
Enti locali
Ospedale, rispedita al mittente la proposta di Gorgoni
Il Consiglio boccia la conversione del nosocomio in una casa della salute. Voto unanime: «Non si toccano né reparti e né servizi».
Trani - giovedì 27 ottobre 2011
17.17
Con 28 voti favorevoli (nessun astenuto e nessun contrario, 13 gli assenti) il Consiglio comunale ha approvato un documento nel quale «nelle more della decisione ufficiale da parte della Regione Puglia, si chiede al direttore generale della Asl Bat di sospendere qualsiasi decisione relativa ad eventuali spostamenti di reparti e servizi dell'ospedale di Trani, continuando a garantire assistenza sanitaria e manutenzione ordinaria e straordinaria».
Votazione unanime sul documento, partorito in risposta alla nota che il dg della Asl, Giovanni Gorgoni, aveva inviato nei giorni scorsi all'amministrazione comunale e nella quale si invitava la parte politica cittadina ad esprimersi sull'ipotesi di riconversione del San Nicola Pellegrino in una casa della salute con prestazioni in regime di day hospital. «Il Consiglio comunale di Trani – si legge nel documento approvato – chiede che il sito dove collocare il nuovo ospedale da costruire venga individuato nel territorio di Andria-Trani-Bisceglie e/o sulla direttrice Andria-Trani, in modo da servire un bacino di utenza di circa 210mila abitanti senza considerare l'utenza della città di Corato che potrebbe anch'essa servirsi del nuovo ospedale. Essendo la costruzione di un nuovo ospedale di circa 350 posti letto una scelta di programmazione sanitaria che condizionerà l'assetto dei servizi sanitari per i prossimi 40 anni, risulta evidente a tutti che non possono esserci motivazioni urgenti che impediscano una attenta ed oggettiva valutazione da parte di tutti gli organismi competenti. Scelte frettolose e sbagliate avranno solo il significato di una volontà di prevaricazione sui legittimi interessi della popolazione di questo territorio. Nelle more della decisione ufficiale da parte della Regione Puglia, il Consiglio comunale di Trani chiede al direttore generale della Asl Bat di sospendere qualsiasi decisione relativa ad eventuali spostamenti di reparti e servizi dell'ospedale di Trani, continuando a garantire assistenza sanitaria e manutenzione ordinaria e straordinaria».
Nel corso della discussione in aula, è stata ravvisata la necessità di convocare un ulteriore Consiglio, stavolta monotematico, e con la partecipazione dei vertici regionali.
Votazione unanime sul documento, partorito in risposta alla nota che il dg della Asl, Giovanni Gorgoni, aveva inviato nei giorni scorsi all'amministrazione comunale e nella quale si invitava la parte politica cittadina ad esprimersi sull'ipotesi di riconversione del San Nicola Pellegrino in una casa della salute con prestazioni in regime di day hospital. «Il Consiglio comunale di Trani – si legge nel documento approvato – chiede che il sito dove collocare il nuovo ospedale da costruire venga individuato nel territorio di Andria-Trani-Bisceglie e/o sulla direttrice Andria-Trani, in modo da servire un bacino di utenza di circa 210mila abitanti senza considerare l'utenza della città di Corato che potrebbe anch'essa servirsi del nuovo ospedale. Essendo la costruzione di un nuovo ospedale di circa 350 posti letto una scelta di programmazione sanitaria che condizionerà l'assetto dei servizi sanitari per i prossimi 40 anni, risulta evidente a tutti che non possono esserci motivazioni urgenti che impediscano una attenta ed oggettiva valutazione da parte di tutti gli organismi competenti. Scelte frettolose e sbagliate avranno solo il significato di una volontà di prevaricazione sui legittimi interessi della popolazione di questo territorio. Nelle more della decisione ufficiale da parte della Regione Puglia, il Consiglio comunale di Trani chiede al direttore generale della Asl Bat di sospendere qualsiasi decisione relativa ad eventuali spostamenti di reparti e servizi dell'ospedale di Trani, continuando a garantire assistenza sanitaria e manutenzione ordinaria e straordinaria».
Nel corso della discussione in aula, è stata ravvisata la necessità di convocare un ulteriore Consiglio, stavolta monotematico, e con la partecipazione dei vertici regionali.
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