Vita di città

Morti bianche, "quando le parole non bastano più"

Dopo il richiamo del Presidente Napolitano, il caso De Rosa

«"Non ci sono più parole…" così il Nostro Presidente ha commentato l'ultimo bollettino quotidiano degli infortuni e dei decessi sul luogo di lavoro; al suo appello, rivolto alle istituzioni, uniamo anche il nostro dicendo "è ora di agire".
Dall'inizio del 2007, in poco più di tre mesi, ci sono stati 306 morti sul lavoro, oltre 300.000 infortuni e oltre 7000 nuovi invalidi per cause di lavoro. Numeri che fanno paura, soprattutto se pensiamo che assumono contorni sempre più inaccettabili in una moderna e avanzata democrazia.
Se analizziamo il problema da un punto di vista strettamente economico, ci accorgeremmo che le imprese per competere in un sistema altamente concorrenziale, devono adottare politiche di razionalizzazione; a loro avviso dunque il costo più facile da ridurre è quello: della sicurezza sul posto di lavoro. D'altro canto però, in un mercato del lavoro più simile ad una giungla che ad un luogo di incontro tra domanda ed offerta; un mercato del lavoro che premia la politica dei "salari al ribasso", dell'estremizzazione del concetto di efficienza, lavorare più in fretta vuol dire stare un passo avanti: lavorare più in fretta vuol dire, ad esempio, rinuncia all'uso delle dotazioni antinfortunistiche . E' un problema di questo mondo del lavoro quindi, che ha bisogno di nuove regole che mettano l'individuo davanti alla prestazione lavorativa, che mettano la salute davanti alla ricerca del profitto o di un salario migliore, che premino le quelle imprese che, pur a scapito di una migliore competitività, decidono di "sposare questa battaglia di civiltà".
"E non ci sono parole" per la storia che ha colpito il sindacalista Giuseppe De Rosa di Margherita di Savoia, licenziato meno di due settimane fa dalla "Sai Sali" perché cercava di far rispettare alla ditta presso cui lavorava la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nei circoli della Sinistra Giovanile si è attivata la raccolta delle firme per dare solidarietà all'operaio De Rosa. La Segretaria Catia Spatafora dice: "Episodio inqualificabile, avvenuto proprio nei giorni del richiamo del Presidente della Repubblica sul problema della sicurezza sul lavoro" e continua: "la nostra voce risuonerà in ogni firma che riusciremo a raccogliere, in ogni volantino che distribuiremo, e nella coscienza di tutti coloro che come noi si indignano nel vedere che ancora, nel 2007, la gente muore lavorando; mentre coloro che protestano, cercando di difendere i diritti di tutti ad un ambiente di lavoro salubre, vengono privati del loro lavoro".» Sinistra Giovanile Bat
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