
Politica
Assistenza specialistica, Bottaro fissa il traguardo: «Educatori in aula entro fine marzo»
Il Sindaco punta tutto sulla deroga dell'Articolo 10: «Ho agito da avvocato e da padre di famiglia, ora la ASL confermi i bisogni dei bambini»
Trani - venerdì 6 marzo 2026
10.42
La storia dell'assistenza specialistica scolastica nell'Ambito Trani-Bisceglie per l'anno 2025/2026 non è solo una vicenda di carte bollate; è il ritratto di un cortocircuito istituzionale che ha trasformato un diritto costituzionale in un'elemosina burocratica, ma ora c'è la svolta: la tenacia del Sindaco Amedeo Bottaro ha avuto la meglio sulla burocrazia, una storia che va raccontata.
Aprile 2025, il "Peccato Originale": il regolamento e l'avvio delle domande di assistenza
Il Comune di Trani pubblicò un avviso che, a leggerlo oggi, suonava già come un presagio di esclusione: "Per la prima volta, la richiesta di attivazione del servizio sarà esclusivamente a cura delle famiglie e non delle scuole". Ma la vera ghigliottina era nei requisiti: "Possono accedere al servizio gli alunni... in possesso della certificazione art. 3 comma 3 della L.104/92 rilasciata dall'INPS". Questo sbarramento produsse un effetto immediato e devastante: l'azzeramento delle ore per chi non possedeva il "grado di gravità". La motivazione? In Consiglio Comunale l'Assessore Fabrizio Ferrante era stato chiarissimo, evocando lo spettro di una spesa da 900.000 euro e definendo la situazione come quella di "una coperta TROPPO corta". Il regolamento passò all'unanimità dei presenti, ma forse, come dicono i maligni, perché i consiglieri non ebbero tempo di approfondire "le carte".
Giugno 2025, il panico delle famiglie e la rivolta delle "Voci di Fuori"
L'impatto fu brutale. Famiglie nel panico e Dirigenti Scolastici trasformati in parafulmini del disagio. La voce delle mamme escluse venne giustamente amplificata dalla dott.ssa Paola Valeria Gasbarro (Preside del I Circolo De Amicis), da addetti ai lavori come Rosa Uva (docente ed ex assessore), da Maria Grazia Cinquepalmi e Raffaella Merra, anche loro ex amministratori di Città, finanche da tutta l'opposizione in Consiglio Comunale che chiese a gran voce la riscrittura del regolamento ricevendo come risposta un "no" categorico perchè l'atto non si poteva toccare in quanto vincolato tra due amministrazioni.
Ottobre 2025: La "Parola di Sindaco"
Di fronte alle telecamere, nell'ottobre 2025, il Sindaco Amedeo Bottaro ammise l'imbarazzo per quello che definì un "fulmine a ciel sereno". Le sue parole furono solenni: "È chiaro che non posso non prendere atto di un disagio che alcuni miei cittadini rappresentano, delle famiglie dei bambini. Dobbiamo assolutamente garantire anche soltanto un minimo di assistenza anche a questi soggetti. È un dovere morale dell'Amministrazione. Parola di sindaco." Una promessa che però scontrò con un iter elefantiaco che doveva tener conto sia di chi si sentiva in quel momento "politicamente scalzato dall'intervento del Sindaco in pectore" e sia del coinvolgimento della ASL BT che per valutare "caso per caso" le circa 200 richieste in sospeso di fatto non fece altro che dilatare i tempi in modo inaccettabile.
Novembre 2025, il passaggio istituzionale: il Consiglio Comunale
Il dibattito sull'assistenza specialistica visse un momento di confronto importante durante il Consiglio Comunale straordinario del 25 novembre 2025. Sollecitato da un'interrogazione verbale di Vito Branà (M5S), che chiedeva chiarimenti sulla sorte degli alunni esclusi e sui tempi delle istruttorie, il Vicesindaco Fabrizio Ferrante illustrò lo "stato dell'arte" delle procedure rivendicando il superamento del vecchio sistema (3 ore per tutti) e sottolineando come la nuova norma permetteva di assegnare fino a 7 ore ai casi di disabilità grave, obiettivo encomiabile, diciamo noi, ma da non traguardare a discapito di altre situazione di assistenza altrettanto importanti.
