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Politica

Sanità, il grido d'allarme di Raffaella Merra: «Trani stanca di promesse, le liste d'attesa sono un'illusione»

Lettera aperta al Presidente Decaro e ai vertici regionali: sotto accusa la carenza di personale, il dramma degli anziani fragili e i costi insostenibili delle RSA

La sanità pubblica non è fatta di soli numeri, ma di volti, famiglie e diritti che non possono essere calpestati dalla burocrazia. Riceviamo e pubblichiamo il forte grido d'allarme lanciato da Raffaella Merra, già Assessore e Consigliere Comunale di Trani, che attraverso una lettera aperta indirizzata ai vertici regionali e locali, scuote le coscienze sull'emergenza liste d'attesa e sul dramma silenzioso degli anziani fragili. Una disamina senza sconti che tende a mettere a nudo la distanza tra i "piani di rientro" della politica e la realtà vissuta dai cittadini tranesi, costretti troppo spesso a rinunciare alle cure o a farsi carico di costi insostenibili.

Di seguito il testo integrale della missiva.
Al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro
Ai Consiglieri Regionali Debora Ciliento e Andrea Ferri
Al Sindaco della Città di Trani Amedeo Bottaro

LETTERA APERTA. Emergenza Sanità e Liste d'attesa. Trani non può più aspettare: la vostra ricetta ignora il dramma reale delle nostre famiglie

Egregio Presidente Decaro,
Le scrivo mossa da una profonda preoccupazione che nasce dall'osservazione quotidiana della realtà sanitaria che vivono i nostri concittadini. Ho letto con attenzione la delibera con cui la Regione annuncia la "ricetta" per abbattere le liste d'attesa, ma sento il dovere di dirLe, con la franchezza che si deve a chi amministra, che qui a Trani e in tutto il territorio provinciale, dietro gli annunci si percepisce solo un'ennesima illusione burocratica.

Ciò che Lei propone è, purtroppo, la riproposizione di strumenti che i tranesi hanno già visto fallire nell'ultimo decennio. Cabine di regia, monitoraggi e aperture straordinarie: misure già tentate e regolarmente naufragate. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: agende sbarrate presso i nostri presidi, anni di attesa per interventi ordinari e cittadini tranesi costretti a lunghi viaggi della speranza o a pagare di tasca propria per esercitare il diritto alla cura. Oggi siamo arrivati al paradosso per cui, anche nella nostra città, sembra servire una "raccomandazione" persino per ottenere una visita a pagamento in tempi brevi.

Ma c'è un punto, Presidente, su cui la Sua delibera sceglie colpevolmente il silenzio, e che a Trani sta diventando una vera piaga sociale: il dramma degli anziani fragili. Siamo davanti a un'emergenza che colpisce il cuore delle nostre famiglie. L'assistenza domiciliare a Trani è ridotta a un simulacro, del tutto inadeguata ai bisogni reali di una popolazione che invecchia. Questa assenza di cure sul territorio spinge i figli e i nipoti tranesi a una scelta disperata: trattenere i propri cari nei reparti ospedalieri perché non esistono alternative. I nostri ospedali si trasformano così in "parcheggi" forzati in attesa di posti nelle rarissime RSA convenzionate della zona.

È una discriminazione economica inaccettabile. Un cittadino tranese che non riesce ad accedere a un posto convenzionato deve affrontare rette che superano i 2.000 euro al mese. È una cifra che la stragrande maggioranza delle famiglie della nostra città non può permettersi. Chi non ha un patrimonio da svuotare o una casa da vendere viene condannato a un'assistenza di serie B. Non si abbattono le liste d'attesa se non si decongestionano gli ospedali potenziando i nostri distretti e creando nuove realtà di accoglienza a Trani.

Inoltre, Presidente, resta l'interrogativo che i professionisti della sanità tranese si pongono ogni giorno: con quale personale e con quali fondi? La Puglia è in piano di rientro dal 2011, con un disavanzo di circa 400 milioni l'anno e organici ridotti all'osso. Chiedere prestazioni aggiuntive a medici e infermieri già allo stremo, molti dei quali operano nei nostri presidi locali violando le norme sui riposi obbligatori, è pura utopia. Chi si assumerà la responsabilità di negare un esame a un nonno tranese in nome di una presunta "appropriatezza", rischiando sulla sua pelle per far quadrare i bilanci regionali?

Senza assunzioni stabili, senza una reale presa in carico della cronicità e senza un piano serio per la terza età che guardi alle necessità di Trani, questa delibera resterà carta straccia. Tra qualche mese, quando le agende dei nostri uffici prenotazioni saranno ancora chiuse, non potremo dare la colpa alla mancanza di piani: dovremo ammettere che sono mancati, ancora una volta, i risultati.
La politica ha il dovere della memoria storica. Senza di essa non si capisce il presente e, soprattutto, non si può costruire il futuro della nostra Trani.

Le parole di Raffaella Merra pongono interrogativi ai quali la politica ha l'obbligo morale, prima ancora che amministrativo, di rispondere. Non si tratta di una semplice critica, ma di una testimonianza di chi vive il territorio e ne vede le ferite quotidiane. La "Città di Trani" e l'intera provincia chiedono risposte concrete, assunzioni reali e dignità per i propri anziani: "Il tempo degli annunci è scaduto - scrive la Merra - è il momento invece di restituire ai cittadini la certezza del diritto alla salute".

tl@
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