Dr Hauze

Radiografia a via San Giorgio e Santa Teresa

Dottor Hauze 5

Questa volta, non dovendo trattare materia ostica e da addetti ai lavori come l'urbanistica, potrò essere più succinto e fare meno battute.

Via San Giorgio: Sotto l'albero di Natale troveremo in dono la riapertura dell'importante arteria cittadina, seppure in ritardo sul previsto mese di luglio. Sorvolerò sull'imputazione del finanziamento regionale, sui lavori doppi e sui lavori fognari, avendo sull'argomento già scritto come amministratore comunale. Mi consolo con il fatto che sono, comunque, lavori ed opere eseguiti per la nostra Trani. Però. sui lavori ancora in atto devo dire qualcosa. "Sò com a Pasqual, ca ce nan perl se sent mal!".Gli attuali "neri per caso" non sanno che la piazzetta in via San Giorgio era il sito ove, sino agli anni Sessanta, si tenevano i comizi del Movimento sociale italiano, non ancora destra nazionale o Alleanza nazionale. Colà vi era lo studio notarile Monetti, innanzi al quale veniva messo il palco e, nel mentre i "camerati" (pochi) si ponevano davanti al palco, i simpatizzanti stavano davanti a Palumbo o a Pizzolante, in via Mario Pagano, facendo finta di passare per caso o di parlare tra loro, per non farsi vedere che stavano a sentire il comizio della Fiamma. Negli anni '60, il costruttore, commendator Gennaro Cucumazzo, demolì l'esistente e realizzò la struttura attuale: si ebbe il primo caso di urbanizzazione secondaria (seppur totalmente a carico del privato): furono realizzate delle aiuole che andarono ad ingentilire il sito. Noi "camerati" la prendemmo male perché si sussurrò che erano state volute "in alto" per non farci fare i comizi sotto la casa di… Lo stesso, invero, successe quando non funzionarono le campane dell'orologio di San Rocco: fu ritenuto dante causa sempre qualcuno "in alto"! Oggi, ritengo che si fosse in errore ma la vulgata era quella riferita. Per incidens, sarebbe il caso, ecco una mia proposta, che in un contesto politico in cui si è rimasti senza riferimenti politici di vertice, si debba doverosamente ed adeguatamente rivalutare ed additare ad esempio l'operato di chi all'epoca tanto fece per Trani, piaccia o non piaccia ammetterlo.

Riprendendo, devo ora manifestare la mia meraviglia nel rilevare che le sopra decantate e vituperate aiuole ora sono scomparse. A seguito del dibattito sul futuro (pedonale o meno) di via San Giorgio mi sono recato a verificare lo status loci. Quanto ho visto, sinceramente, non mi è piaciuto. Le aiuole, ripeto, preziosismo costruttivo degli anni '60, sono scomparse e ora vi è una bianca, abbagliante spianata di mattoni in pietra di Trani (come da capitolato: da 4 centimetri o da tre centimetri?) pronta a diventare a pois, come il manto di un cane dalmata, appena l'inciviltà diffusa le maculerà con le cicche, con le gomme da masticare, con il chewingum, insomma con quanto di più barbaro poteva pervenirci dai nordamericani. Già avevo visto tale scempio su via Bovio e in via Mario Pagano. Fate una prova: fermatevi davanti a Sabba o a Pizzolante e guardate per terra. I mattoni, spaccati per il misero spessore usato, sono pieni di residui di masticatura giovanile. Evviva!

Io sono notoriamente per l'uso della cosiddetta pietra di Trani ma non dove si crea, o si potrebbe creare, aggregazione, soprattutto se giovanile. Eppure non è difficile capirlo! Come pure, non è difficile capire che, comunque, in quei casi non va bene la boggiardatura, troppo fitta e facilmente insozzabile, mentre sarebbe preferibile la picconatura che, essendo a trama larga, rende più facile la pulizia. Eppure, essendo di Trani "città della pietra", i pregi, i difetti e le modalità di lavorazione di tale materiale dovrebbero essere conosciuti dai tecnici. Mah!Un'ultimissima cosa. L'illuminazione. Per terra ho visto solo dei buchi che penso siano per gli alberi. Se rimane l'attuale illuminazione alle pareti, la piazzetta creata sarà tetra. Forse mi è sfuggita la progettazione per una sua acconcia illuminazione. Sono preoccupato, lo confesso, perché, già in passato, altre importanti opere pubbliche sono state progettate senza pubblica illuminazione e il Comune è dovuto ricorrere avventurosamente all'Amet (che sta ancora spettando di essere pagata!). Ebbene l'illuminazione del sito come verrà idoneamente garantita? Come è stata prevista? Chi vivrà vedrà.

