
Vita di città
Quei "nuovi poveri" che busseranno presto
Famiglie, privati, piccole e medie imprese in difficoltà anche a Trani
Trani - venerdì 24 aprile 2020
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Sui quotidiani di ieri circolavano numeri e considerazioni da brivido: tra la Caritas che pronostica la costituzione di tanti nuovi poveri, un "neoproletariat " e' stato definito. Si calcola che potrebbero essere almeno dieci milioni le persone che rischiano di non farcela e di ritrovarsi, nel giro di pochi mesi, in situazione di grande difficolta'.
Anche per Trani e per i nostri territori, della province e delle regioni del Sud, avevamo gia' fatto delle considerazioni in tal senso e cio' che inquieta e' che molti non abbiano ancora preso coscienza della situazione reale. Tra famiglie e soggetti privati, piccole e medie imprese ci saranno da continuare a pagare casa, cibo, medicine e bollette, con un numero indeterminato di lavoratori a nero, che dalle nostre parti abbondano, si profila all'orizzonte uno scenario preoccupante. Ci dovra' essere uno sforzo comune da parte di tutti sia a livello locale che nazionale, per gestire un piano di recupero sociale che riesca a limitare i danni. Penso a colf e badanti non in regola, disoccupati che non potranno contare, cosi' come le piccole e medie imprese, su di un sussidio a vita.
Cosa accadra' dopo? Chi governera' Trani dovra' porsi, limitatamente alle proprie competenze e limiti d'azione, questo unico grande punto programmatico. Con la capacita' di raccordarsi con i vertici regionali ( vedi ad esempio per le questioni sanitarie che torneranno in auge e dovranno essere riconsiderate) ma anche coi vertici nazionali ( ricordiamoci di essere sempre un capoluogo, che fino a qualche settimana fa discuteva e si "specchiava" in una candidatura a capitale della cultura, proprio perche' in cerca di rilancio).
Anche per Trani e per i nostri territori, della province e delle regioni del Sud, avevamo gia' fatto delle considerazioni in tal senso e cio' che inquieta e' che molti non abbiano ancora preso coscienza della situazione reale. Tra famiglie e soggetti privati, piccole e medie imprese ci saranno da continuare a pagare casa, cibo, medicine e bollette, con un numero indeterminato di lavoratori a nero, che dalle nostre parti abbondano, si profila all'orizzonte uno scenario preoccupante. Ci dovra' essere uno sforzo comune da parte di tutti sia a livello locale che nazionale, per gestire un piano di recupero sociale che riesca a limitare i danni. Penso a colf e badanti non in regola, disoccupati che non potranno contare, cosi' come le piccole e medie imprese, su di un sussidio a vita.
Cosa accadra' dopo? Chi governera' Trani dovra' porsi, limitatamente alle proprie competenze e limiti d'azione, questo unico grande punto programmatico. Con la capacita' di raccordarsi con i vertici regionali ( vedi ad esempio per le questioni sanitarie che torneranno in auge e dovranno essere riconsiderate) ma anche coi vertici nazionali ( ricordiamoci di essere sempre un capoluogo, che fino a qualche settimana fa discuteva e si "specchiava" in una candidatura a capitale della cultura, proprio perche' in cerca di rilancio).

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