Associazione Controcorrente
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Vita di città

Referendum trivelle, ControCorrente spiega perché votare "Si"

La presidente dell'associazione: «Difendiamo il mare e il turismo»

L'associazione culturale ControCorrente invita la popolazione a votare "sì" al referendum del 17 aprile. A spiegare le ragioni è la presidente Annamaria Palumbo. «Dopo un'attenta analisi del quesito proposto dal referendum del 17 aprile e dopo aver valutato i vari aspetti della questione, l'associazione culturale ControCorrente ha deciso che voterà sì», dice. «Le motivazioni sono chiare. Ma andiamo con ordine, il quesito proposto chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limite di tempo. Nonostante le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più scadenza certa. Il quesito non riguarda le trivellazioni sulla terraferma e quelle in mare che si trovano ad una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa (22,2 km), né nuove concessioni entro le 12 miglia marine, vietate dalle norme introdotte nella Legge di Stabilità
2016. Con la vittoria del sì, alla scadenza naturale della concessione, le compagnie petrolifere non potranno rinnovare la licenza, anche se i giacimenti non sono ancora esauriti».

«Ricordiamo che il limite delle 12 miglia - prosegue la presidente - fu introdotto dopo l'episodio nel golfo del Messico, con un grave incidente ad una piattaforma petrolifera. Di qui la motivazione ambientale, che per noi è prioritaria, insieme alle motivazioni che spieghiamo oltre. Inoltre, la durata a tempo indeterminato delle concessioni, andrebbe a violare le regole sulla libera concorrenza (contro il diritto dell'Unione Europea - direttiva 94/22/CE- che prescrive che la durata dell'autorizzazione non superi il periodo necessario per portare a termine l'attività per cui è stata data la stessa concessione. Quindi ci sarebbe anche il rischio d'una procedura d'infrazione ai danni dell'Italia da parte dell'Unione Europea). Il nostro appoggio al SI va, come si diceva, in modo prioritario, in vista d'una motivazione ambientalista. In primis per la tutela dei mari. Il prolungato lavoro di trivellazione sarebbe causa di danni alla fauna marina, in particolare per l'estrazione di idrocarburi, con l'elevazione del livello di stress della stessa, oltre ad altri danni ambientali dovuti al rischio di "subsidenza", cioè l'abbassamento della superficie del suolo, causato o da fenomeni naturali, o come in questo caso, dalla mano dell'uomo. Il nostro pensiero va prima di tutto alla grande risorsa da tutelare in particolare nella nostra Puglia: il turismo, che vive e si alimenta e rinnova sulla base d'una condizione ambientale tutt'oggi invidiabile, rispetto ad altre regioni d'Italia e d'Europa, a cominciare dal nostro grande tesoro: il mare. Diciamo sì anche per mandare un segnale al governo perché s'incentivi la produzione di energie rinnovabili».

E conclude: «Diciamo sì, infine, anche per evitare che, in caso di vittoria del "no" o di non raggiungimento del quorum, in futuro, accada che il divieto di estrazione entro le 12 miglia, resti assoluto e si eviti che un giorno si possa prevedere che si torni a cercare ed estrarre gas e petrolio ovunque, anche entro le 12 miglia. Inoltre voteremo sì per evitare che in futuro le compagnie titolari possano raddoppiare le piattaforme legate a concessioni loro assegnate. Per tutte queste ragioni l'Associazione ControCorrente voterà e farà votare ai suoi numerosi simpatizzanti sì».
  • NoTriv
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