Tribunale Trani 11
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Cronaca

Omicidio De Girolamo, chiuse le indagini

Uno dei figli di Nicola Lops deve rispondere, in concorso, dell'uccisione dell'imprenditore. L'altro invece deve difendersi dall'accusa di riciclaggio

La procura di Trani ha chiuso le indagini sull'omicidio di Nunzio De Girolamo, l'imprenditore edile di 62 anni trovato morto in un pozzo sull'Andria-Bisceglie il 13 maggio 2011, ed ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini ai fratelli Savino e Lorenzo Lops. Solo il primo però risponde, in concorso con il padre Nicola morto suicida il 15 maggio 2011, dell'omicidio del costruttore e dell'occultamento di cadavere. L'altro è accusato di riciclaggio per aver versato in banca parte del denaro sottratto a De Girolamo dai suoi parenti.

Sono queste le contestazioni del pm Michele Ruggiero, che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Trani. Il pomeriggio del 13 maggio 2011 il corpo di De Girolamo venne ritrovato dentro un pozzo in un fondo sull'Andria-Bisceglie. Qui, secondo la procura, il 54enne Nicola Lops e il figlio Savino (detto Massimo) di 36 anni avrebbero attirato con una scusa l'imprenditore tranese, con il quale avevano rapporti di lavoro occupandosi di intonaci per i suoi cantieri edili. Ma più volte Nicola Lops aveva richiesto all'imprenditore il saldo per alcuni lavori eseguiti, non riuscendo ad ottenere nulla. Con una scusa i due, la mattina del 13 maggio di due anni fa, lo avrebbero convinto a recarsi nel fondo di Bisceglie. Ma De Girolamo, nonostante la minaccia di una pistola calibro 9 corto (detenuta illegalmente), non ne volle sapere di saldare il dovuto. A quel punto i due - secondo la procura - lo avrebbero portato all'interno del casolare e, dopo averlo aggredito, gli avrebbero sparato a bruciapelo con tre colpi di pistola alla spalla, al collo e al torace. I due, poi, avrebbero nascosto il cadavere nel pozzo presente nel fondo e si sarebbero impadroniti dei diecimila euro in possesso di De Girolamo.

L'altro figlio di Lops, il 32enne Lorenzo, si sarebbe occupato di versare in banca sei degli ottomila euro ricevuti dai parenti in maniera da riciclare il "denaro sporco". Nicola Lops, non reggendo ai sospetti degli inquirenti, si uccise il 15 maggio impiccandosi a un albero nel suo terreno in zona Ponte Lama. I parenti di De Girolamo, però, non hanno mai creduto che l'uomo avesse agito da solo e hanno fornito al magistrato nuovi elementi per evitare l'archiviazione di tutta l'inchiesta per "morte del reo".
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  • Omicidio De Girolamo
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