
Vita di città
Servizio igiene urbana e Tari, Trani#aCapo presenta ricorso al Tar
Il movimento di Procacci: «Si tratta di un atto illegittimo, ora il sindaco si dimetta»
Trani - venerdì 7 aprile 2017
0.10
Tre buone ragioni per contestare la delibera con cui il Consiglio comunale ha approvato, il 3 aprile scorso, il Pef per il servizio di igiene urbana e, di conseguenza, le nuove tariffe Tari 2017: la prima è che «già dopo la prima convocazione, preso atto che in votazione non c'era più il quorum, non potevano andare in seconda convocazione ma avrebbero dovuto riconvocare un altro Consiglio, andare ben oltre i tempi»; la seconda è che «sono andati oltre il 31 marzo, quindi di fatto è vana la delibera»; la terza è che «la delibera è stata approvata con 12 voti ma in aula c'erano 13 consiglieri, con Merra all'opposizione. Ma questa non è la maggioranza relativa perché dovevano essere in 17». E' quanto ha spiegato, ieri pomeriggio nel corso di una conferenza stampa, Antonio Procacci, leader e fondatore del movimento Trani#aCapo insieme ai due consiglieri Aldo Procacci e Maria Grazia Cinquepalmi. Le tre contestazioni sono state già presentate, adesso il provvedimento sarà impugnato davanti al Tar.
Secondo Trani#aCapo non ci sarebbero dubbi sull'illegittimità di quanto accaduto tra il 31 marzo e il 3 aprile scorso, quando il Consiglio comunale era chiamato ad approvare il Pef sul servizio di igiene urbana e, poi, le nuove tariffe Tari, il cui aumento avrebbe consentito di coprire i maggiori costi del primo.
«Oggi abbiamo chiarito - ha spiegato Procacci - il motivo per cui siamo usciti dall'aula in occasione della votazione. C'è qualcuno che contesta il fatto che saremmo dovuti restare e votare contro. In realtà, non c'erano i numeri per potersi opporre alla maggioranza, se pur composta da 12 persone. Quindi l'unica vera possibilità era quella di uscire dall'aula e far venir meno la maggioranza relativa. Ovvero la maggioranza necessaria, per legge, ad approvare questo tipo di provvedimento. Di fatto, per quanto ci riguarda, la delibera, a norma di regolamento, è nulla, illegittima. La impugneremo al Tar, ma quanto accaduto è stato già comunicato alla Prefettura e al Ministero dell'Economica e della Finanza e, per conoscenza, anche alla Procura».
L'approvazione del Pef e delle tariffe Tari è un atto che, tecnicamente, dovrebbe consentire di approvare in Consiglio comunale anche il bilancio di previsione, già licenziato dalla Giunta. Senza questi provvedimenti - è la posizione dell'amministrazione comunale - sarebbe necessario modificare il bilancio. Non la pensa così Trani#aCapo.
«Il bilancio deve essere modificato, al massimo potranno fare qualcosa quando si andrà ad approvare gli assestamenti - ha sottolineato Procacci -, ma il bilancio deve essere approvato basandosi sul Pef del 2016. Dal punto di vista politico noi ci aspettiamo che i consiglieri usciti dall'aula ora votino contro il bilancio, per coerenza».
Procacci e i due esponenti eletti in Consiglio chiedono, infine, le dimissioni del sindaco «non soltanto perché non c'è più una maggioranza ma anche perché la città è ferma e questo è sotto gli occhi di tutti». «Non crediamo che il sindaco si dimetterà, ma se i consiglieri dissidenti - ha concluso Antonio Procacci - credono davvero che il metodo di questa amministrazione non sia efficace, siamo pronti, con loro, a presentare le dimissioni contestuali».
Secondo Trani#aCapo non ci sarebbero dubbi sull'illegittimità di quanto accaduto tra il 31 marzo e il 3 aprile scorso, quando il Consiglio comunale era chiamato ad approvare il Pef sul servizio di igiene urbana e, poi, le nuove tariffe Tari, il cui aumento avrebbe consentito di coprire i maggiori costi del primo.
«Oggi abbiamo chiarito - ha spiegato Procacci - il motivo per cui siamo usciti dall'aula in occasione della votazione. C'è qualcuno che contesta il fatto che saremmo dovuti restare e votare contro. In realtà, non c'erano i numeri per potersi opporre alla maggioranza, se pur composta da 12 persone. Quindi l'unica vera possibilità era quella di uscire dall'aula e far venir meno la maggioranza relativa. Ovvero la maggioranza necessaria, per legge, ad approvare questo tipo di provvedimento. Di fatto, per quanto ci riguarda, la delibera, a norma di regolamento, è nulla, illegittima. La impugneremo al Tar, ma quanto accaduto è stato già comunicato alla Prefettura e al Ministero dell'Economica e della Finanza e, per conoscenza, anche alla Procura».
L'approvazione del Pef e delle tariffe Tari è un atto che, tecnicamente, dovrebbe consentire di approvare in Consiglio comunale anche il bilancio di previsione, già licenziato dalla Giunta. Senza questi provvedimenti - è la posizione dell'amministrazione comunale - sarebbe necessario modificare il bilancio. Non la pensa così Trani#aCapo.
«Il bilancio deve essere modificato, al massimo potranno fare qualcosa quando si andrà ad approvare gli assestamenti - ha sottolineato Procacci -, ma il bilancio deve essere approvato basandosi sul Pef del 2016. Dal punto di vista politico noi ci aspettiamo che i consiglieri usciti dall'aula ora votino contro il bilancio, per coerenza».
Procacci e i due esponenti eletti in Consiglio chiedono, infine, le dimissioni del sindaco «non soltanto perché non c'è più una maggioranza ma anche perché la città è ferma e questo è sotto gli occhi di tutti». «Non crediamo che il sindaco si dimetterà, ma se i consiglieri dissidenti - ha concluso Antonio Procacci - credono davvero che il metodo di questa amministrazione non sia efficace, siamo pronti, con loro, a presentare le dimissioni contestuali».

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