La NarraVita

La NarraVita politica: ecco chi è Emanuele Tomasicchio

Raccontare l'aspetto più umano, sociale e "cittadino" dei candidati

In vista delle prossime votazioni per il nuovo sindaco della città di Trani, la rubrica NarraVita racconterà l'aspetto più umano, sociale e "cittadino" dei candidati. Tre saranno "raccontati" questa settimana, altri tre la prossima. A tutti loro sono state poste le medesime domande.

Emanuele Tommasicchio è nato Trani nel 1960 ed è cresciuto in una famiglia modesta, piccolo borghese. Allevato seguendo i principi tradizionali di famiglia, è cresciuto con un'educazione ispirata al sacrificio, alla famiglia e soprattutto fondata sul merito. Molto legato ai valori dell'amor di patria, delle tradizioni e del mores maiorum, afferma con grande convinzione di non considerarsi assolutamente ottuso e conservatore e di portare avanti la sua vita con un'imponente dose di sana incoscienza, tratto distintivo del suo carattere a cui non ha mai rinunciato e a cui chiaramente non intende rinunciare. Un uomo vispo, molto serio e sereno, mi è parso, sorridente e puntuale. Ha risposto così alle mie domande.

Cosa spinge alla scelta di candidarsi come sindaco di una città alla deriva come Trani? Senso di sfida?
"É proprio questa situazione di degrado che sembra inarrestabile che mi ha spinto a candidarmi. Quello che mi fa specie è vedere una delle città più belle di Italia alla deriva e contemporaneamente prendere atto di questa rassegnazione, di questa ignavia dei suoi cittadini che invece vanno scossi e la città va rivoltata come un calzino. Non buttando i soldi dalla finestra, ma con un cambio di mentalità e di educazione civica, un aumento di velocità del nostro amore verso la città. La rivoluzione deve partire dai noi stessi. Trani ha bisogno di pulizia, di ordine, di sicurezza e di decoro urbano".

Non ritiene che sia necessario stabilire quale sia la vocazione di una città come Trani? Siamo un paese turistico senza servizi per il turismo o un paese industriale senza industrie?
"Noi tranesi dobbiamo capire cosa dobbiamo fare da grandi. Il destino principale di trani è lo sviluppo turistico. Ma anche in questo caso credo che invece che spendere tanto denaro per le estati tranesi che non lasciano niente, dobbiamo immaginare di investire sui servizi che invoglino i turisti a giungere a Trani, che siano contenti di rimanere a Trani e che vogliano poi tornare. E allora la prima cosa da fare è quella di rendere questa città pulita, sicura e accogliente attraverso i vigili urbani, spesso non destinati ai loro ruoli istituzionali e necessariamente coordinare permanentemente un tavolo con il comitato provinciale dell'ordine e la sicurezza presso la Prefettura. Trani è diventata terra di nessuno e questo non deve essere più possibile".

Occorrono iniziative per i giovani. Quali sono quelle realmente praticabili?
"Vorrei facilitare la possibilità per i giovani di mettersi in cooperativa e allora vorrei che fosse il Comune a prendersi carico delle spese notarili per la costituzione delle suddette e con le cooperative creare servizi di accoglienza turistica per questa città".

Cosa intende fare all'inizio del suo mandato? Vero è che non conta il risultato nel breve periodo ma il risultato a lungo termine, ma in un momento storico come questo credo che tutti i cittadini abbiano diritto e soprattutto bisogno di una risposta immediata.
"Dopo ventun anni di ritiro dalla scena politica del mio paese è stato bello essere fermato da tanta gente contenta di rivedermi. Questo mi ha riempito di gioia e mi ha fatto pensare di aver lasciato un buon ricordo della mia trascorsa vita politica. Io voglio risvegliare il senso di appartenenza e di orgoglio del tranese e far capire che possiamo rivoluzionare Trani e farlo insieme. Voglio essere "trascinatore" dei tranesi e della tranesità perché mi pare che molti cittadini e amici si siano dimenticati completamente di quello che siamo stati".

Una stretta di mano e in bocca al lupo ad Emanule Tommasicchio.
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