Santa Teresa: Nei giorni scorsi ho potuto leggere su Traniweb del taglio dell'acqua agli inquilini di palazzo Caccetta, immobile, di proprietà della Curia che, fino a pochi mesi fa, era in locazione al Comune di Trani, quale sede per uffici giudiziari e che, invero, ospita (non si conosce con quale fondamento legale o amministrativo) anche altre attività, non sempre connesse con l'attività giudiziaria. Sembrerebbe che il taglio della fornitura idrica sia conseguente al mancato pagamento di alcune bollette, atteso che il costo delle bollette dell'acquedotto era in totale carico al Comune di Trani. Per la verità, l'articolo in questione fa sorgere più di un interrogativo.

Si legge infatti: "L'Acquedotto pugliese da giovedì ha tolto l'acqua agli inquilini del palazzo, il cui contatore è condiviso con la chiesa di Santa Teresa". Possibile? Ho letto bene? Mi chiedo quindi: come sono state ripartite finora le bollette fra Comune di Trani e la chiesa di Santa Teresa? Non per i consumi idrici della Chiesa, certamente esigui, ma, ad esempio, in tempi recenti, sono stati eseguiti importanti lavori di manutenzione della stessa, con sicuramente significativi consumi idrici. E allora? E agli altri inquilini di Palazzo Caccetta è stato chiesto di contribuire pro quota al costo delle bollette, oppure anche loro sono stati omaggiati dei consumi idrici? (E quegli elettrici? E il riscaldamento?). Boh! Ma vi è di più.

La gestione delle morosità è regolamentata dalla carta dei servizi dell'Acquedotto Pugliese (ora Aqp) (http://www.aqp.it/portal/pls/portal/docs/1/100386.PDF). Ecco cosa prevede: La società procede alla sospensione della fornitura provvedendo alla chiusura della presa stradale qualora non risultino pagate due fatture. La società comunica, con raccomandata a/r, la data di sospensione del servizio 30 giorni prima dalla stessa nonché le modalità per evitare la sospensione e invia le copie delle fatture non pagate comprensive degli interessi di mora. Pertanto, per arrivare all'interruzione della fornitura nel mese di novembre, dovrebbero essere rimaste insolute le fatture relative ai primi due trimestri del 2009. Trimestri che erano pacificamente a carico del Comune di Trani. In ogni caso, se, come previsto dal contratto di servizio, l'Acquedotto Pugliese ha inviato la raccomandata di preavviso al Comune di Trani, perché nessuno si è preoccupato di provvedere? Invero vi sarebbe un'altra possibilità: il Comune di Trani, in conseguenza della cessata locazione dei locali di palazzo Caccetta abbia provveduto a cessare la fornitura idrica, lasciando così, artatamente, a secco gli occupanti e la chiesa di Santa Teresa. Possibile?

Per la verità il problema della (mala)gestione delle utenze idriche del Comune di Trani è stato sollevato da Forza Trani già dal 2001, allorché, dati alla mano, a mezzo di manifesti, conferenze stampa e quant'altro, erano stati evidenziati gli sprechi e le ruberie di acqua. All'epoca vi era al Comune un'ubriacatura d'acqua (titolo di un nostro manifesto sull'argomento) tanto che non si rendevano conto, per esempio, di bollette da circa un centinaio di milioni per le bocchette sul piazzale di Colonna, per acqua che, molto probabilmente, qualcuno, con l'autocisterna prelevava per andarsela a vendere! Nonostante ciò, molto poco è stato fatto per gli abusi nell'uso degli idranti pubblici, per l'uso improprio delle fontanelle, per la verifica dei contratti esistenti, nonché per ogni altro spreco di acqua negli immobili pubblici. Ma tanto, si sa, come va a finire: a torto o a ragione, chi è che paga è sempre Pantalone! E per questa volta è sufficiente.

Hauze!

P.S. Alcune rispettose domande ai Sommi Reggitori Comunali: piazza Libertà, pulizia del piedistallo della statua della Madonnina e pavimentazione sconnessa: novità? Rete del metano cittadino a circa due mesi dalla scadenza dell'appalto Italcogim: novità? Gli impianti pubblicitari installati nello stadio comunale da chi sono stati autorizzati? E quando? E quanto incassate per gli stessi? Chiedo scusa se disturbo con questa mia curiosa impertinenza.
  • Roberto Visibelli
  • Italcogim - Gdf Suez
Dr Hauze

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La rubrica a firma di Roberto Visibelli

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