Politica
Anagrafe patrimoniale degli eletti, la delibera c’è ma non si applica
Cuccovilo: «Pochi amministratori rendono pubblico il loro reddito»
Trani - domenica 9 maggio 2010
«L'ondata di scandali che occupa da più mesi le pagine dei giornali non fa che aumentare il moto di riprovazione e ripulsa generalizzata nei confronti dell'intera classe politica dando luogo a un generico senso antipolitico che è pericoloso per le stesse istituzioni. Sale il cattivo umore degli italiani contro la cattiva politica e i suoi disonesti rappresentanti anche perché tutti gli analisti concordano sull'ipotesi che la corruzione stia diventando più pervasiva, cambiando addirittura natura, da patologia politica addebitabile al sistema dei partiti a costume diffuso imputabile solo alla brama personale.
Esiste un modo concreto, effettuale e non propagandistico – retorico per affrontare questo problema facendo utili proposte nella nostra città che auguriamo di essere un'isola felice ma senza dimenticare che qualche perplessità sopravvenne quando qualche anno fa chi ebbe modo di leggere in internet, per alcune ore, i redditi dei contribuenti, scoprì che qualche consigliere comunale dichiarava complessivamente un reddito quasi pari al solo reddito derivante dal compenso della sua attività politica pur essendo proprietario di immobile non ereditati.
Per la questione morale a Trani non dobbiamo inventarci nulla perché sono oltre 15 anni che è stata approvata una delibera in Consiglio Comunale in cui veniva istituita l'anagrafe patrimoniale per gli amministratori pubblici, sia coloro che sono eletti dai cittadini e sia coloro che sono designati dal Sindaco (quindi anche per i consiglieri d'amministrazione delle nostra attuali SpA). Ne davo comunicazione in un consiglio comunale del 2005 dichiarando di aver nuovamente consegnato al segretario generale (tramite protocollo), il modello unico inerente la dichiarazione del reddito, invitando implicitamente gli altri consiglieri ad adoprarsi in merito.
Il presupposto dell'approvazione di tale delibera era l'esigenza di rendere il più possibile trasparente la gestione della cosa pubblica essendo stata avvertita la necessità di eliminare qualsiasi dubbio e sospetto sull'operato degli amministratori comunali. Cosa specificava nel merito questa delibera che approvava anche un regolamento ad hoc? Innanzitutto era prevista la presentazione annuale della dichiarazione dei redditi soggetti all'imposta sui redditi delle persone fisiche nonché il rilascio di una dichiarazione concernente la situazione patrimoniale e la dichiarazione dei redditi del coniuge, salvo pronunciamento di separazione (artcolo 150 del codice civile). Questo regolamento, mai abrogato, prevedeva anche altri passaggi quali la publicizzazione della situazione patrimoniale dei soggetti obbligati, la diffida ad adempiere ed anche i relativi obblighi al momento della cessazione della carica.
La delibera prevede poi la diffida in caso di inadempienza della presentazione nei termini: in tal caso il Sindaco è tenuto a compiere tale atto e se entro 15 giorni nulla cambia, il sindaco (con le nuove leggi, tocca ora al Presidente del Consiglio) iscriverà l'argomento fra gli oggetti all'ordine del giorno della prima riunione consigliare, ai fini dei provvedimenti di competenza. Questi consistono, nel caso il consigliere dichiara di non voler adempiere, nell'assegnazione della censura da parte del consiglio comunale con obbligo per il segretario generale di trasmissione all'allora competente ufficio distrettuale (ora è l'agenzia delle entrate). Infine, estremamente interessante è la parte riguardante gli obblighi successivi alla carica (come può avvenire sia a brevissimo nel caso che il sindaco Tarantini non ritirasse le dimissioni che in caso di fine legislatura naturale).
Ebbene l'articolo 5 della delibera prevede che il consigliere, entro quattro mesi dalla cessazione della carica. Periodicamente ho sollevato questa problematica (apparsa a volte sugli organi di stampa) ma a quanto mi risulta, sono da considerarsi mosche bianche gli amministratori pubblici che hanno ottemperato in merito. Considerato che maggiormente in un momento come questo in cui esiste una gravissima crisi economica, noi politici abbiamo il dovere di dare specifici segnali di moralità e quindi dobbaimo comprendere che - come ha detto Nicky Vendola - siamo tutti degli osservati speciali dall'opinione pubblica e quindi a maggior ragione dobbiamo impegnarci sulla trasparenza.
