Calcio

Incidenti di Canosa, stangata la Fortis

Due giornate a porte chiuse e in campo neutro

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Il giudice sportivo rigetta perché inammissibile il ricorso presentato dal Trani per la gara di Canosa persa 1-0. Il Trani aveva chiesto la ripetizione della gara per errore tecnico dell'arbitro che non avrebbe fatto giocare per intero i 45' del primo tempo.

Pesantissimo il bilancio per la doppia interruzione di gara, a causa del lancio di oggetti fra tifosi. La Fortis ha avuto 2 giornate di squalifica del campo e l'obbligo di giocare i due incontri a porte chiuse oltre che in campo neutro. Una sola giornata di squalifica per il campo del Canosa (anche qui a porte chiuse e in campo neutro). Il referto dell'arbitro indica nei tifosi del Trani gli artefici dei disordini scoppiati a Canosa, nonostante le immagine televisive dimostrerebbero il contrario. Per il Trani c'è il problema di dover trovare subito uno stadio perché alla ripresa, dopo la domenica di stop forzato, il calendario prevede la sfida tra Trani-Laterza. Le decisioni di Canosa-Trani giungono nel giorno in cui il Governo ha varato un pesantissimo decreto legge sulla violenza negli stadi. Nei tredici articoli è confermato quanto già abbondantemente trapelato nel corso di questi giorni: gli stadi non a norma resteranno chiusi. Il provvedimento non tocca i campi dilettantistici: e questo francamente è uno scandalo.
Per la prima volta sarà proibito anche il possesso di razzi, fumogeni, petardi in occasione di manifestazioni sportive. E non solo in occasione della partita ma anche 24 ore primo e dopo. Le pene sono severe. La flagranza differita è aumenta: possibile l‘arresto sino a 48 ore dal reato (prima era a 36 ore). Aumentate le pene anche per il reato di resistenza a pubblico ufficiale: carcere da 5 a 15 anni.
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