Dr Hauze

Le norme ci sono ma non si applicano. Siamo a Trani

Dottor Hauze 41

Nei giorni scorsi i tranesi hanno appreso dal web dell'inversione del lato in cui è consentita la sosta in corso Imbriani, nel tratto fra via Montebello e via Tisci, prima consentita dal lato dei civici dispari ed ora consentita dal lato dei civici pari. Innanzitutto una domanda: l'ordinanza in questione è in sintonia con le previsioni del piano urbano del traffico e della sosta, recentemente approvato dal Consiglio comunale e benevolmente pagato ai dolci ed ospitali fornitori perugini? Tale operazione, spacciata come soluzione al problema della scarsità di posti auto in realtà risolve ben poco perché la brevità del tratto di strada interessato (circa 240 metri) non permetterà di guadagnare tanti posteggi. Sarebbe stato meglio procedere a sanzionare i numerosi passi carrabili irregolari presenti su tale tratto di strada e che invece ora verranno beneficiati dal divieto di sosta generalizzato. In realtà, la questione, mai affrontata, del sanzionamento dei passi carrabili irregolari, interessa l'intero territorio comunale, costituendo anche una significativo danno per le casse comunali: ma questa è un'altra storia.

Continuando: non posso, comunque, non contestare il metodo adottato. Variazioni significative della viabilità o della sosta non possono essere introdotte senza un'adeguata e preventiva pubblicità per i residenti. Prova ne sono le foto riportate sul web, dove si vedono chiaramente le auto in sosta sul lato sbagliato nel primo giorno di applicazione dell'ordinanza. Quasi certamente molti automobilisti hanno parcheggiato in zona (ex)lecita e si sono ritrovati, loro malgrado, in divieto di sosta. Fortunatamente, il buon senso della polizia locale municipale ha impedito che si procedesse a multare in serie i veicoli. Tuttavia ad alcuni giorni di distanza la situazione non è cambiata: auto in sosta da ambo i lati, con evidente intralcio alla circolazione. In ogni caso, l'ordinanza in questione rappresenta un'occasione persa: corso Imbriani ha infatti la peculiarità di presentare una situazione di sosta alquanto particolare. Tratti dove la sosta è vietata su ambo i lati, tratti dove la sosta è vietata dal lato dei civici pari, tratti in cui la sosta è vietata dal lato dei civici dispari: non era forse meglio approfittare della volontà di cambiare il lato su cui consentire la sosta, per uniformare quanto più possibile la stessa? Infine alcune segnalazioni sulla segnaletica di recente apposizione.

L'articolo 77 (comma 7, ultimo capoverso) del regolamento di attuazione del codice della strada prevede per i segnali di prescrizione, ad eccezione di quelli utilizzati nei cantieri stradali, devono essere riportati, inoltre, gli estremi dell'ordinanza di apposizione. Orbene i cartelli di divieto (che, ai sensi dell'articolo 39 del codice della strada, fanno parte dei segnali di prescrizione) recentemente installati su corso Imbriani sono privi di tale indicazione. I segnali di attraversamento pedonale recentemente posizionati lungo via Malcangi nel tratto a sud di via de Gemmis, sono irregolari, in quanto l'articolo 135 del regolamento di attuazione del codice della strada prevede che tale segnale sia sempre a doppia faccia, anche se la strada è a senso unico, e vada posto ai due lati della carreggiata, in corrispondenza dell'attraversamento. Del resto gli analoghi cartelli già posizionati, sempre lungo via Malcangi nel tratto a nord di via de Gemmis, sono regolarmente a doppia faccia. In taluni casi, i cartelli di attraversamento pedonale (si veda ad esempio quelli posizionati in corso Imbriani ad angolo con via Cappuccini), sembrano posizionati nel nulla atteso che la segnaletica orizzontale corrispondente è praticamente invisibile. Ed in altri casi sembrano essere stati posizionati a sproposito, atteso che tale segnale, a norma del citato articolo localizza un attraversamento pedonale non regolato da impianto semaforico e non in corrispondenza di intersezioni (si veda ad esempio quello posizionato in via Malcangi, angolo via Pozzo Piano, incrocio regolato da semaforo). Forse, invece di provvedimenti estemporanei, quanto di dubbia utilità, sarebbe opportuna una maggiore attenzione al rispetto delle norme della strada.

