Mazza e panella

L’Italia e la Trani berlusco–renziane ci hanno sprofondato fin qui

Torna la rubrica "Mazza e panella" di Giovanni Ronco

Oggi (ieri per chi legge), ci sono due riunioni politiche, sia quella di maggioranza, che quella del Partito Democratico, in vista del prossimo consiglio comunale. Girano voci già di qualche mal di pancia da parte di qualche consigliere, restio a votare variazioni sul tema Pug. Ma non è di questo che oggi voglio parlarvi, anche considerando che i mal di pancia dei consiglieri ormai sono come i virus parainfluenzali: si esauriscono nel giro di 24 massimo 48 ore, per tanti motivi che di volta in volta vi abbiamo raccontato. Oggi stavo pensando al dibattito che si è sviluppato sul concerto di Cristina D'Avena. Che dibattito è già una parola grossa. Riferimenti all'affluenza, all'ingresso gratis, alla gioia che ha suscitato l'evento. Tutto passabile, per carità e massimo rispetto per il pubblico di Cristina D'Avena. Non mi piacciono i commenti sprezzanti e snob su coloro i quali apprezzano questo tipo di cantanti ed eventi, come l'anno scorso per Gigi D'Alessio a Bari. Ma quello che fa riflettere è lo stridore tra i commenti trionfalistici di chi esalta questo evento, anche tra supporter e componenti di questa amministrazione tranese di centro – sinistra, che evidenziano con post e hurrà la portata dell'evento, e la loro completa indifferenza ad avvenimenti culturali che non dico fossero di grande richiamo per le masse, ma sicuramente avrebbero meritato altrettanti plausi e partecipazione, lodi e post sui social, da parte di governa questa città.

Molti eventi culturali o incontri con scrittori sono stati letteralmente snobbati da chi ha esaltato Cristina D'Avena come "evento", da chi è nelle stanze dei bottoni dell'attuale governo cittadino, di chi supporta partiti e governo stesso di maggioranza. Ripeto: ci sta esaltare la D'Avena, de gustibus,, ma non va bene snobbare e non evidenziare, tanto meno partecipare, ad incontri con fior di scrittori e critici contemporanei. Poi non ci sciacquiamo la bocca dicendo che Trani deve ripartire dalla cultura, perché anche quando cerca di farlo, le istituzioni ed i loro supporter se ne fregano. Molti mi chiedono di occuparmi di cultura (già lo faccio con la rubrica "Standing ovation") poi però quando in qualche articolo, come potrebbe essere quello di oggi, non trovano i resoconti ed i retroscena delle riunioni politiche (i detrattori ignoranti, spesso tra le vittime "svergognate" parlano a sproposito di gossip – errore: il sottoscritto non entra mai nel privato dei politici, né tanto meno infierisce in caso di guai giudiziari dei politici, dove si potrebbe fare scempio del loro vissuto privato e dei guai familiari che ne discendono), dicono che Ronco non sa di cosa parlare o che i suoi informatori sono in sciopero. In altri casi, con una mano condannano, con l'altra vorrebbero sempre quella "grattatina" per i loro pruriginosi desideri d'informazione più nascosta, più occultata dal resto della stampa. E' il solito moralismo da quattro soldi che dilaga da queste parti ma credo anche in questa Italia berlusco- renziana che ha fatto della doppia morale e del Falso elevato a categoria politica, il suo asse di riferimento. E gli ambienti locali non sono da meno, ormai imbevuti di questa mentalità: da una parte tieni il ditino alzato e impartisci la morale agli altri, dall'altra fai gli affari tuoi, fai marchette, favorisci chi ti è fedele pur avendo fatto figure barbine. Pure queste rubriche che con tanto affetto o accanimento leggete non vogliono fare la morale a nessuno, ma solo raccontare, se possibile in modo ironico come spesso avviene, le storie ordinarie e straordinarie della nostra Terra. Ecco perché anche il racconto dei retroscena diventa propedeutico perché la gente capisca come funzionano (o meglio, non funzionano, il più delle volte) le macchine e gli ingranaggi istituzionali, i cui rappresentanti sono votati dai cittadini.

Molti mi chiedevano un parere sulla Riforma della cosiddetta "Buona Scuola" avviata dal governo Renzi. A maggior ragione il parere interessava in quanto addetto ai lavori. Stavolta devo deludervi e darvi una risposta abbastanza scontata ma che al sottoscritto serve anche come messaggio ai più giovani, miei studenti compresi. Io credo che la vera Riforma consista nel lavorare per essere delle "eccellenze" nel proprio campo, indipendentemente dalle critiche estemporanee, dai Dirigenti, dai bonus e da tutti i fattori esterni legati a fatti e questioni soggettive, del momento. Questo Paese deve ripartire dalla Scuola e dalla Cultura con questa idea di Riforma: ognuno un'eccellenza nel suo servizio. Il resto sono chiacchiere, demagogia e specchietti per allodole o polli, beghe da cortile, ingredienti per lotte fra clan, divisioni e individualismo ed arrivismo esasperati a cui ci ha portato l'Italia Berlusco- renziana, che nel procedere in un cammino rovinoso, ha dato il cattivo esempio a tanti italiani e tranesi.
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