Standing Ovation

Rossi, Sabatini, Unesco, Brescia: settimana da 10 e lode per la cultura a Trani

Pagella dedicata alla Cultura, con voto unico

Puntata di Standing Ovation con ventaglio ampio di riferimenti ad un vero e proprio poker di personaggi e situazioni che hanno vivacizzato la settimana culturale a Trani.

Cominciamo dall'interessante incontro organizzato dalla Liberia "Luna di Sabbia" e Vito Santoro, nell'ambito della Rassegna "Scrittori nel tempo", con moderatrice Francesca Zitoli, consigliere comunale tranese, per parlare del nuovo di libro di Enrico Rossi, governatore della Toscana e autore di "Rivoluzione socialista. Idee e proposte per cambiare l'Italia", a cura di Peppino Caldarola, Castelvecchi Editore- Collana Radar.

Rossi ha messo a fuoco diverse problematiche che dilaniano da tempo l'Italia democratica, cercando di formulare proposte concrete, secondo un nuovo modello di Sinistra che dovrebbe impegnarsi in un vero e coerente percorso riformista,- non da spot, ma attento ai reali bisogni della popolazione-, recuperando le proprie radici. In quest'ottica Rossi analizza con freddezza come negli ultimi anni, venuto meno il dialogo tra Capitalismo e Democrazia, con la politica assente ingiustificata negli interventi riguardanti il mondo del lavoro, la Sinistra abbia perso di vista uno dei suoi compiti principali: la difesa dei lavoratori. Nel recupero di questo rapporto coi lavoratori, specialmente coi giovani impegnati in nuove professioni (new media) dai trattamenti contrattuali molto opachi e poco affini con un'idea di lavoro stabile e rispettosa dei diritti degli stessi lavoratori, ci deve essere l'azione della Sinistra. Per non parlare dell'attenzione per la previdenza sociale molto bistrattata negli ultimi anni, a danno d'una generazione presente che rischia di ritrovarsi senza pensione tra trent'anni.

La panoramica di Rossi sui mali italiani da combattere con una politica diversa, pone poi l'accento sul ruolo dei partiti. Svuotati al giorno d'oggi da impreparazione ed assalti alle diligenze per l'ottenimento di poltrone, i partiti dovrebbero tornare ad essere "agenzie educative" per la preparazione d'una classe dirigente chiamata a governare un paese per le competenze maturate sul campo e non per una sterile appartenenza politica. Partiti che, secondo Rossi, non dovrebbero essere usati come serbatoi di gente che serve solo a far numero per l'allestimento di gazebo o esclusivamente nei periodi elettorali. Una classe dirigente che recuperi un potere decisionale consapevole e pregno di cultura politica da spendere a livello istituzionale e non in vuoti talk show o in comizi etti da quattro soldi, o peggio, nei funerei post sui social.

La lettura agevole e lo stile concreto di Rossi ci guidano nei meandri d'un Italia piena di contraddizioni e disincanto sfociato nella ritrosia verso la politica. E qui veniamo alla proposta forse più delicata e intrigante di Rossi: rifondare l'homo politicus di questo Paese, il cittadino che si occupa della propria comunità, attraverso un progetto di liberazione integrale di se stesso. Libertà da vincoli come la visione d'una politica da do ut des, più prosaica, fino ad una liberazione totale dai tabù che non permettono all'Italia di diventare un Paese "progredito": e qui Rossi pone un riferimento inedito e poco discusso dall'opinione pubblica, come il diritto all'assistenza sessuale di categorie di cittadini come i carcerati ed i disabili. Un tema che alcuni Paesi, specie del Nord Europa, hanno da tempo affrontato e risolto efficacemente, assicurando anche questo tipo di libertà ai propri cittadini.