Lo so che scrivendo queste cose (da ex componente della ottava commissione del Senato che lavorò per anni sul codice della strada e lo licenziò nel 1992) non mi rendo simpatico come alcuni membri dell'amministrazione che si prodigano in pubbliche fellatio nei confronti di un Corpo e di un comandante che non ne hanno bisogno e che, invero, mandano avanti un servizio in un contesto pauroso di carenza di uomini. Anzi. Complimenti, ad esempio, per come, con il ridotto personale a disposizione (che ha dimostrato professionalità ed abnegazione), sia stato gestito, di concerto con le altre Forze dell'Ordine, la festività patronale. La mia posizione è sinteticamente questa: io non critico situazioni soggettive ma contesti oggettivi. Cioè: se il segnale è sbagliato lo dico, se in periferia non ci sono operatori di polizia municipale ne prendo atto perché, se non c'è il personale impossibilia nemo tenetur. Se a qualcuno non è chiaro, posso anche fare un disegnino.

Ancora una volta mi vedo costretto a tornare sul tema del Contratto di Quartiere II. Non più tardi di due settimane fa, dubitando fortemente e chiaramente della veridicità delle dichiarazioni fatte in sede di sottoscrizione di atti pubblici da parte dei soggetti attuatori, chiedevo perché il Comune non avesse cominciato le operazioni di esproprio. Evidentemente qualcuno al Comune, oltre ai soliti affezionati 23 lettori, deve avermi letto, perché in questi giorni, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, è stata recapitata ai proprietari dei suoli con suscettività edificatoria, una nota con la quale si preannuncia che verrà notificato apposito decreto espropriativo del suolo in oggetto, relativo anche alla valutazione dell'indennità espropriativi sulla base del valore unitario di cui alla relazione di stima allegata al provvedimento di consiglio Comunale, pari a 79,28 euro al metro quadrato. Si dirà: meglio tardi che mai. Invece no! Perché così facendo è cascato l'asino. Absit iniuria verbis, ovviamente. Ma forse è meglio che scriva che i SS.RR.CC. si sono dati la zappa sui piedi. Ok? La nota comunale, se ce ne fosse bisogno, non fa che confermare ed avvalorare le mie reiterate, pubbliche e non contestate perplessità (sono buono) sul fatto che i soggetti attuatori avevano dichiarato (senza che benevolmente nessuno al Comune avesse chiesto uno straccio di cartuccella a supporto) di avere la disponibilità dei suoli ricadenti nei lotti di rispettiva competenza! E allora, signori SS.RR.CC. ora come vi mettete?

Ancora: se effettivamente i buoni costruttori avevano la disponibilità di tali suoli, perché non hanno effettuato la cessione delle aree entro sessanta giorni dalla sottoscrizione della convenzione, in base all'articolo 3 della stessa? E perché nessun SS.RR.CC. la ha chieste? Mistero (poco) glorioso. Essendo ad oggi i soggetti attuatori palesemente inadempienti, non avendo rispettato il termine loro assegnato, e forse anche mendaci, se venisse accertato che non avevano affatto la disponibilità dei suoli alla data di sottoscrizione delle convenzioni, quali provvedimenti intende assumere nei loro confronti l'amministrazione comunale? Nessuna risposta, come al solito? Altro mistero (poco) glorioso. Con quali fondi, poi, si intende procedere all'esproprio dei suoli ricadenti nel lotto non ancora assegnato, dopo la rinuncia del soggetto attuatore aggiudicatario di quel lotto? Ed infine: perché il preavviso di esproprio è stato inviato solo ai proprietari dei suoli a suscettività edificatoria e non anche ai proprietari dei suoli, comunque soggetti ad esproprio, ma privi di suscettività edificatoria? Pensierino malevolo del qui presente e scrivente Dr. Hauze: forse, in realtà, la comunicazione inviata vuole solo far (minacciosa) leva sui proprietari dei suoli edificabili, in modo che giungano ammorbiditi ad un accordo con i soggetti attuatori? Diceva Andreotti che a pensare male si fa peccato ma spesso ci si indovina!

