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Enti locali
Il piccolo commercio tartassato dalle tasse locali
Tari, ecco cosa ne pensa Unimpresa Bat
Trani - lunedì 14 settembre 2015
15.07
«Trani come Andria, e forse, peggio ancora. Le tariffe parlano chiaro ed anche gli avvisi di pagamento usano un linguaggio inequivocabilmente scioccante. Migliaia e migliaia di euro per la Tassa Rifiuti applicata al piccolo commercio già in coma e praticamente moribondo, anche a Trani». Queste le dichiarazioni del presidente Unimpresa Bat, Savino Montaruli, interpellato su quanto sta accadendo anche a Trani con l'arrivo degli avvisi di pagamento della Tassa Rifiuti.
Montaruli ha poi aggiunto: «Questa mattina ho sentito numerosi commercianti tranesi i quali, oltre ad affermare di sentirsi completamente abbandonati a se stessi, senza alcuna forma di tutela e di fronte ad un silenzio assordante, mi hanno rappresentato la loro estrema preoccupazione. Un fioraio mi ha riferito di aver ricevuto una richiesta di pagamento di oltre milleseicento euro l'anno per una superficie di appena 72 metri quadrati, cioè uno standard molto diffuso in città. Mi ha detto che già l'anno scorso, con un pagamento che era di milleduecento euro per la stessa superficie, ha avuto enormi difficoltà per portare in bilancio tale costo in quanto rappresenta un onere assolutamente ingiustificato, improponibile e non preventivabile in tale entità, visto che fino a due anni addietro, con al Tarsug, l'ammontare di tale onere era di sette/otto volte inferiore e veder aumentare, all'improvviso, da un anno all'altro, senza giustificazione alcuna, in presenza pure di enormi cali di vendite, tali importi è stata una mazzata che difficilmente si può raccontare con animo sereno. Stesso ragionamento per bar, pizzerie, ristoranti, pescherie, ortofrutta ed altri Settori Primari».
In conclusione, il presidente Unimpresa Bat ha affermato: «Non so se qualcuno si stia rendendo conto delle conseguenze che questo modo di fare politica sta portando dietro di sé e sarebbe da stolti ignorare che aumentare la tassazione locale in tale misura significa ridurre ulteriormente i consumi delle famiglie tartassate, alimentare il sommerso ed il lavoro nero ed aumentare esponenzialmente il ricorso al prestito ad usura. Politici e burocrati di tutto questo non ne tengono conto o forse di questo, a loro e a chi, compiacente continua a tacere e a non prendere scomode posizioni, forse non importa granché».
Montaruli ha poi aggiunto: «Questa mattina ho sentito numerosi commercianti tranesi i quali, oltre ad affermare di sentirsi completamente abbandonati a se stessi, senza alcuna forma di tutela e di fronte ad un silenzio assordante, mi hanno rappresentato la loro estrema preoccupazione. Un fioraio mi ha riferito di aver ricevuto una richiesta di pagamento di oltre milleseicento euro l'anno per una superficie di appena 72 metri quadrati, cioè uno standard molto diffuso in città. Mi ha detto che già l'anno scorso, con un pagamento che era di milleduecento euro per la stessa superficie, ha avuto enormi difficoltà per portare in bilancio tale costo in quanto rappresenta un onere assolutamente ingiustificato, improponibile e non preventivabile in tale entità, visto che fino a due anni addietro, con al Tarsug, l'ammontare di tale onere era di sette/otto volte inferiore e veder aumentare, all'improvviso, da un anno all'altro, senza giustificazione alcuna, in presenza pure di enormi cali di vendite, tali importi è stata una mazzata che difficilmente si può raccontare con animo sereno. Stesso ragionamento per bar, pizzerie, ristoranti, pescherie, ortofrutta ed altri Settori Primari».
In conclusione, il presidente Unimpresa Bat ha affermato: «Non so se qualcuno si stia rendendo conto delle conseguenze che questo modo di fare politica sta portando dietro di sé e sarebbe da stolti ignorare che aumentare la tassazione locale in tale misura significa ridurre ulteriormente i consumi delle famiglie tartassate, alimentare il sommerso ed il lavoro nero ed aumentare esponenzialmente il ricorso al prestito ad usura. Politici e burocrati di tutto questo non ne tengono conto o forse di questo, a loro e a chi, compiacente continua a tacere e a non prendere scomode posizioni, forse non importa granché».
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