Cattedrale e Porto di Trani
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Trani ha bisogno di una classe dirigente

Un pensiero di Mauro Spallucci (Omi Trani)

Chi comanda a Trani? C'è veramente qualcuno in grado di prendere decisioni? Oppure ci sono troppe frammentazioni tra istituzioni, associazioni, realtà economiche, sindacati, comitati alla cui guida non ci sono personalità in grado di influenzare ed orientare le decisioni della città? Ci sono troppi voti e veti incrociati veti incrociati che bloccano i progetti di crescita? A proposito ma ci sono progetti e idee di sviluppo? In che direzione e con quali strumenti, uomini, risorse? È sotto gli occhi di tutti che manca un disegno, una visione condivisa della città! Credo che non ci sia realmente la volontà di cambiare e non è una questione di destra o di sinistra. Sarebbe ora di smettere ogni spirito di contrapposizione gli uni contro gli altri, di smettere di criticarci vicendevolmente poiché il primo dovere civico non è quello di pensare male delle intenzioni altrui. Facendo cosi si uccide la fiducia e si paralizza qualsiasi sviluppo personale e sociale.

In un momento come questo ed in una situazione così grave credo che siano i tempi giusti per fare insieme qualcosa di buono. Per tutta la comunità tranese. Si consiglia di elaborare insieme un piano "Progetto futuro Trani". Che diventi un accordo triennale delle cose da fare da subito. Per fare in modo di svegliare gli investimenti. Questo accordo deve considerarsi come un polmone capace di sposare la filosofia e la visione del futuro della città. Insieme dovreste tracciare le rotte su cui Trani possa svilupparsi.

Innanzitutto far funzionare la macchina comunale ben sapendo che il rigore ed i limiti di bilancio resta un faro di qualsiasi amministrazione. Quella attuale e quella successiva. Dovreste, nel piano, lavorare per realizzare una lunga e scenografica passeggiata a mare che dalla terza spiaggia/Matinelle arrivi fino a Boccadoro. Magari tutta p percorribile. Questo accordo lo potreste dividere in capitoli: brevi, raggiungibili. Potreste puntare sui settori dove la città è più forte: turismo, porto, cultura, servizi, manifattura per attivare un circolo virtuoso con ricadute positive su commercio, artigianato e servizi. Magari sulla litoranea attività attività ricettive e di benessere attirando giovani ed anziani. Il tutto è possibile grazie al clima ed alla capacità di attrazione che ancora conserva Trani. Illuminazione pubblica, pulizia e sicurezza al primo posto con le strade e le piazze percorribili. Il tutto è possibile grazie alle alleanze. Alleanze in città e fuori. Alleanze tra cittadini, tra istituzioni e privati, tra associazioni e imprese.

Possiamo raccontarci sinora quello che vogliamo. Ma la verità, anche se non è facile da ammettere, è una sola : non si può pensare di invertire la strada se nom si è disposti a collaborare. Se è vero che il Mediterraneo sta diventando uno spazio sempre più importante nella geografia mondiale noi dobbiamo essere capaci di sfruttare questo momento storico, superando egoismi e piccoli orticelli. Quando troveremo questo coraggio di unità allora tutto può diventare più semplice. E forse sarà anche più facile, entusiasmante ed anche soddisfacente per tutti. Il comparto della cultura e delle iniziative deve diventare un simbolo di eccellenza. Il porto ed il mare devono essere le leve strategiche per la trasformazione e lo sviluppo. I progetti dei musei e dei luoghi di cultura devono integrarsi affinché TRANI diventi una casa culturale diffusa. Il primo vero bene da recuperare è l entusiasmo di raccogliere insieme una sfida possibie e concretamente realizzabile. Bisogna essere capaci di mettere in moto mille tutor di cambiamento. Questi aderenti consapevoli di volere e sapere lavorare insieme possono stare insieme se ben guidati da una nuova classe dirigente. Non soltanto politica. Anche amministrativa ed imprenditoriale che, volendo il bene comune cittadino, danno vita a percorsi di progetti. Consapevoli che la classe dirigente ha senso di responsabilità e cultura in grado di indicare strade e dare buoni esempi.

Smontando così i luoghi comuni e le sciocchezze di tutti coloro che parlano unicamente poiché non a contatto in prima battuta con una situazione globale tutt'altro che semplice. Anzi. Però, insieme si può. Anzi si deve. Il sentiero tracciato va percorso da tutti i tranesi migliori. Le energie migliori che oggi sono presenti in città che devono essere coinvolte e che non bisogna trascurare. Nei momenti di difficoltà come questi chiudersi a questa verità può risultare molto rischioso e dannoso per tutti gli abitanti. Senza alcuna distinzione di ceto, idee, cultura.

Mauro Spallucci, Fondatore Omi Trani
  • Mauro Spallucci
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