Alcune cosette finali di cui all'opposizione (e non solo) non gliene frega niente. Il sindaco, cum fustibus et lanternis, alcune sere fa ha consegnato undici benemerenze ad altrettanti cittadini tranesi. Bene. Ignoro le specifiche benemerenze ma mi adeguo. Pubblicamente chiedo: che fine ha fatto la delibera (se non erro, anche da me votata) di Consiglio comunale numero 54 del 6 dicembre 2005 che prevedeva che tali benemerenze venissero concesse dal sindaco sentita la conferenza dei capigruppo consiliari e accogliendo proposte e suggerimenti del Consiglio co­munale e dei cittadini, oppure secondo proposte della consulta femminile, delle associazioni femminili tranesi e della commis­sione pari opportunità? All'infuori del sempre attento Franco Caffarella, tutti gli altri sono d'accordo ad essere stati esautorati. Bene! Ne prendiamo atto.

In tema di donne, associazioni femminili e commissione pari opportunità, devo ora plaudire il sindaco Tarantini per aver ripristinato la legalità all'Amet con la (ri)nomina nel consiglio d'amministrazione di Anna Di Gennaro. Perché scrivo questo? Perché giurisprudenza amministrativa costante (ripetute decisioni del Tar Lecce, tanto per non andare lontano) hanno annullato i CdA di aziende comunali in cui non vi era la componente femminile. Tutto bene allora? No! Ora deve, per par condicio, ripristinare la legge all'Amiu dove, se non sbaglio, sono tutti maschietti. O mi sfugge qualcosa su Sotero, Sorrenti o Di Toma? Certo se le associazioni, i partiti e le consigliere non si interessano del problema delle pari opportunità, cosa si vuole che interessi ai SS.RR.CC.? Complimenti a tutti.

Il neo S.R.A. (Supremo reggitore aziendale) dell'Amet ha ben cominciato. Mi riferiscono che nell'incontro con i lavoratori aziendali abbia rappresentato l'intento di ritornare a produrre energia, di valutare con attenzione gli impegni economici a contrarsi, e così via. Bene. Speriamo che alle parole seguano i fatti e non come in passato. Un solo dubbio: se l'ex amministratore delegato di Amet (Pondrelli), non è più niente in azienda, rimane sempre responsabile del procedimento iniziato?

Per finire. Lo scorso 16 luglio è scaduto il termine per la consegna dell'accurato questionario sulle auto blu che lo scorso 15 maggio FormezPA, su mandato del Ministro Renato Brunetta, ha trasmesso online a 9.199 amministrazioni centrali e locali. Come è noto, il monitoraggio intende rilevare per gli anni 2008, 2009 e 2010 (fino ad aprile) il numero di auto assegnate in uso esclusivo e non esclusivo, il numero e la qualifica degli assegnatari delle auto, il numero di auto utilizzate per specifiche esigenze degli uffici, il numero di autisti ed addetti al parco auto, il costo comprensivo di carburante per singola autovettura e il chilometraggio percorso. Ebbene ecco chi sono i capoluoghi di provincia che non hanno risposto: Agrigento, Aosta, Ascoli Piceno, Avellino, Benevento, Cosenza, Firenze, Foggia, Isernia, Oristano, Padova, Pistoia, Reggio Calabria, Siracusa, Trani, Varese e Vibo Valentia. Bravi! Grazie a questa vostra nuova performance ora siamo all'attenzione nazionale! E per questa volta è sufficiente.

Ai 23 lettori della rubrica, per opportuna conoscenza:
https://venditaimmobili.agenziademanio.it/VetrinaImmobiliare/index.php/patrimoniostato/dettaglio/ID/BAB0547
  • Roberto Visibelli
  • Contratto di quartiere II
Dr Hauze

Dr Hauze

La rubrica a firma di Roberto Visibelli

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