Il Vice Sindaco confermò l'iter delle deroghe considerato che il Comune aveva richiesto ai Dirigenti Scolastici elenchi dettagliati per individuare ulteriori minori che necessitavano di un educatore pur in assenza della certificazione di gravità (art. 3 comma 3), il tutto previa verifica dell'applicazione di altre misure inclusive (DSA/BES). Ferrante ribadì altresì il ruolo tecnico dell'ASL in capo a cui verteva la decisione finale sulle deroghe che non spettava alla politica, una frecciatona indirizzata al Sindaco?, ma all'équipe d'Ambito e alla Neuropsichiatria dell'ASL BT, incaricate di valutare l'effettivo stato di bisogno caso per caso.
Nulla di nuovo accadde quindi se non il fatto che era passato ancora un mese ed i bambini erano ancora senza assistenza dall'inizio dell'anno scolastico per l'incapacità di dare priorità ai bisogni ed alle istanze delle famiglie in attesa da mesi, giugno 2025, della definizione di un problema nonostante la forte pressione della società civile e delle opposizioni, che chiedevano semplicemente all'Amministrazione di superare le rigidità del regolamento in favore di soluzioni di buon senso che plachino l'ansia delle famiglie ancora in attesa di risposte concrete.
Gennaio/Febbraio 2026: lo Stallo e il caso "De Amicis"
L'assistenza è ancora al palo, Amedeo Bottaro, vista la stasi burocratica, tenta la mossa del "Sindaco-Avvocato" e individua nell'Articolo 10 (deroghe) la chiave per agire. Sulla scorta di questa lettura, la Dirigente del I Circolo De Amicis, Paola Valeria Gasbarro, formalizza la richiesta per 14 bambini, dimostrando che il servizio sarebbe costato appena 16.605,86 euro. Bottaro recepisce e scrive formalmente agli uffici il 20 gennaio per attivare il servizio aprendo una surreale contrapposizione interna fatta di beghe, uffici "offesi", interpretazioni rigide e il rimpallo sulla ASL Bt: "Se la ASL non accoglie quanto richiesto - ci dichiarò - la responsabilità sarà soltanto loro che avranno ritenuto che quei bambini non abbiano avuto il diritto ad alcuna forma di assistenza" tentando di smarcarsi dall'accusa di inazione mossa dalla dirigente della De Amicis.
L'epilogo del 5 Marzo 2026: il Sindaco Bottaro fissa la scadenza di marzo
Nell'incontro del 5 marzo 2026, il Sindaco Amedeo Bottaro, che abbiamo incontrato, ha fatto il punto sulla "parola data" alle famiglie, confermando l'imminente sblocco del servizio integrativo. Il primo cittadino ha rivendicato l'impegno personale profuso: «Ci ho messo anima e cuore, ho preteso che si facessero delle verifiche puntuali rispetto a uno stato di necessità che mi era stato evidenziato». Il passaggio chiave resta il coinvolgimento della ASL per superare l'impasse burocratico: «Ho chiesto che il nostro organo tecnico verifichi caso per caso se effettivamente ci sia la necessità di integrare alcune ore di assistenza specialistica. Sto aspettando l'esito, so per certo che la ASL avrà verificato in concreto».
Sul fronte tecnico-giuridico, Bottaro non ha negato la natura "sperimentale" e forzabile dell'attuale assetto, difendendo la sua interpretazione estensiva delle norme: «Ci ho messo del mio, un po' fa parte del mio background da avvocato: mi sono mosso nell'alveo di quella che è una deroga espressa dall'articolo 10,2 del regolamento». Tuttavia, il Sindaco ha aperto esplicitamente alla necessità di una riforma futura: «Il Consiglio Comunale che verrà potrà aprire una riflessione su come migliorare un regolamento e ritagliarlo sulle nostre esigenze. Pensare che le cose non siano migliorabili significa sbagliare». Incalzato su una data definitiva per l'ingresso degli educatori in aula, il Sindaco ha indicato la terza decade di marzo: «Lo auspico assolutamente sì, sarebbe il giusto risultato di tutto l'impegno profuso in questo periodo». L'intervista si è chiusa con una battuta sulla possibilità di fare lui stesso l'educatore in caso di ulteriore ritardo: «Se avessi le competenze per farlo l'avrei fatto con molto piacere», noi speriamo, allungando ironicamente la battuta che non debba fare un corso accelerato.
Conclusione: Una partita sulla pelle dei fragili
Se la promessa verrà mantenuta, gli educatori entreranno in classe a meno di tre mesi dalla fine dell'anno. Resta il retrogusto amaro di una partita politica giocata sulla pelle dei bambini. Se l'azione di Bottaro è corretta, perché si è aspettato tanto? Se il regolamento era sbagliato, perché difenderlo fino all'ultimo? Una cosa è certa: la prossima amministrazione non potrà esimersi dal riscrivere da zero queste norme. Perché, come insegna questa storia infinita, quando la burocrazia vince sul buonsenso, a perdere sono sempre i più deboli. E se anche questa scadenza dovesse saltare, come suggerito ironicamente al Sindaco, non resterà che vederlo fare volontariato tra i banchi di scuola e non dovrebbe essere il solo... a farlo si capirebbero molte più le situazioni e le difficoltà delle persone.
