
Enti locali
Dopo il ricorso di Modugno, in arrivo quello di Affatato
Stessa procedura: sarà avviata la causa di lavoro per ottenere la stabilizzazione. Ma c’è una recentissima sentenza che conforta il Comune
Trani - giovedì 20 giugno 2013
14.52
Dopo Antonio Modugno anche Giuseppe Affatato starebbe per presentare ricorso presso il tribunale del lavoro di Trani per il riconoscimento della riconversione del rapporto di lavoro subordinato di natura dirigenziale a tempo pieno e indeterminato. La notizia è trapelata nei corridoi del Comune. Affatato, così come Modugno, tentò la conciliazione col Comune, conclusa poi come tutti sappiamo.
In questi giorni intanto si è conclusa presso il tribunale del lavoro di Trani una causa di lavoro più o meno analoga a quella di Trani: protagonisti della vicenda il Comune di Barletta chiamato in causa da un ex dirigente. La sentenza ha dato ragione all'Ente. Il giudice del lavoro, Maria Antonietta La Notte Chirone ha rigettato l'istanza dell'ex dirigente che chiedeva la conversione del rapporto in quello a tempo indeterminato e, in via subordinata, il risarcimento dei danni. Secondo il giudice, la domanda del ricorrente non poteva non tener conto delle peculiarità che connotano il rapporto di lavoro dirigenziale per il quale la strada concorsuale è la tappa obbligata. «La naturale vocazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro anche pubblico – si legge nel dispositivo – è limitata all'impiego sub dirigenziale e non si riferisce a quello di natura dirigenziale».
In questi giorni intanto si è conclusa presso il tribunale del lavoro di Trani una causa di lavoro più o meno analoga a quella di Trani: protagonisti della vicenda il Comune di Barletta chiamato in causa da un ex dirigente. La sentenza ha dato ragione all'Ente. Il giudice del lavoro, Maria Antonietta La Notte Chirone ha rigettato l'istanza dell'ex dirigente che chiedeva la conversione del rapporto in quello a tempo indeterminato e, in via subordinata, il risarcimento dei danni. Secondo il giudice, la domanda del ricorrente non poteva non tener conto delle peculiarità che connotano il rapporto di lavoro dirigenziale per il quale la strada concorsuale è la tappa obbligata. «La naturale vocazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro anche pubblico – si legge nel dispositivo – è limitata all'impiego sub dirigenziale e non si riferisce a quello di natura dirigenziale».
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