
Cultura e spettacoli
Teatro: Di fame, di denaro, di passione
mercoledì 26 giugno 2013 fino a giovedì 27 giugno
Ore 22.00 8 euro
Piazza Sacra Regia Udienza
Matteo Salvatore raccontato da Sergio Rubini. Un viaggio tra le parole e la musica di Matteo Salvatore, il cantastorie pugliese, poeta degli ultimi, che con le sue ballate ha raccontato se stesso e la sua quotidianità. Rubini è accompagnato dalla musica dal vivo di Daunia Orchestra composta da Umberto Sangiovanni (pianoforte e composizioni), Serena Scocca (voce) e Adriano Mactovich (basso).
Un viaggio tra le parole e la musica di Matteo Salvatore, il cantastorie pugliese, poeta degli ultimi, che con le sue ballate ha raccontato se stesso e la sua quotidianità. Sergio Rubini è la voce narrante di questo viaggio che racconta di come uno tra i più grandi autori pugliesi abbia saputo prendere totale ispirazione dalla sua terra, la Pugli: si ritrovano il bianco pudore dell'ignoranza, la capacità di non mollare mai e, soprattutto la forza di rinascere ogni giorno e mille volte ancora. La miseria nera e la fame che accompagnarono tanti, troppi anni della sua vita vengono ripercorse dalla voce di Rubini: il candore con cui le ballate furono create e mai scritte, ma sempre tramandate a voce, trovano in quella di Rubini un'ulteriore e nuova vita, una nuova rinascita. I ricordi, come chimere raggiunte e ritrovate, sognate e malcelate. Versi che brillano di una bellezza sofferente, di una straziante realtà che spesso si mischiano alla follia e a uno straboccante amore.
Un viaggio tra le parole e la musica di Matteo Salvatore, il cantastorie pugliese, poeta degli ultimi, che con le sue ballate ha raccontato se stesso e la sua quotidianità. Sergio Rubini è la voce narrante di questo viaggio che racconta di come uno tra i più grandi autori pugliesi abbia saputo prendere totale ispirazione dalla sua terra, la Pugli: si ritrovano il bianco pudore dell'ignoranza, la capacità di non mollare mai e, soprattutto la forza di rinascere ogni giorno e mille volte ancora. La miseria nera e la fame che accompagnarono tanti, troppi anni della sua vita vengono ripercorse dalla voce di Rubini: il candore con cui le ballate furono create e mai scritte, ma sempre tramandate a voce, trovano in quella di Rubini un'ulteriore e nuova vita, una nuova rinascita. I ricordi, come chimere raggiunte e ritrovate, sognate e malcelate. Versi che brillano di una bellezza sofferente, di una straziante realtà che spesso si mischiano alla follia e a uno straboccante amore.
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