Alessandro Delle Donne
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Sanità

Nell'Asl Bat al via una nuova organizzazione dipartimentale

Delle Donne: «Una rivoluzione in termini organizzativi, un nuovo assetto aziendale che garantirà maggiore efficacia ed efficienza»

"Una rivoluzione in termini organizzativi, un nuovo assetto aziendale che garantirà maggiore efficacia ed efficienza a tutte le strutture sia ospedaliere che amministrative". Il Direttore Generale della ASL Bt Alessandro Delle Donne usa queste parole per descrivere la nuova organizzazione dipartimentale deliberata il primo agosto (delibera n. 1455). "In sanità l'organizzazione dei servizi fa la differenza perché qualifica le procedure operative e per questo per noi non si tratta solo di un documento - continua Delle Donne - ma di un vero e proprio punto di riferimento a partire dal quale vengono ridisegnati gli assetti funzionali".

La nuova organizzazione dipartimentale, che tiene conto di tutte le indicazioni regionali in merito al numero delle strutture complesse e semplici prevede 59 strutture complesse di cui 38 ospedaliere e 21 territoriali, 87 strutture semplice e semplici a valenza dipartimentale, 59 coordinamenti e 12 posizioni organizzative che secondo la nuova normativa diventano incarichi di funzione. "A fare la differenza sarà però il modello trasversale anziché verticale che abbiamo disegnato - aggiunge il Direttore Generale - le reti cliniche trasversali hanno la missione di assicurare appropriatezza organizzativa e appropriatezza clinica dei percorsi di presa in carico, cura e assistenza e all' interno delle reti tutte le strutture e i professionisti coinvolti devono condividere la responsabilità degli esiti clinici ed assistenziali mediante l'adozione di comuni protocolli, tenuto conto naturalmente dei diversi livelli di complessità organizzativa nonché delle variegate competenza professionali coinvolte, le quali devono esprimersi ad ogni livello al massimo degli standard qualitativi".

Il nuovo assetto prevede anche l'istituzione di tre nuovi dipartimenti: il dipartimento dei Servizi Tecnici la cui direzione provvisoriamente (in attesa di definizione del regolamento aziendale) é affidata al l'ingegnere Carlo Ieva, comprende area tecnica, costruzioni e manutenzioni, epidemiologia e statistica e ingegneria clinica e servizi informatici; il Dipartimento chirurgico traumatologico la cui direzione é affidata provvisoriamente al dottor Enrico Restini, comprende tutte le chirurgie, chirurgia plastica, chirurgia della mammella, tutte le ortopedie, urologia, endoscopia digestiva e la neurochirurgia; il Dipartimento Neurosensoriale e Malattie dell'apparato respiratoria la cui direzione é affidata provvisoriamente al dottor Michele Barbara, comprende l'otorinolaringoiatria, le oculistiche, la chirurgia vitreo retinica, la patologia orbitaria, la neurologia e il servizio territoriale di pneumotisiologia.

A questi Dipartimenti di nuova istituzione si aggiungono i Dipartimenti delle direzioni ospedaliere, dei distretti socio-sanitari, medico specialistico, cardiologico, oncologico, materno-infantile, immagini e diagnostica, area intensiva e delle emergenze, emo-trasfusionale, prevenzione, farmaceutico, riabilitativo, salute mentale, dipendenze patologiche e il Dipartimento direzionale. "La nuova organizzazione ha tenuto conto naturalmente delle indicazioni regionali in merito alla nuova rete ospedaliera anche in riferimento al numero di strutture complesse - aggiunge Delle Donne - e nei casi in cui c'erano direttori di struttura complessa già nominati, ma le strutture di riferimento sono diventate semplici gli stessi direttori sono stati spostanti sulla struttura complessa priva di nomina. É il caso, per esempio, della cardiologia di Bisceglie: da complessa é diventata semplice e il Direttore é stato spostato sulla struttura complessa di Barletta che era vacante".

"Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto e dell'assetto organizzativo che abbiamo definito - conclude Delle Donne - il modello così disegnato farà da guida alla organizzazione dei servizi, migliorandone qualità ed efficienza. Una organizzazione tanto complessa come quella sanitaria necessita di una rete molto ben definita per assicurare il meglio al territorio di riferimento. Siamo certi che questo nuovo modello organizzativo farà da supporto a da stimolo per migliorare la risposta di salute ai cittadini che ovviamente é il nostro unico e mai dimenticato obiettivo".
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