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Religioni
Incendio a San Giacomo, il vescovo: «Fermiamo questo scempio»
Monsignor Pichierri esorta tutti ad intervenire
Trani - domenica 14 maggio 2017
11.33 Comunicato Stampa
A seguito di quanto accaduto la notte scorsa, nella quale è stato registrato l'incendio della Chiesa da parte di ignoti, è intervenuto monsignor Giovan Battista Pichierri.
«Sono amareggiato - ha detto - di quanto accaduto, che non è un di certo non fatto episodico. In questi ultimi tempi, nella nostra Città, ma direi un po' ovunque, si stanno registrando ripetutamente atti vandalici, si pensi a quelli perpetrati nei confronti delle scuole. E' un fenomeno che va studiato in tutta la sua portata e rilevanza. Sembra che la consapevolezza circa la bellezza riposta nei luoghi della nostra tradizione culturale, storico, artistica e religiosa nelle coscienze di non pochi sia proprio inconsistente».
«Nonostante - ha aggiunto - se ne parli tanto, il rispetto verso la nostra casa comune è un orizzonte ancora molto lontano. E' chiaro che tutti dobbiamo mobilitarci! Mi riferisco alla famiglia, alla chiesa, alle istituzioni, alla scuola, ai media, al mondo associazionistico e a tanti uomini e donne di buona volontà perché siamo uniti nel richiamo e nella sensibilizzazione del rispetto del nostro patrimonio culturale. Accanto ad una cultura dei diritti va promossa - ha concluso - con eguale misura e proporzione una cultura dei doveri».
«Sono amareggiato - ha detto - di quanto accaduto, che non è un di certo non fatto episodico. In questi ultimi tempi, nella nostra Città, ma direi un po' ovunque, si stanno registrando ripetutamente atti vandalici, si pensi a quelli perpetrati nei confronti delle scuole. E' un fenomeno che va studiato in tutta la sua portata e rilevanza. Sembra che la consapevolezza circa la bellezza riposta nei luoghi della nostra tradizione culturale, storico, artistica e religiosa nelle coscienze di non pochi sia proprio inconsistente».
«Nonostante - ha aggiunto - se ne parli tanto, il rispetto verso la nostra casa comune è un orizzonte ancora molto lontano. E' chiaro che tutti dobbiamo mobilitarci! Mi riferisco alla famiglia, alla chiesa, alle istituzioni, alla scuola, ai media, al mondo associazionistico e a tanti uomini e donne di buona volontà perché siamo uniti nel richiamo e nella sensibilizzazione del rispetto del nostro patrimonio culturale. Accanto ad una cultura dei diritti va promossa - ha concluso - con eguale misura e proporzione una cultura dei doveri».
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