
Cinema e Teatro
Antonio e Cleopatra alle corse
lunedì 17 gennaio 2011
Sipario ore 21 20 euro – 15 euro – 10 euro
Cinema impero – via mario pagano 192
Comune di Trani, Teatro pubblico pugliese e cinema teatro Impero di Trani organizzano la stagione teatrale 2010/2011. Oggi in programma lo spettacolo Antonio e Cleopatra alle corse, di Roberto Cavosi, con Annamaria Guarnieri e Luciano Virgilio.
Una casa buia, nessun contatto col mondo esterno, una passione sfrenata per le corse dei cavalli, una tenda spessa che impedisce alla luce del sole di fare capolino, unico contatto con il mond il marito. Così è costretta a vivere la ricca protagonista di Antonio e Cleopatra alle corse, a causa di una rara malattia che le impedisce di esporsi alla luce del sole. Il marito, squattrinato, passa le sue giornate in giro per la città e la sera, al suo rientro, racconta alla moglie ciò che succede. Lei appare più fragile per i suoi isterismi e per i suoi comportamenti a volte infantili che per la malattia stessa.
Disprezza il marito, non lo ascolta, ma non ne può fare a meno. L'odio nei suoi confronti non è autentico, ma è il riflesso dell'odio che nutre verso se stessa per non riuscire a dare all'uomo della sua vita un'esistenza normale. È più facile per lei farsi odiare che farsi amare perché è convinta di non poter ricambiare l'affetto. Ma lui è un'ottimista, ama lei e la loro vita insieme – tanto che non asseconda nemmeno per un attimo le continue richieste della donna di aiutarla a morire. Il suo amore è per lei come persona e non per le cose che potrebbero fare insieme, delle quali li priva la malattia.
Lo spettacolo si svolge in un continuo mutamento di stati d'animo e di argomenti; si passa dai pianti della moglie ai consigli del marito sui cavalli da puntare, alle richieste di lei di morire, ai racconti di lui su ciò che accade nei bar o nei negozi del centro; un alternarsi e sovrapporsi di emozioni che dimostrano come, nonostante le differenze caratteriali e le avversità, a volte non si possa fare a meno l'uno dell'altra.La scenografia è ridotta all'essenziale: pareti blu, una poltrona, un divano e un paio di mobiletti. Elemento spiazzante: la presenza di sei televisori – che durante lo spettacolo trasmettono corse di cavalli, e ai quali i due attori si rivolgono con un effetto straniante che distanzia lo spettatore dalla vicenda che si sta svolgendo sul palcoscenico.
Una casa buia, nessun contatto col mondo esterno, una passione sfrenata per le corse dei cavalli, una tenda spessa che impedisce alla luce del sole di fare capolino, unico contatto con il mond il marito. Così è costretta a vivere la ricca protagonista di Antonio e Cleopatra alle corse, a causa di una rara malattia che le impedisce di esporsi alla luce del sole. Il marito, squattrinato, passa le sue giornate in giro per la città e la sera, al suo rientro, racconta alla moglie ciò che succede. Lei appare più fragile per i suoi isterismi e per i suoi comportamenti a volte infantili che per la malattia stessa.
Disprezza il marito, non lo ascolta, ma non ne può fare a meno. L'odio nei suoi confronti non è autentico, ma è il riflesso dell'odio che nutre verso se stessa per non riuscire a dare all'uomo della sua vita un'esistenza normale. È più facile per lei farsi odiare che farsi amare perché è convinta di non poter ricambiare l'affetto. Ma lui è un'ottimista, ama lei e la loro vita insieme – tanto che non asseconda nemmeno per un attimo le continue richieste della donna di aiutarla a morire. Il suo amore è per lei come persona e non per le cose che potrebbero fare insieme, delle quali li priva la malattia.
Lo spettacolo si svolge in un continuo mutamento di stati d'animo e di argomenti; si passa dai pianti della moglie ai consigli del marito sui cavalli da puntare, alle richieste di lei di morire, ai racconti di lui su ciò che accade nei bar o nei negozi del centro; un alternarsi e sovrapporsi di emozioni che dimostrano come, nonostante le differenze caratteriali e le avversità, a volte non si possa fare a meno l'uno dell'altra.La scenografia è ridotta all'essenziale: pareti blu, una poltrona, un divano e un paio di mobiletti. Elemento spiazzante: la presenza di sei televisori – che durante lo spettacolo trasmettono corse di cavalli, e ai quali i due attori si rivolgono con un effetto straniante che distanzia lo spettatore dalla vicenda che si sta svolgendo sul palcoscenico.
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