Scuola e Lavoro

Crisi del settore ittico, «l'unica soluzione possibile: la leva fiscale»

Intervento del consigliere regionale Carlo Laurora

«L'atmosfera è tesa un tutti i porti italiani ed europei, si vivono momenti di grande agitazione per le marinerie italiane, francesi, spagnole, portoghesi e croate. Qual è la soluzione per questa grave crisi che investe tutti i pescatori del nostro paese e di tutto il resto d'Europa? Se non i vietatissimi (dell'Unione Europea) aiuti di Stato, quello che i governi possono fare è mettere in campo ammortizzatori sociali per armatori ed imbarcati, un raddoppio dei fondi europei per i periodi di fermo biologico, misure previdenziali ma principalmente e soprattutto strumenti di leva fiscale.
Ecco, è proprio quest'ultimo l'unico strumento che può essere utilizzato per risollevare veramente gli operatori del comparto ittico in profonda crisi economica. Tra le lezioni di politica economica che ricordo con più chiarezza e che rappresenta un caposaldo della dottrina vi è l'equazione che descrive il comportamento della domanda aggregata e le conseguenze derivanti da una manovra finanziaria dello Stato: " il consumo" dipende dal reddito disponibile ossia il reddito netto di cui dispongono per la spesa le famiglie dopo aver pagato le imposte e percepito i trasferimenti dal settore pubblico ossia ( Y+TR-TA).


Ed è proprio così, bisogna fare i conti con quanto lo Stato dà ma anche con quanto lo Stato toglie. Da qualche tempo, è divenuto normale subire un elevato prelievo fiscale tanto che quasi non ce ne si indigna ma si è subito pronti a ringraziare per le più piccole regalìe. Di qui i 2 cent di sconto sul carburante del governo Prodi a fronte di 70 cent e più di imposte. Perché pensare ad aiuti ai pescatori all'acquisto del gasolio, quando comunque il prezzo del combustibile è gravato da tasse e accise di vario genere?
Il prezzo del gasolio agevolato è passato da 0,42 cent a 0,90 cent per litro, un aumento del 100% in dodici mesi, ma il prezzo di mercato del gasolio è di circa 0,60 cent al litro. Perché distorcere il mercato anziché indirizzare gli sforzi a riforme strutturali? Le associazioni di categoria dopo le manifestazione dei giorni scorsi, sono riuscite ad ottenere un incontro con il Ministro Zaia. La richiesta è chiara: aiuti al settore che ha visto azzerare i propri margini di ricavo stritolati nella forbice creata dalla diminuzione generalizzata dei prezzi all'ingrosso del pescato ed il raddoppio del prezzo dei carburanti. Ma forse un'azione ben più coraggiosa e per un certo verso rivoluzionaria potrebbe esser posta in essere dal ministero dell'economia: "detassare completamente il carburante destinato al settore ittico". E' inutile nasconderlo lo Stato utilizza l'imposizione fiscale come volano all'inflazione. Nel caso dei carburanti un vero e proprio moltiplicatore inflattivo. In altre parole è la prima volta che lo Stato può creare una bolla inflattiva locale senza preoccuparsi dell'aumento degli oneri finanziari originati dal debito pubblico, in quanto agganciati ai tassi euro.
Per il settore ittico, il problema non è l'aumento del prezzo dei carburanti ma l'aumento delle imposte che va ad acuire i problemi infrastrutturali e di costo del lavoro. In un'economia evoluta è giusto che i prezzi delle materie prime, in questo caso il carburante, e dei prodotti, vengano determinati dal mercato e non come in questo caso i primi siano maggiorati e i secondi siano liberi.»

Carlo LauroraCosigliere Regionale Forza Italia
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