
Politica
Province, il ritorno al centro della scena istituzionale
Dopo il voto del Senato sul Friuli-Venezia Giulia, Lodispoto riapre il confronto: “Serve ridare voce ai cittadini e strumenti veri agli enti di area vasta”
Trani - domenica 25 gennaio 2026
Il recente pronunciamento del Senato sulla reintroduzione delle Province in Friuli-Venezia Giulia riaccende un dibattito mai sopito: quale futuro per gli enti di area vasta e, soprattutto, quale ruolo per la partecipazione democratica dei cittadini. A cogliere l'occasione è il presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bernardo Lodispoto, che interviene con una posizione netta contro l'attuale configurazione delle Province come enti di secondo livello. Secondo Lodispoto, la scelta compiuta dal Parlamento rappresenta molto più di un fatto locale: è un segnale politico che potrebbe aprire una nuova fase di riflessione a livello nazionale. «Quel voto – osserva – può essere l'inizio di un percorso per rimettere al centro l'elezione diretta delle Province e il rapporto tra istituzioni e cittadini».
Al centro della critica c'è il deficit democratico generato dalla riforma che ha sottratto ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti provinciali. Una scelta che, a suo avviso, ha prodotto un progressivo allontanamento tra comunità e istituzioni. «Quando si elimina il voto popolare – sottolinea – si indebolisce il legame democratico e si crea una frattura che si riflette sulla fiducia verso la politica». Ma le conseguenze non si fermano al piano della rappresentanza. Lodispoto evidenzia come l'attuale assetto incida pesantemente anche sull'efficacia amministrativa: funzioni invariate, risorse ridotte e margini di azione limitati rendono le Province meno incisive proprio nei settori strategici per i territori. «Così – spiega – si è costretti ad amministrare con vincoli stringenti, rallentando risposte e progettualità».
Nonostante il quadro complesso, il presidente della Provincia Bat rivendica il lavoro svolto e i risultati raggiunti. In particolare, punta sul rafforzamento della struttura interna come leva per migliorare le performance dell'ente. L'ingresso di nuove unità attraverso i concorsi recentemente conclusi, infatti, consentirà di rendere la macchina amministrativa più efficiente e reattiva. L'intervento di Lodispoto arriva in un momento cruciale del confronto parlamentare e riporta sotto i riflettori una riforma mai del tutto compiuta. Il messaggio è chiaro: senza democrazia e senza strumenti adeguati, le Province rischiano di restare un livello istituzionale sospeso, mentre i territori continuano ad averne bisogno più che mai.
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Al centro della critica c'è il deficit democratico generato dalla riforma che ha sottratto ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti provinciali. Una scelta che, a suo avviso, ha prodotto un progressivo allontanamento tra comunità e istituzioni. «Quando si elimina il voto popolare – sottolinea – si indebolisce il legame democratico e si crea una frattura che si riflette sulla fiducia verso la politica». Ma le conseguenze non si fermano al piano della rappresentanza. Lodispoto evidenzia come l'attuale assetto incida pesantemente anche sull'efficacia amministrativa: funzioni invariate, risorse ridotte e margini di azione limitati rendono le Province meno incisive proprio nei settori strategici per i territori. «Così – spiega – si è costretti ad amministrare con vincoli stringenti, rallentando risposte e progettualità».
Nonostante il quadro complesso, il presidente della Provincia Bat rivendica il lavoro svolto e i risultati raggiunti. In particolare, punta sul rafforzamento della struttura interna come leva per migliorare le performance dell'ente. L'ingresso di nuove unità attraverso i concorsi recentemente conclusi, infatti, consentirà di rendere la macchina amministrativa più efficiente e reattiva. L'intervento di Lodispoto arriva in un momento cruciale del confronto parlamentare e riporta sotto i riflettori una riforma mai del tutto compiuta. Il messaggio è chiaro: senza democrazia e senza strumenti adeguati, le Province rischiano di restare un livello istituzionale sospeso, mentre i territori continuano ad averne bisogno più che mai.
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