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Trani rialzati! Senza radici sei perduta

La riflessione di Mauro Spallucci (Omi Trani)

Sappiamo che la disoccupazione è una condizione naturale nella società sviluppata, dove ci saranno sempre meno lavori e tanti lavori mortificati saranno cancellati. Succedono anche cose paradossali grazie all'innovazione ed alla tecnologia evoluta: lavori che erano finiti in Cina ed altrove adesso ritornano. Magari trovano aziende con robot che lavorano meglio dei cinesi mal pagati. Tutto ciò implica che la visione della vita deve cambiare, cosi come le nostre aspettative e le nostre aspirazioni. Possiamo, anzi dobbiamo, tornare alle nostre radici, antichissime.

Cosa possiamo fare? Soprattutto dobbiamo essere disposti a più sacrifici ed a grandi ideali, senza i quali si diventa vulnerabili. Una comunità tiepida, che non sa riconoscere i suoi difetti ed i suoi vizi, incapace di saper coltivare ed amare anche un solo valore per cui valga la pena impegnarsi, è una comunità destinata al fallimento, al degrado, al declino non soltanto materiale. Poiché sono convinto che ci sono tanti tranesi che non desiderano questo, allora è opportuno rialzare la testa, lo sguardo, allargando gli orizzonti della mente e del cuore. Sappiamo che la scuola non è una fabbrica che forma lavoratori istruiti per determinati compiti e pronti a svolgere un certo lavoro bensì un luogo in cui si forma la persona ed il cittadino. Ebbene. Generiamo quanto prima nella nostra città un'alleanza tra la scuola, le associazioni, le imprese dei prodotti locali. Investimenti per cambiare, per orientare, percorsi per costruire futuro.

Generiamo percorsi di apprendimento in uno stretto raccordo con il mondo del lavoro che ancora c'è e funziona nella nostra città. I nostri figli, i nostri giovani potrebbero essere utili a se stessi, alle famiglie, alla comunità, per migliorarla e trasmetterla al futuro ed ai loro coetanei nel mondo. La conoscenza e la competenza imprenditoriale locale può diventare patrimonio condiviso. Creiamo dei laboratori "artigiani tranesi" da mettere a disposizione dei giovani volenterosi : sarti e sartine, anzi catarinette; scultori e scalpellini anzi artisti ed artigiani della pietra; contadini urbani e cuochi per la valorizzazione dei prodotti stagionali e tipici locali; ristoratori ed albergatori specializzati nella buona accoglienza e nel buon vivere del tranese, cittadino mediterraneo. La ricerca, l'innovazione e lo spirito di sapersi mettere in prima linea possono aiutarci a fare cose nuove e migliori ogni giorno. Per diventare attrattivi, unici, riconoscibili a livello non soltanto nazionale. I laboratori tranesi di futuro fatti di ricerca, innovazione; tranesi che vogliono rimanere e magari attirare amici e conoscenti delle altre città del mondo. Una città fondata sulla cultura del lavoro - anche intellettuale - è capace di essere anche libera, accogliente, con cittadini in cui perfino la fraternità tra le diverse realtà sociali, è possibile.

Tanto possibile da sentire un legame forte ed interno capace di offrirsi ad amministrare con lungimirante competenza la città. Oggi la maggior parte dei tranesi, figli di operai e contadini, sono buoni anche buoni professionisti ed intellettuali apprezzati e ben conosciuti anche fuori della nostra comunità. Utilizzando al meglio le buone relazioni si possono costruire ponti, con buone alleanze e buoni servizi o prodotti, con altri, in ogni parte del mondo grazie alla informatica ed alla tecnologia d'avanguardia. Ricordando che uno degli effetti di questa crisi è pensare di essere da soli. I tranesi migliori hanno finalmente compreso che i problemi apparentemente personali vanno affrontati in una visione comunitaria.

La politica locale dovrebbe riportare al centro dei propri impegni questa priorità. Il lavoro è il tema da mettere all'ordine del giorno del dibattito politico. In ogni giunta, in ogni consiglio comunale. Se la città sta andando indietro, se si ha la sensazione di aver smarrito una morale, un'economia più umana ed una politica concreta, è perché abbiamo perso il riferimento al lavoro. Questa consapevolezza è la strada giusta che occorre ricordare e saper imboccare da subito. Perché siamo in ritardo e non possiamo più permetterci di aspettare. Un futuro migliore è possibile soltanto se siamo capaci insieme di costruirlo. Riscoprire il passato, formare i giovani del presente, anche grazie al digitale, è la nuova via per una nuova scuola diffusa sul territorio tranese. Nelle case, nelle attività e studi professionali, nelle imprese, nelle associazioni, nelle parrocchie.

Per costruire anche nuovi mestieri e nuove professioni e professionalità. Bisogna sperimentare ora il futuro. Se i risultati saranno soddisfacenti, le opportunità potranno aumentare per tutti. Gli adulti tranesi devono aiutare i giovani a capire questo punto fondamentale che si sta rivelando come un punto cruciale e più complesso dell'etica sociale dei nostri giorni. Molti tranesi adulti sono già disponibili per aiutare i giovani ad aprire gli occhi. Per esercitare una specie di paternità o maternità spirituale, umana, possibile.

Chi è quel padre o madre buona che non vorrebbe il bene dei propri figli? Trani, rialzati!Stando ritti si vede meglio e più lontano. Se poi saliamo insieme su quanto hanno costruito e ci hanno lasciato i tranesi del passato, sono certo che potremmo riscrivere una bella nuova stagione di storia locale. Coi giovani che sono capaci di sorrisi e speranze che si aprono al futuro migliore. Il nostro pezzetto di mondo.

Mauro Spallucci - Organismo a Movente Ideale
  • Mauro Spallucci
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