Aprile 2025, il "Peccato Originale": il regolamento e l'avvio delle domande di assistenza
Il Comune di Trani pubblicò un avviso che, a leggerlo oggi, suonava già come un presagio di esclusione: "Per la prima volta, la richiesta di attivazione del servizio sarà esclusivamente a cura delle famiglie e non delle scuole". Ma la vera ghigliottina era nei requisiti: "Possono accedere al servizio gli alunni... in possesso della certificazione art. 3 comma 3 della L.104/92 rilasciata dall'INPS". Questo sbarramento produsse un effetto immediato e devastante: l'azzeramento delle ore per chi non possedeva il "grado di gravità". La motivazione? In Consiglio Comunale l'Assessore Fabrizio Ferrante era stato chiarissimo, evocando lo spettro di una spesa da 900.000 euro e definendo la situazione come quella di "una coperta TROPPO corta". Il regolamento passò all'unanimità dei presenti, ma forse, come dicono i maligni, perché i consiglieri non ebbero tempo di approfondire "le carte".
Giugno 2025, il panico delle famiglie e la rivolta delle "Voci di Fuori"
L'impatto fu brutale. Famiglie nel panico e Dirigenti Scolastici trasformati in parafulmini del disagio. La voce delle mamme escluse venne giustamente amplificata dalla dott.ssa Paola Valeria Gasbarro (Preside del I Circolo De Amicis), da addetti ai lavori come Rosa Uva (docente ed ex assessore), da Maria Grazia Cinquepalmi e Raffaella Merra, anche loro ex amministratori di Città, finanche da tutta l'opposizione in Consiglio Comunale che chiese a gran voce la riscrittura del regolamento ricevendo come risposta un "no" categorico perchè l'atto non si poteva toccare in quanto vincolato tra due amministrazioni.
Ottobre 2025: La "Parola di Sindaco"
Di fronte alle telecamere, nell'ottobre 2025, il Sindaco Amedeo Bottaro ammise l'imbarazzo per quello che definì un "fulmine a ciel sereno". Le sue parole furono solenni: "È chiaro che non posso non prendere atto di un disagio che alcuni miei cittadini rappresentano, delle famiglie dei bambini. Dobbiamo assolutamente garantire anche soltanto un minimo di assistenza anche a questi soggetti. È un dovere morale dell'Amministrazione. Parola di sindaco." Una promessa che però scontrò con un iter elefantiaco che doveva tener conto sia di chi si sentiva in quel momento "politicamente scalzato dall'intervento del Sindaco in pectore" e sia del coinvolgimento della ASL BT che per valutare "caso per caso" le circa 200 richieste in sospeso di fatto non fece altro che dilatare i tempi in modo inaccettabile.
Novembre 2025, il passaggio istituzionale: il Consiglio Comunale
Il dibattito sull'assistenza specialistica visse un momento di confronto importante durante il Consiglio Comunale straordinario del 25 novembre 2025. Sollecitato da un'interrogazione verbale di Vito Branà (M5S), che chiedeva chiarimenti sulla sorte degli alunni esclusi e sui tempi delle istruttorie, il Vicesindaco Fabrizio Ferrante illustrò lo "stato dell'arte" delle procedure rivendicando il superamento del vecchio sistema (3 ore per tutti) e sottolineando come la nuova norma permetteva di assegnare fino a 7 ore ai casi di disabilità grave, obiettivo encomiabile, diciamo noi, ma da non traguardare a discapito di altre situazione di assistenza altrettanto importanti.
Il Vice Sindaco confermò l'iter delle deroghe considerato che il Comune aveva richiesto ai Dirigenti Scolastici elenchi dettagliati per individuare ulteriori minori che necessitavano di un educatore pur in assenza della certificazione di gravità (art. 3 comma 3), il tutto previa verifica dell'applicazione di altre misure inclusive (DSA/BES). Ferrante ribadì altresì il ruolo tecnico dell'ASL in capo a cui verteva la decisione finale sulle deroghe che non spettava alla politica, una frecciatona indirizzata al Sindaco?, ma all'équipe d'Ambito e alla Neuropsichiatria dell'ASL BT, incaricate di valutare l'effettivo stato di bisogno caso per caso.
