
Cronaca
Morì cadendo in clinica. Ora si cerca verità
Sarà riesumata e sottoposta ad autopsia la salma di una 87enne di Trani. «Stava bene non è morta per malattie preesistenti»
Trani - giovedì 31 gennaio 2013
9.28
Sarà riesumata e sottoposta ad autopsia la salma di Maria Profeta, una 87enne di Trani morta nella clinica Anthea di Bari dopo essere caduta dalla sedia. Oggi il pm Ettore Cardinali della procura barese conferirà l'incarico per l'accertamento al medico legale e 13 tra medici e infermieri della clinica risultano iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo.
L'anziana è morta il 14 dicembre scorso all'Anthea, dove si era recata a fine novembre per un normale esame prescritto dal suo cardiologo di fiducia di Trani, una coronografia. Durante l'esame – secondo quanto risulta nella denuncia presentata dai familiari ai carabinieri di Trani già a dicembre – la donna ha un attacco ischemico transitorio. Per questo viene ricoverata nella clinica, ma dieci giorni dopo era ormai in via di ripresa, tanto che era già stata prescritta la riabilitazione di un mese in un centro di Adelfia. Una mattina, però, la donna cade da una sedia, dopo essere stata lasciata sola dal personale infermieristico. Batte la testa e questo le provoca un grosso ematoma. Viene ricoverata d'urgenza e anche operata. Ma c'è poco da fare. Il 14 dicembre la donna muore. I figli, che già avevano sporto denuncia ai carabinieri quando la madre era finita in coma, integrano la denuncia assistiti dall'avvocato Loredana Piparo.
La signora Profeta – secondo quanto sostiene la denuncia – stava bene non è morta per malattie preesistenti e dopo l'attacco ischemico si stava riprendendo. E' morta per la caduta e, per questo, la famiglia ha chiesto ai carabinieri di accertare le responsabilità. Da qui la richiesta di sequestro della cartella clinica della donna e di riesumazione della salma per consentire di effettuare l'autopsia.
L'anziana è morta il 14 dicembre scorso all'Anthea, dove si era recata a fine novembre per un normale esame prescritto dal suo cardiologo di fiducia di Trani, una coronografia. Durante l'esame – secondo quanto risulta nella denuncia presentata dai familiari ai carabinieri di Trani già a dicembre – la donna ha un attacco ischemico transitorio. Per questo viene ricoverata nella clinica, ma dieci giorni dopo era ormai in via di ripresa, tanto che era già stata prescritta la riabilitazione di un mese in un centro di Adelfia. Una mattina, però, la donna cade da una sedia, dopo essere stata lasciata sola dal personale infermieristico. Batte la testa e questo le provoca un grosso ematoma. Viene ricoverata d'urgenza e anche operata. Ma c'è poco da fare. Il 14 dicembre la donna muore. I figli, che già avevano sporto denuncia ai carabinieri quando la madre era finita in coma, integrano la denuncia assistiti dall'avvocato Loredana Piparo.
La signora Profeta – secondo quanto sostiene la denuncia – stava bene non è morta per malattie preesistenti e dopo l'attacco ischemico si stava riprendendo. E' morta per la caduta e, per questo, la famiglia ha chiesto ai carabinieri di accertare le responsabilità. Da qui la richiesta di sequestro della cartella clinica della donna e di riesumazione della salma per consentire di effettuare l'autopsia.
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