Amedeo Bottaro
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Politica

«Ricostruiamo un rapporto di fiducia o vado via subito», lo sfogo di Amedeo Bottaro

Il primo cittadino stanco di essere il «capro espiatorio» dei consiglieri

Veementi le parole del sindaco davanti ai consigilieri comunali della sua maggioranza. Il sindaco ha riferito di essere stanco e privo di motivazioni per andare avanti se i consiglieri continueranno a fare di lui un capro espiatorio. Il sindaco ha riferito di essere stanco di ricevere l'accusa di mancata condivisione ed a tal proposito si é difeso sostenendo una tesi che già noi vi presentammo giorni fa: i provvedimenti vengono presi con la Giunta o recepiti dal sindaco dagli stessi assessori che sono a loro volta espressione politica dei consiglieri.

La condivisione avverrebbe dunque, secondo il sindaco, sfruttando l'anello di congiunzione tra lui stesso ed i consiglieri, cioè gli assessori. AB ha poi rivendicato il fatto di aver voluto accontentare i consiglieri ed i partiti , quando passò dalla giunta tecnica a quella politica. AB si é detto stufo di fare sacrifici economici, familiari e professionali per gente che a suo avviso lo starebbe utilizzando per mantenere lo status quo e portare avanti l'ordinario, sempre però galleggiando, in attesa di preparare la tavola per qualcun altro. Parole come pietre dunque con la fatidica frase: "Mi sono stancato di essere preso per il culo". Questo avverrebbe quando si decide una nomina con un consigliere, ma poi c'è sempre qualcun altro, tra i consiglieri, pronto a porre un veto e a dire che a quello non si può dare visibilità. L'idea di essere stanco e di non farcela più a reggere questa situazione di permanente ostilità da parte di larghe fette di maggioranza torna spesso.

AB si sfoga su tutto, anche quando rivendica a se stesso "appena" tre nomine effettive: Danisi ad di Amet, la riconferma di Guadagnuolo ad di Amiu, nemmeno nominato da lui ma solo riconfermato anche se fra mille polemiche, ed il presidente della Stp Fortunato con consigliere Tortosa annesso. Per il resto AB ha ricordato ai consiglieri che le nomine erano tutte state segnalate da loro. AB ha poi rivendicato quello da lui fatto: in tre anni la sua amministrazione tra spese, mutui e bonifica della discarica ( in realtà forse si riferisce al continuo emungimento di percolato) ha speso, prendendoli di fatto dalle tasche dei cittadini, 22 milioni di euro. Con tutti quei soldi, se non fossero serviti per i motivi di cui sopra, AB ha ricordato che avrebbe potuto fare molto altro per la città.

Ha infine chiuso con la carota dopo il bastone: ha detto chiaro e tondo che se la fiducia nei suoi confronti non sarà piena, lui lascerà anche subito (di qui la richiesta della firma del documento), con addirittura l'evocazione di un commissario prefettizio. Inizialmente è sembrato un Amedeo esasperato e stanco, a differenza delle false vulgate di questi giorni di qualche suo lecchino interessato. Ma se quella fiducia si rinsalderà e la vedrà nei fatti, si potrà pensare ad una prosecuzione del mandato per altri 5 anni con un pacchetto 2 più 5 col quale continuare a raccogliere quanto si è seminato. AB ha voluto anche ricordare il deficit in fatto di personale al Comune. Quest'anno per la prima volta entreranno 14 nuove unità a fronte comunque di 4, 5, 6 pensionamenti.

Ha ricordato la mordacchia della Corte dei Conti che lo costrinse dopo l'elezione a limitarsi alle spese necessarie. Bastone prima, carota poi, per far intendere che andare avanti sarebbe possibile ma dopo aver sottolineato che il famoso documento non potrà essere realizzato nei suoi obiettivi in due anni. Ma ha detto di aver voluto tenere alta l'asticella. Magari continuando e senza che facciano di lui un capro espiatorio, quasi un martire, sul quale scaricare i propri bisogni di visibilità o veti incrociati contro questo o quello (azione che secondo AB ha molto rallentato l'andamento della sua macchina di governo).

Giovanni Ronco
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