Pertanto faccio appello affinché sia effettivamente applicata tale delibera e mi rivolgo a tutti gli uomini delle istituzioni di qualunque colore politico. Naturalmente auspico che il mio centrosinistra (a cui do atto di aver iniziato un percorso di unità sostanziale) ne faccia una battaglia per far comprendere ai cittadini che l'interesse di Trani coincide con queste iniziative che – tra l'altro - servono a noi per darci un identità ben riconoscibile».
Nicola Cuccovillo
Responsabile Partito Socialista Trani
Esiste un modo concreto, effettuale e non propagandistico – retorico per affrontare questo problema facendo utili proposte nella nostra città che auguriamo di essere un'isola felice ma senza dimenticare che qualche perplessità sopravvenne quando qualche anno fa chi ebbe modo di leggere in internet, per alcune ore, i redditi dei contribuenti, scoprì che qualche consigliere comunale dichiarava complessivamente un reddito quasi pari al solo reddito derivante dal compenso della sua attività politica pur essendo proprietario di immobile non ereditati.
Per la questione morale a Trani non dobbiamo inventarci nulla perché sono oltre 15 anni che è stata approvata una delibera in Consiglio Comunale in cui veniva istituita l'anagrafe patrimoniale per gli amministratori pubblici, sia coloro che sono eletti dai cittadini e sia coloro che sono designati dal Sindaco (quindi anche per i consiglieri d'amministrazione delle nostra attuali SpA). Ne davo comunicazione in un consiglio comunale del 2005 dichiarando di aver nuovamente consegnato al segretario generale (tramite protocollo), il modello unico inerente la dichiarazione del reddito, invitando implicitamente gli altri consiglieri ad adoprarsi in merito.
Il presupposto dell'approvazione di tale delibera era l'esigenza di rendere il più possibile trasparente la gestione della cosa pubblica essendo stata avvertita la necessità di eliminare qualsiasi dubbio e sospetto sull'operato degli amministratori comunali. Cosa specificava nel merito questa delibera che approvava anche un regolamento ad hoc? Innanzitutto era prevista la presentazione annuale della dichiarazione dei redditi soggetti all'imposta sui redditi delle persone fisiche nonché il rilascio di una dichiarazione concernente la situazione patrimoniale e la dichiarazione dei redditi del coniuge, salvo pronunciamento di separazione (artcolo 150 del codice civile). Questo regolamento, mai abrogato, prevedeva anche altri passaggi quali la publicizzazione della situazione patrimoniale dei soggetti obbligati, la diffida ad adempiere ed anche i relativi obblighi al momento della cessazione della carica.
La delibera prevede poi la diffida in caso di inadempienza della presentazione nei termini: in tal caso il Sindaco è tenuto a compiere tale atto e se entro 15 giorni nulla cambia, il sindaco (con le nuove leggi, tocca ora al Presidente del Consiglio) iscriverà l'argomento fra gli oggetti all'ordine del giorno della prima riunione consigliare, ai fini dei provvedimenti di competenza. Questi consistono, nel caso il consigliere dichiara di non voler adempiere, nell'assegnazione della censura da parte del consiglio comunale con obbligo per il segretario generale di trasmissione all'allora competente ufficio distrettuale (ora è l'agenzia delle entrate). Infine, estremamente interessante è la parte riguardante gli obblighi successivi alla carica (come può avvenire sia a brevissimo nel caso che il sindaco Tarantini non ritirasse le dimissioni che in caso di fine legislatura naturale).
Ebbene l'articolo 5 della delibera prevede che il consigliere, entro quattro mesi dalla cessazione della carica. Periodicamente ho sollevato questa problematica (apparsa a volte sugli organi di stampa) ma a quanto mi risulta, sono da considerarsi mosche bianche gli amministratori pubblici che hanno ottemperato in merito. Considerato che maggiormente in un momento come questo in cui esiste una gravissima crisi economica, noi politici abbiamo il dovere di dare specifici segnali di moralità e quindi dobbaimo comprendere che - come ha detto Nicky Vendola - siamo tutti degli osservati speciali dall'opinione pubblica e quindi a maggior ragione dobbiamo impegnarci sulla trasparenza.
Pertanto faccio appello affinché sia effettivamente applicata tale delibera e mi rivolgo a tutti gli uomini delle istituzioni di qualunque colore politico. Naturalmente auspico che il mio centrosinistra (a cui do atto di aver iniziato un percorso di unità sostanziale) ne faccia una battaglia per far comprendere ai cittadini che l'interesse di Trani coincide con queste iniziative che – tra l'altro - servono a noi per darci un identità ben riconoscibile».
Nicola Cuccovillo
Responsabile Partito Socialista Trani
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