Mazza e panella

Le grandi facce di bronzo di (alcuni) politici

Mazza e panella, puntata #2

Ecco cosa succede quando un Sindaco ed i suoi collaboratori più stretti non riescono a far mantenere una linea disciplinare ferrea e quando princìpi non osservati (incarichi ai parenti) invece di portare ad estreme conseguenze, si risolvono o in silenzi inquietanti o in blande ramanzine private, richiami soft che nessun effetto benefico portano effettivamente alla comunità politica e agli altri cittadini, anzi. Sulla questione dell'incarico – consulenza in STP (e ce ne sarebbero degli altri, a favore di parenti di consiglieri: un nipote ed un fratello, nello specifico – stando a sentire altri componenti della maggioranza) pur sapendo di chi si trattasse, tra beneficiari (parenti) e consiglieri, abbiamo preferito omettere i nomi per non "rovinare" e compromettere i giovani interessati, vittime, in verità, d'un sistema che invece di favorirli, rischia di bruciarli o "macchiarli" per un piatto di lenticchie, per il gusto, da parte di certi consiglieri, di esercitare un potere, mostrare agli altri come si gode di un privilegio. Siamo lontani anni luce dai buoni propositi del sindaco che in campagna elettorale garantiva che i parenti non avrebbero più avuto incarichi, (in verità a livello d'incarichi legali ce ne sono di diretti a beneficio dei politici stessi – vedi bollettino Regione Puglia, incarichi legali di luglio – o vedi incarichi, sempre legali, Amet a studi legali con titolari consiglieri comunali, pure d'opposizione … ). Siamo alla chiara sconfessione di impegni da campagna elettorale, che in tal modo si tramutano in vuote parole, panna montata, ed invece di mantenere riserbo e silenzio, cosa succede in una pausa dell'ultimo consiglio, nella saletta delle riunioni? La consigliera interessata al caso consulenza pro parente, sbraita, secondo testimonianze di consiglieri comunali presenti, che loro (loro, gli altri) avrebbero dovuto vergognarsi perché non avevano mostrato un briciolo di solidarietà nei suoi confronti. Per non parlare nei giorni precedenti di frasi intimate a giornalisti da parte di un consigliere: "Guai a voi se fate uscire il nome della consigliera, vi faccio passare i guai". Noi non abbiamo bisogno che si arrivi a queste minacce: avevamo già deciso di non fare i nomi per pietà nei confronti dei giovani coinvolti e per le motivazioni sopra riportate. Roba che fa un po' rabbia a nome della categoria dei giornalisti, ed un po' tenerezza per l'ingenua e tracotante diseducazione civica di certi cosiddetti rappresentanti delle istituzioni, paragonabile a quella di tredicenni bisognosi di guida e insegnamento.

Qui c'è gente che occupa scranni in consiglio, democraticamente eletta, che dovrebbe tornare sui banchi di scuola per imparare l'abc dell'educazione civica, una rieducazione totale, dalla testa ai piedi. Come se non bastasse: altro siparietto in consiglio, l'ultimo in ordine di comiche; dopo un sms inviato da un consigliere di maggioranza ad una d'opposizione, col quale la invitava indirettamente, rivolgendosi al responsabile del suo gruppo, a "smetterla e stare zitta"; sms poi fatto leggere all'interessata la quale stava affrontando guarda caso la questione consulenze in STP. Dopo uno scambio di battute a distanza con parolaccia detta fra i denti dalla consigliera, ma udita da lui, dall'altra parte, quest'ultimo, senza che uno straccio d'autorità lo fermasse, si avvicinava minaccioso alla consigliera, riferendosi a "macchinette" (il marito della consigliera è impegnato in tale ambito). E mentre il buon Lima (autore d'un buon intervento tra l'altro) invocava i vigili e la polizia, ("Brigadiere, guardia e guardia scelta …") calava tristemente un velo pietoso sull'ennesima comica di un consiglio comunale svuotato da simili siparietti, da tanta tracotanza, irresponsabilità, puerilità da asilo. Una rappresentazione patetica di come la politica è ormai ridotta: al vantaggio individuale o dispetto personale, ripicca o ricerca di vuota visibilità.

Beppe Corrado non è entrato nel listino- ammucchiata della Provincia. E' passata la linea della lista con tutti i sindaci. In un primo momento, s'era pensato alla compresenza, coi sindaci stessi, in lista, dei tre presidenti del consiglio, di Andria, Bareltta, Trani, ma veti che sarebbero provenuti da parte dei sindaci stessi sugli stessi tre, avevano fatto naufragare quella possibilità. Poi l'idea dei 9 più tre (nove sindaci, più tre consiglieri scelti: sempre uno di Trani, uno di Andria, uno di Barletta); ma anche qui il fattore T (Trani) è stato determinante perché la soluzione non fosse accettata. Prima dell'ok definitivo, a quanto riferiscono fonti informate di Palazzo, diversi consiglieri della maggioranza di centro – sinistra tranese, non pienamente convinti della soluzione Corrado, in quanto avrebbero voluto giocarsi carte "interne", cioè soluzioni interne "pure" derivanti dalla stessa coalizione, chiedevano a Corrado che, prima di entrare nella lista, compisse il passo ufficiale dell'ingresso nella maggioranza tranese. I consiglieri esplicitavano in sostanza i dubbi che noi, ironicamente, avevamo avanzato nelle ultime Pagelle di Traniviva (vedi rubrica), per cui avevamo accostato il buon Beppe a Giano. E' vero che l'interessato in un intervento FB s'era detto soddisfatto dell'accostamento, poiché, con un'incursione su Wikipedia aveva trovato e riportato tutti i caratteri positivi che riguardavano la divinità pagana; peccato che si fosse dimenticato la caratteristica principale per cui l'avevamo paragonato a Giano: l'essere bifronte, cioè con una doppia faccia: il riferimento non è prettamente morale, ci mancherebbe, ma politico, (di qui il 4 in pagella) ed è lo stesso motivo per cui i consiglieri tranesi hanno preteso chiarezza: o di qui o di lì; cioè o Corrado faceva una "professione di fede" esplicita perché fosse "inquadrato" come consigliere in capo al centro – sinistra, in virtù anche dell'aderenza a Spina (PD, appunto) o niente. Perché di fatto a Trani, nel consiglio comunale Corrado è pur sempre all'opposizione e spesso, nelle conversazioni con amici e colleghi politici, si definisce "un uomo di destra". Alla richiesta dei consiglieri Corrado avrebbe risposto che i tempi non erano ancora maturi per una dichiarazione di passaggio al centro – sinistra e quindi, di qui, la rinuncia alla candidatura e il tramonto della soluzione 9 più 3. A margine di questo diamo atto a Beppe Corrado che è uno dei pochissimi politici che risponde e chiarisce quando non è d'accordo col giornalista, con la massima civiltà e tolleranza, a differenza di molti suoi colleghi … Per non parlare, per concludere, delle bugie di gruppi politici che hanno anche la faccia tosta di rispondere con fior di patetici comunicati stampa. Gli addetti ai lavori, già ben informati per conto proprio, ma anche i lettori, che si fidano di noi, sanno, alla fine, dove sta la verità …
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