I temi affrontati da Rossi sono molteplici ed il caleidoscopio italiano che si presenta agli occhi del lettore è molto ampio e ricco di riflessioni pratiche: dalla critica alla scompensata riforma della Buona Scuola, rea tra le altre cose, di snobbare il tema della dispersione scolastica; alla critica contro un'ipotesi di reddito di cittadinanza molto "all'italiana", nel senso che stanzierebbe fior di quattrini a fondo perduto, senza che, come in altri Paesi, i cittadini beneficiari di tale misura, firmassero un "patto di corresponsabilità" nel quale s'impegnano, in un certo lasso di tempo, a cercare un posto di lavoro; fino ad arrivare ad una sfera più spirituale, laddove, come già sottolineato da altri esponenti del mondo laico, un modello di riferimento, per la ricostruzione delle coscienze e della morale può essere Papa Francesco che ha già esplicitato da tempo i suoi dettami contro un Capitalismo sfruttatore dei lavoratori ed in favore di un ambientalismo rispettoso della Natura, del Creato e delle risorse messe a nostra disposizione.

In questa puntata inedita di Standing Ovation non potevamo non menzionare l'interessante incontro organizzato dalla scuola Primaria "Beltrani", con la collaborazione della scuola secondaria di I grado "Baldassarre" con il noto linguista e filologo Francesco Sabatini. Le dirigenti delle due scuole Gabriella Colaprice (Beltrani) e Gabriella Catacchio (Baldassarre), supportate nell'organizzazione impeccabile dal neo eletto presidente del Consiglio d'Istituto della Beltrani, Claudio Biancolillo, con moderatrice la prof. Carmen Tarantino, decisiva perché l'evento si concretizzasse, hanno stimolato un vero e proprio dibattito col docente, presidente onorario dell'Accademia della Crusca, oltre che titolare d'una popolare rubrica televisiva settimanale. Un dibattito, si diceva, sotto il titolo "La Lingua è dentro di te", che ha suggerito ai numerosi docenti presenti ed al pubblico in generale del Teatro Impero, interessanti spunti per l'utilizzo di una lingua italiana corretta ed efficace, dalla più prosaica lezione sullo spauracchio del congiuntivo, fino alle indicazioni su un metodo efficace di trasmissione della Parola, strumento di potere, comunicazione, consenso, istruzione, progresso, confronto, a seconda delle funzioni e delle circostanze. Fino ad inevitabili assunti finali sulla cooperazione e sulla coesistenza tra new media e lingua, tra sms, messaggi abbreviati e Parola, sia che si parli di comunicazione spicciola, sia di comunicazione più articolata come quella giornalistica, sia di comunicazione affettiva, con riferimenti agli ormai popolari TVB, tanto per fare un esempio, cari ai giovani.

L'Unesco e Trani, un binomio ormai indissolubile sin dai primi anni 2000. Gabriele Pace, nota guida turistica ha in questa settimana accolto nella nostra città una delegazione nazionale dell'Unesco, capeggiata dalla Presidente Paola Maria Azario, con immancabile tappa presso l'unico monumento nazionale Unesco in Italia, oltre alla Basilica d'Assisi, come simbolo di Pace, la nostra Cattedrale. Ennesimo momento di gratificazione per un nostro concittadino, Gabriele Pace, da anni impegnato nella diffusione delle bellezze del Sud Italia e di Trani in particolare.

Chiudiamo con un riferimento al professor Giuseppe Brescia che sta deliziando il pubblico tranese con interventi di alto livello. L'ultimo presso la biblioteca comunale, ha messo a fuoco la figura del noto storiografo Gianbattista Vico, attraverso l'analisi letteraria di Francesco De Sancits. Il presidente della Società di Storia Patria, sez di Andria, ha sapientemente coniugato le due personalità: il primo attraverso il messaggio morale del "ricorso" storico ed il secondo mediante lo studio della sua Storia della Letteratura Italiana, nel capitolo "La nuova scienza". Un momento di apertura dei confini morali e razionali per l'Italia e per Trani, nella visione univoca del letterato e dello storico.

Una settimana di rarità e fame di cultura saziata, per una Trani che dovrebbe costruire il suo futuro su tutto questo. Non sulla "politichetta" da bassa cucina cui da tempo siamo condannati a convivere come cittadini e come giornalisti.
  • Libri
  • Unesco
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