Storie di città

Giuseppe Verzicco voleva pilotare gli aerei

Ora spicca il volo a teatro

«Mamma mia!». Non si può fare a meno di dirlo, è un'esclamazione contagiosa. Scorrendo il curriculum di Giuseppe Verzicco viene spontaneo dirlo. Grandi nomi del teatro si avvicendano e marchiano il suo percorso teatrale: a brevissimo si confronterà sul palcoscenico del teatro nazionale di Milano neled in musical «Mamma mia!» prodotto da Stage Entertainment, in scena da fine settembre cui interpreterà il ruolo di Sky. Giuseppe Verzicco ha solo ventiquattro anni, ma già si fa spazio nei teatri d'Italia con successo e con la modestia di chi ha tanto ancora da imparare. Sognava di fare il pilota di aerei. E, se di lui, tracce nei cieli non se ne sono viste, di certo il volo l'ha però spiccato, atterrando a diciannove anni all'Accademia «MTS» - Musical! The School di Milano, diretta da Simone Nardini. Inizia però i suoi studi a Trani come allievo della scuola Meeting dance, intraprendendo timidamente e quasi per caso la strada della recitazione, sotto consiglio dell'attore, regista e amico Mauro Simone. E' protagonista di numerosi spettacoli realizzati dalla scuola di danza tranese (generalmente musical), che lo vedono inconsapevolmente confrontarsi con ruoli importanti. «A mio parere, un vero attore – dice - non è soltanto chi sa portare la parola, ma è colui che interpreta con tutto se stesso il ruolo che gli viene affidato».

La sua giovane carriera lo vede impegnato a girare l'Italia riscuotendo grandissimo successo di pubblico con Hight School Musical e in capolavori di altrettanto successo e bellezza come Cats entrambi prodotti da Compagnia Della Rancia per la regia di Saverio Marconi. Nella sua vita c'è solo posto per il teatro, un grande amore che non sostituirebbe mai con la televisione, un amore benedetto anche dai suoi genitori «che hanno sempre condiviso tutte le mie scelte» dice. «Chiamo sempre mia madre prima di prendere una qualsiasi decisione».

Il suo sogno più grande è quello di poter lavorare un giorno con Gigi Proietti, anche se ha avuto la grande fortuna di condividere il palcoscenico con grandi nomi del teatro. «Una volta il mio maestro di recitazione all'accademia di Milano mi ha detto che nella vita ci sono delle regole e che queste vanno rispettate senza farsi domande. E tu non devi fare mai in modo di essere un problema perché uno dei tuoi compiti principali è quello di risolvere problemi col tuo talento». E' questo il ritornello del suo percorso artistico, un motivo ricorrente che porta sempre in tasca, una sorta di manuale del buon attore, da sfogliare ogni volta che il mestiere mette di fronte a nuove difficoltà. Essere se stessi va bene, ma bisogna capire anche che cosa di se stessi sia più funzionale a ciò che devi fare. E' necessario sentirsi indispensabili per il proprio lavoro, deve vedere in te ciò che a lui serve. Forse è questo il segreto del successo? Ambizioso e instancabile, Giuseppe investe in se stesso con tutte le sue forze, per diventare un ottimo artista, lavorando tanto e con impegno, confrontandosi con realtà e personaggi diversi tra loro. «Di occasioni lavorative in cinque anni ne ho già avute tante e questa in Mamma Mia è l'ennesima. Spero di fare del mio meglio e spero che in tanti possiate venire a vedermi. Vi aspetto».
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