Nulla di nuovo accadde quindi se non il fatto che era passato ancora un mese ed i bambini erano ancora senza assistenza dall'inizio dell'anno scolastico per l'incapacità di dare priorità ai bisogni ed alle istanze delle famiglie in attesa da mesi, giugno 2025, della definizione di un problema nonostante la forte pressione della società civile e delle opposizioni, che chiedevano semplicemente all'Amministrazione di superare le rigidità del regolamento in favore di soluzioni di buon senso che plachino l'ansia delle famiglie ancora in attesa di risposte concrete.
Gennaio/Febbraio 2026: lo Stallo e il caso "De Amicis"
L'assistenza è ancora al palo, Amedeo Bottaro, vista la stasi burocratica, tenta la mossa del "Sindaco-Avvocato" e individua nell'Articolo 10 (deroghe) la chiave per agire. Sulla scorta di questa lettura, la Dirigente del I Circolo De Amicis, Paola Valeria Gasbarro, formalizza la richiesta per 14 bambini, dimostrando che il servizio sarebbe costato appena 16.605,86 euro. Bottaro recepisce e scrive formalmente agli uffici il 20 gennaio per attivare il servizio aprendo una surreale contrapposizione interna fatta di beghe, uffici "offesi", interpretazioni rigide e il rimpallo sulla ASL Bt: "Se la ASL non accoglie quanto richiesto - ci dichiarò - la responsabilità sarà soltanto loro che avranno ritenuto che quei bambini non abbiano avuto il diritto ad alcuna forma di assistenza" tentando di smarcarsi dall'accusa di inazione mossa dalla dirigente della De Amicis.
L'epilogo del 5 Marzo 2026: il Sindaco Bottaro fissa la scadenza di marzo
Nell'incontro del 5 marzo 2026, il Sindaco Amedeo Bottaro, che abbiamo incontrato, ha fatto il punto sulla "parola data" alle famiglie, confermando l'imminente sblocco del servizio integrativo. Il primo cittadino ha rivendicato l'impegno personale profuso: «Ci ho messo anima e cuore, ho preteso che si facessero delle verifiche puntuali rispetto a uno stato di necessità che mi era stato evidenziato». Il passaggio chiave resta il coinvolgimento della ASL per superare l'impasse burocratico: «Ho chiesto che il nostro organo tecnico verifichi caso per caso se effettivamente ci sia la necessità di integrare alcune ore di assistenza specialistica. Sto aspettando l'esito, so per certo che la ASL avrà verificato in concreto».
Sul fronte tecnico-giuridico, Bottaro non ha negato la natura "sperimentale" e forzabile dell'attuale assetto, difendendo la sua interpretazione estensiva delle norme: «Ci ho messo del mio, un po' fa parte del mio background da avvocato: mi sono mosso nell'alveo di quella che è una deroga espressa dall'articolo 10,2 del regolamento». Tuttavia, il Sindaco ha aperto esplicitamente alla necessità di una riforma futura: «Il Consiglio Comunale che verrà potrà aprire una riflessione su come migliorare un regolamento e ritagliarlo sulle nostre esigenze. Pensare che le cose non siano migliorabili significa sbagliare». Incalzato su una data definitiva per l'ingresso degli educatori in aula, il Sindaco ha indicato la terza decade di marzo: «Lo auspico assolutamente sì, sarebbe il giusto risultato di tutto l'impegno profuso in questo periodo». L'intervista si è chiusa con una battuta sulla possibilità di fare lui stesso l'educatore in caso di ulteriore ritardo: «Se avessi le competenze per farlo l'avrei fatto con molto piacere», noi speriamo, allungando ironicamente la battuta che non debba fare un corso accelerato.
Conclusione: Una partita sulla pelle dei fragili
Se la promessa verrà mantenuta, gli educatori entreranno in classe a meno di tre mesi dalla fine dell'anno. Resta il retrogusto amaro di una partita politica giocata sulla pelle dei bambini. Se l'azione di Bottaro è corretta, perché si è aspettato tanto? Se il regolamento era sbagliato, perché difenderlo fino all'ultimo? Una cosa è certa: la prossima amministrazione non potrà esimersi dal riscrivere da zero queste norme. Perché, come insegna questa storia infinita, quando la burocrazia vince sul buonsenso, a perdere sono sempre i più deboli. E se anche questa scadenza dovesse saltare, come suggerito ironicamente al Sindaco, non resterà che vederlo fare volontariato tra i banchi di scuola e non dovrebbe essere il solo... a farlo si capirebbero molte più le situazioni e le difficoltà delle persone.

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