Eventi e cultura

Morti militari reduci dai Balcani: a Bari una conferenza

L'11 novembre a cura dalla Uil Puglia

Il punto sulle morti dei militari italiani, alcuni dei quali pugliesi, che hanno prestato servizio nei Balcani dopo essere venuti a contatto con uranio impoverito e munizioni contenenti lo stesso materiale, presenti nel Mare Adriatico, ed un primo bilancio sulle iniziative intraprese, sarà fatto in una conferenza stampa convocata per venerdì 11 novembre all'Hotel Excelsior, ex hotel Jolly, via Giulio Petroni a Bari. Appuntamento alle ore 10.

La Uil Puglia sul tema ha presentato due esposti: un primo nel gennaio 2001, in seguito ai risultati emersi dopo un attento esame di una commissione medica militare, che aveva accertato un nesso di causalità tra le radiazioni da uranio impoverito e il linfoma da cui era rimasto colpito un militare al rientro dalla missione nei Balcani; un secondo nel luglio 2004 dopo l'ennesimo decesso di un militare che aveva prestato servizio nelle missioni in Bosnia e in Kosovo. Nell'esposto si chiede che il Ministero della Difesa risponda di lesioni personali e omicidio colposo per le morti di una ventina di soldati nell'arco degli ultimi tre anni e la bonifica dei fondali dell'Adriatico. A fine maggio 2002 il sindacato aveva anche chiesto un intervento deciso della Magistratura dopo il decesso del militare di Vico del Gargano, Corrado Di Giacobbe, morto di cancro dopo aver prestato servizio nella stessa area e dopo essere certamente stato a contatto con l'uranio impoverito.

Alla conferenza stampa parteciparanno il presidente dell'Associazione Italiana Vittime Arruolate nelle Forze Armate e famiglie dei combattenti, on. Falco Accame; l'avvocato che rappresenta la Uil Puglia, Alessandro Putignano, ed il segretario generale della Uil Puglia, Aldo Pugliese.
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