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Vita di città

Giro di vite sulle partecipate, il Comune le dimezza

Sei mesi per riorganizzare Amet, un anno per stabilizzare l'Amiu. In forse il Gal

Il Comune di Trani ha pubblicato, a distanza di un mese dalla sua approvazione, il piano di razionalizzazione delle società partecipate, approvato il 31 dicembre 2015, come richiesto dalla sezione regionale della Corte dei Conti. Un documento di oltre cinquanta pagine, in cui l'amministrazione, analizzando lo stato di tutte le aziende, traccia la strada per il prossimo futuro delle stesse, sulla base della legge di Stabilità del 2015, che ne impone una riduzione, in presenza di fattori che ne attestino la mancanza di utilità per la città, e una ottimizzazione delle risorse investite.

Grossa fetta delle preoccupazioni di Bottaro e della sua giunta passeranno, nei prossimi mesi, da Amet spa: l'azienda, nata come municipalizzata specializzata nella fornitura dell'energia elettrica e dotata di una propria rete che permette l'erogazione del servizio, ha, negli anni, acquisito anche la gestione di altri servizi come il trasporto scolastico e per i diversamente abili (affidamento scaduto nel 2012), la manutenzione dei sistemi di videosorveglianza e della rete semaforica (scaduto nel 2009), la gestione dei parcheggi (servizio mai partito, ancora in fase di start up), il noleggio degli stalli nautici presso la darsena comunale. La partecipata tranese controlla, inoltre, quote di società che avrebbero dovuto ampliarne le potenzialità: oltre al 44% di Stp e all'intera proprietà di Amet Energia Srl, Amet detiene il 51% di Rea Trani In Liquid e il 30% di Puglia Energy Spa (che a sua volta detiene il 51% di Elga Sud).

La società registra un andamento al ribasso, avendo perso, tra 2012 e 2014, oltre 1,64 milioni di ricavi da vendite e prestazioni. Per questo, la giunta ha deciso di puntare esclusivamente sulla distribuzione di energia elettrica, per cui Amet è titolare di una concessione fino al 2030. Ne consegue la volontà di dismettere i servizi di gestione di parcheggi e darsena, e, in mancanza di un piano di rilancio, anche il servizio di trasporto pubblico e scolastico. Nel settore Energia, invece, il Comune valuterà l'ingresso di un socio privato, dopo un'accurata attività di due diligence e la redazione di un piano industriale, che permetterà alla società di entrare anche nel mercato delle rinnovabili, con particolare attenzione a fotovoltaico e biogas.

Altra "grana" per il 2016 dell'amministrazione Bottaro sarà la gestione di Amiu spa: nel 2015 il costo del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani è lievitato di oltre 3,7 milioni, dato che è costato ai cittadini l'aumento della tariffa della Tari. L'amministrazione ha già comunicato, in diverse occasioni, che procederà, nell'ambito dell'Aro 1Bt, alla costituzione di un soggetto unico per la gestione del servizio di smaltimento, comune per tutte le città coinvolte. Alla partecipata di Trani, attualmente guidata dall'ad Guadagnolo, rimarrà la titolarità degli impianti, per cui si prospetta una lunga attività di risanamento.

Trani, tra Comune e Amet, controlla il 49% di Stp spa, che ha chiuso il 2014 con mezzo milione di euro di utili, poi distribuiti interamente al personale. Il mantenimento della quota societaria è legato alla presentazione da parte del management di un piano industriale di rilancio, che tenga conto dei servizi erogati a favore della collettività tranese e dei minori costi dei servizi in ragione di una ottimizzaziuone che porti anche a partnership pubbliche per la valorizzazione delle eccellenze del territorio. Una prossima fuoriuscita da parte del Comune da questa società è comunque esclusa.

Dal 2007, la società Aigs srl è in liquidazione e una serie di servizi (randagismo, canile, gestione inventario, gestione impianti sportivi, fiere e mercati, ecc.) sono tornati in capo al Comune. Il commissario comunale Iaculli, nella scorsa primavera, aveva annunciato lo scioglimento della società e la valutazione di un'azione di responsabilità nei confronti del liquidatore, dopo non aver espresso parere favorevole all'ultimo bilancio presentato e aver atteso invano i bilanci degli ultimi 13 anni. La giunta ha deliberato di attivare la procedura fallimentare presso il Tribunale, per concluderne l'esistenza.

La fondazione "Ida Del Carretto", a cui il Comune aveva conferito l'immobile di piazza Longobardi conosciuto come Palazzo Vischi, non ha mai avuto uno start up, di conseguenza lo stabile transiterà nuovamente nel patrimonio comunale e successivamente si dovrà procedere allo scioglimento della fondazione. Palazzo di Città vanta la propria partecipazione anche nel Gal Ponte Lama scarl, in cui l'amministrazione intende mantenere la partecipazione, a condizione che si continui a investire in progettualità utili a Trani.

Infine, il Comune intende dismettere la propria partecipazione all'Agenzia per l'occupazione e lo sviluppo dell'area nord-ofantina, che negli ultimi cinque anni non ha prodotto pianificazioni strategiche e risultati economico-sociali di rilevanza, limitandosi a gestire le rendicontazioni e i monitoraggi di avanzamento fisico e finanziario dei progetti realizzati negli anni precedenti. Quella che è a tutti gli effetti una struttura di consulenza che si occupa sostanzialmente di intercettare finanziamenti su commessa dei Comuni associati ha visto calare bruscamente le linee di finanziamento intercettate, motivo per cui il Comune di Trani intende uscire dall'Agenzia, secondo modalità e tempi previsti dallo statuto.

In questa maniera, il Comune intende razionalizzar le risorse a disposizione, ridurre la presenza di capitale pubblico sul mercato, tutelare i lavoratori delle partecipate e produrre un beneficio ai cittadini, che godranno di una riduzione dei prezzi e di un miglioramento della qualità dei servizi, anche grazie all'istituzione di un Ufficio controllo di Gestione e Partecipazioni Societarie. Il Comune dovrà tracciare nuovamente le somme entro il 31 marzo 2016, predisponendo una relazione con i risultati conseguiti, da trasmettere alla Corte dei Conti, mentre sono già fissati, rispettivamente a giugno e dicembre 2016, i termini per la riorganizzazione di Amet e Amiu.
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