
Enti locali
Nomina del dirigente di ragioneria, i revisori mettono il veto
«Allo stato attuale, il Comune non può conferire ulteriori incarichi». Il collegio contesta anche la pubblicità dell'avviso pubblico
Trani - martedì 31 luglio 2012
9.21
Il benvenuto al nuovo dirigente di ragioneria del Comune di Trani non è affatto dei migliori. A poche ore dal conferimento dell'incarico (annuale) a Giuseppe Ninni, i revisori dei conti (Tommaso Montefusco, Giuseppe Spizzico e Vincenzo Lacasella) hanno inviato all'Ente un richiamo urgente sulla delibera (la numero 83) con cui la giunta ha stabilito di procedere alla copertura, con incarico a tempo determinato, intuitu personae da parte del sindaco, del posto dirigenziale. Secondo i revisori, allo stato attuale, il Comune di Trani non può conferire ulteriori incarichi.
Secondo l'organo di revisione legale in carica «la delibera evidenzia il persistere di un'azione amministrativa lesiva per il Comune e palesemente contrastante con i principi di legalità poiché nell'atto giuntale, a firma del sindaco e avallato dal parere tecnico favorevole del segretario generale, si riporta una mendace dichiarazione ossia che dai documenti in possesso del terzo settore della ragioneria dell'Ente vi è la certificazione del rispetto del patto di stabilità per l'anno 2011 sottoscritto il 30 marzo del 2012 dal responsabile del servizio finanziario dell'Ente, dal sindaco uscente e dal collegio dei revisori dei conti».
Il nocciolo del problema è la mancata approvazione di tutta una serie di provvedimenti finanziari, il rendiconto di gestione del 2009 (con i suoi allegati) e quello del 2010. L'attuale amministrazione, prima di procedere alla nomina del dirigente, aveva chiesto un parere al dipartimento della funzione pubblica sulla scorta dell'incidenza tra spesa del personale e spesa corrente così come stabilito dall'approvando consuntivo del 2011. Secondo i revisori «è di dubbia legittimità calcolare il rapporto sulla base di un rendiconto non approvato, dal quale desumere con certezza e attendibilità il rapporto di spesa».
Inoltre uno degli allegati obbligatori al bilancio di previsione 2011 (il piano triennale del fabbisogno del personale) risulta mancante «perché – scrive il collegio – non predisposto e né mai approvato con delibera di giunta. La disamina ci porta a concludere che la verifica del fabbisogno del personale del Comune di Trani sia rimasta ferma al 2010 quando non furono previste nuove assunzioni per l'osservanza del non superamento della spesa».
Il collegio contesta anche la pubblicità dell'avviso pubblico con cui si è giunti ad una selezione dalla quale il sindaco ha scelto Ninni. «Pur considerando che la normativa in materia non prevede un lasso di tempo minimo, tuttavia il bando o l'avviso di selezione potrebbe essere oggetto di annullamento sotto il profilo dell'eccesso di potere. Il termine indicato di soli sette giorni dalla pubblicazione dell'avviso per le candidature appare esiguo e non normale».
I revisori concludono l'informativa «invitando il segretario generale a rivedere i presupposti amministrativi del provvedimento di giunta preventivamente all'eventuale sottoscrizione di qualsivoglia contratto di lavoro».
Secondo l'organo di revisione legale in carica «la delibera evidenzia il persistere di un'azione amministrativa lesiva per il Comune e palesemente contrastante con i principi di legalità poiché nell'atto giuntale, a firma del sindaco e avallato dal parere tecnico favorevole del segretario generale, si riporta una mendace dichiarazione ossia che dai documenti in possesso del terzo settore della ragioneria dell'Ente vi è la certificazione del rispetto del patto di stabilità per l'anno 2011 sottoscritto il 30 marzo del 2012 dal responsabile del servizio finanziario dell'Ente, dal sindaco uscente e dal collegio dei revisori dei conti».
Il nocciolo del problema è la mancata approvazione di tutta una serie di provvedimenti finanziari, il rendiconto di gestione del 2009 (con i suoi allegati) e quello del 2010. L'attuale amministrazione, prima di procedere alla nomina del dirigente, aveva chiesto un parere al dipartimento della funzione pubblica sulla scorta dell'incidenza tra spesa del personale e spesa corrente così come stabilito dall'approvando consuntivo del 2011. Secondo i revisori «è di dubbia legittimità calcolare il rapporto sulla base di un rendiconto non approvato, dal quale desumere con certezza e attendibilità il rapporto di spesa».
Inoltre uno degli allegati obbligatori al bilancio di previsione 2011 (il piano triennale del fabbisogno del personale) risulta mancante «perché – scrive il collegio – non predisposto e né mai approvato con delibera di giunta. La disamina ci porta a concludere che la verifica del fabbisogno del personale del Comune di Trani sia rimasta ferma al 2010 quando non furono previste nuove assunzioni per l'osservanza del non superamento della spesa».
Il collegio contesta anche la pubblicità dell'avviso pubblico con cui si è giunti ad una selezione dalla quale il sindaco ha scelto Ninni. «Pur considerando che la normativa in materia non prevede un lasso di tempo minimo, tuttavia il bando o l'avviso di selezione potrebbe essere oggetto di annullamento sotto il profilo dell'eccesso di potere. Il termine indicato di soli sette giorni dalla pubblicazione dell'avviso per le candidature appare esiguo e non normale».
I revisori concludono l'informativa «invitando il segretario generale a rivedere i presupposti amministrativi del provvedimento di giunta preventivamente all'eventuale sottoscrizione di qualsivoglia contratto di lavoro».
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