007 (attesa la scadenza nel 2012 della relativa iscrizione) e pur svolgendo tale attività per conto di Barsa Spa dal giugno 2008. Peraltro non risultano altre unità locali. Ai sensi del decreto ministeriale 359/2001 (precisamente l'articolo 1, comma 1, lettera e), l'unità locale indica l'impianto operativo o amministrativo-gestionale, ubicato in luogo diverso da quello della sede, nel quale l'impresa esercita stabilmente una o più attività economiche, dotato di autonomia e di tutti gli strumenti necessari allo svolgimento di una finalità produttiva, o di una sua fase intermedia. Con tutta la buona volontà, l'indicata unità locale in via Ognissanti 55 era totalmente priva di tali requisiti, e per la verità anche l'attuale recapito in via Amedeo 266 (pubblicizzato sul sito Amiu) non può che ritenersi, al massimo, un semplice front office e non già una sede operativa.
Alla luce di quanto sopra esposto, l'operatività sul territorio di Trani della cooperaiva La Rosa Blu era da intendersi (ad essere buoni) solo formale, non certo effettiva. Ma vi è di più: il richiamato articolo 6 della legge regionale 21/93 ha un significato ben diverso da quello che gli è stato attribuito, ad usum delphini, da Amiu Spa, nella nota rimessaci. Esso, infatti ed in realtà, così dispone:

1. Gli Enti pubblici possono, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attività di cui al secondo comma del precedente articolo 2, per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio - sanitari ed educativi, purchè finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate.

2. Se sono presenti nel territorio di competenza del committente ente pubblico più cooperative sociali iscritte all'albo di cui al primo comma dell' articolo 4, che provvedono alla fornitura dei beni e servizi richiesti, per l'individuazione del contraente, viene fatto ricorso alla gara d'appalto (in parole povere, comprensibili pure dai cervelloni dell'Amiu, questo significa: si possono stipulare convenzioni con le cooperative sociali, purché finalizzate a creare opportunità di lavoro per persone svantaggiate e non già per risparmiare sui costi).

3. Se nel territorio di competenza dell'ente vi sono più cooperative sociali è obbligatorio fare ricorso alla gara d'appalto (in nessuna parte della citata norma è indicato che la scelta della cooperativa è limitata a cooperative presenti nel territorio di competenza del committente). E ora come si mettono all'Amiu?

Peraltro, per stessa ammissione di Amiu, nelle province di Bari e Bat erano state individuate cinque cooperative sociali in possesso di iscrizione all'albo gestori rifiuti per la classe e categoria richiesta, per cui una gara ristretta a tali soggetti sarebbe stata in ogni caso di facile gestione ed avrebbe permesso ad Amiu di incassare pure qualche euro. Ragion per cui, facendo violenza al mio carattere incazzoso, pubblicamente rinnovo, con ancora maggior precisione e forza, le richieste di chiarimenti, preannunziando che non pervenendo risposte esaustive, delle scabrosa vicenda verranno interessati i competenti organi dello Stato ai quali non si potrà negare altrettanto facilmente le spiegazioni richieste. Chiaro? Voglia, pertanto, Amiu, esaustivamente e pubblicamente, far sapere anche all'opinione pubblica tranese:

1. Quanto Amiu ha incassato dal Conai, nel 2009, per la raccolta differenziata del cartone.
2. Quali sono stati i costi sostenuti da Amiu per tale attività di raccolta.
3. Se sono state preventivamente interessate le rappresentanze sindacali, sulla base delle disposizioni del vigente contratto nazionale di lavoro.
4. Con precisione, quando e come è stata effettuata l'istruttoria presso l'albo nazionale gestori rifiuti e presso la Camera di Commercio.
5. Qual è la durata dell'affidamento alla cooperativa sociale La Rosa Blu.
6. Quanti soggetti svantaggiati sono stati impiegati nel servizio in questione.
7. Se mai è stato verificato che la presunta sede secondaria di via Ognissanti 55, nel territorio di Trani, fosse reale ed idonea allo svolgimento del servizio affidato.

A Trani si dice: «Aprite gli occhi che a chiuderli non ci vuole niente». Intelligenti pauca. E per questa volta è sufficiente.

Hauze

P.S. Rilevo che nell'ultimo consiglio comunale è stato (finalmente) approvato il piano del traffico e della sosta. Bene. Anzi benissimo, perché è stato approvato recependo in toto le critiche tecniche (di buon senso) da me fatte a suo tempo (circa due anni orsono). Non ci credete? Appuntamento alla prossima settimana!
  • Roberto Visibelli
  • Contratto di quartiere II
Dr Hauze

Dr Hauze

La rubrica a firma di Roberto Visibelli

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